Se “tossico” è la parola che gli English Oxford Dictionaries hanno scelto per descrivere l’anno appena trascorso e i cambiamenti climatici stanno corrodendo in modo apocalittico l’immagine che ci riserva il futuro, se le trasformazioni sociali e politiche stanno invadendo e manipolando la concezione stessa di presente e di futuro, esiste da qualche parte nel mondo una piccola spia di metamorfosi, una debole scintilla che potrebbe rappresentare un monito verso le nuove generazioni: il suo nome è Greta Thunberg.

Il grido “Skolstrejk för klimatet” (sciopero della scuola per il clima) che la giovanissima rappresentante della Svezia ha avuto il coraggio di far suo, non rappresenta solo una felice e impetuosa spinta verso la presa di coscienza di un vero e proprio “fatto” universale, pericoloso e imminente, ma anche la descrizione stessa di un esigenza che non può più essere minimizzata e tralasciata dalle grandi potenze internazionali. L’urlo di saggezza pronunciato da Greta Thunberg rappresenta il segnale di un tempo che scorre, che scivola tra le mani così velocemente da rimbalzare in un vorticoso e struggente circolo vizioso che condanna l’umanità e le scelte che i rappresentanti di un’epoca hanno preferito per le future generazioni; colpevoli solo di essere nate e cresciute in tempo di superficiale e dissacrante “vuotezza” cosmica ed etica.

La battaglia che Greta Thunberg sta portando avanti dall’agosto del 2018 non è solo un’invocazione al rispetto delle leggi morali, al rispetto nei confronti dell’ambiente e di quella che rappresenta la nostra casa, non è solo un’invocazione all’impegno delle regolamentazioni contenute nel famoso accordo di Parigi, ma è soprattutto un appello al rispetto dei diritti dell’uomo e di quello che è il diritto inalienabile dell’essere umano: il diritto alla vita.

Dal 20 agosto 2018, infatti, Greta sciopera regolarmente, Greta dalle trecce lunghe e bionde manifesta di fronte al Parlamento svedese, Greta con i suoi occhi speranzosi si è autonomamente interessata, più di altri, all’attuale situazione ambientale ed è diventata, così, il simbolo di una lotta contro il cambiamento climatico ma anche di una lotta per la sopravvivenza. Una sedicenne che, ragionevolmente, si è addossata il peso di una protesta alla cui base c’è l’amore per la vita e una speranza per il futuro. Il venerdì è diventato il giorno simbolo di uno sciopero che comincia con le scuole e si va ad unire ad una lotta sociale molto più ampia di quella di cui si può solo immaginare: il prossimo venerdì 15 marzo 2019, così, è stato programmato «il primo sciopero scolastico mondiale per il clima della storia dell’umanità»[1].

Al Finacial Times, così come riporta GQ Italia, Greta Thunberg ha spiegato con una saggezza disarmante: «L’Asperger, per me, è un regalo: se fossi stata come tutti, avrei potuto continuare come tutti gli altri. Avrei potuto rimanere bloccata nel social game, galleggiare nelle convenzioni e nel tran tran, e continuare come prima. Ma non posso, anche volendolo. La mia sindrome fa sì che io veda il mondo o bianco o nero, senza vie di mezzo» e la sua storia diverrà anche un libro che pubblicherà Mondadori entro l’anno.

Di fronte a queste parole non si può non agire, non si può rimanere fermi, non si può non considerare che la vita è un fiume in piena che scorre inesorabilmente, non si può rinnegare quello che è stato definito “panta rei” come essenza della realtà, non si può non fare e rimanere inermi di fronte all’innegabile pericolo a cui l’umanità sta andando in contro con una spudorata e rischiosa indifferenza.

All’indomani di uno dei più grandi esempi di mobilitazione sociale avvenuto ad Amsterdam lo scorso 10 marzo e che ha visto la partecipazione di circa 40.000 persone sotto una pioggia battente, non si può non procedere con un esame di coscienza personale e cominciare a lottare per una giusta causa, a lottare per la stessa considerazione di futuro contro l’inerzia dei governi.

La madre terra ci sta avvertendo e la nostra casa sta crollando di fronte alla nostra accidia, l’universo sta marcendo in una asfissiante e finta concezione del divenire che si può comprendere attraverso le parole di uno degli attori più amati del panorama cinematografico internazionale, il premio oscar Leonardo diCaprio: «Recito personaggi fittizi per risolvere problemi inesistenti e credo che l’umanità si sia approcciata al cambiamento climatico con le stesse modalità, come se si trattasse di finzione.»

[1] Citazione dall’articolo in link: https://www.elle.com/it/magazine/women-in-society/a26405973/sindrome-asperger-libro-greta-thunberg/