Bacio che sopporti il peso

della mia anima breve

in te il mondo del mio discorso

diventa suono e paura

Alda Merini

Un bacio, gesto semplice, perché primordiale e poi quotidiano, artefice di un linguaggio che silenziosamente cela emozioni, sensazioni e sentimenti. Un atto talmente irripetibile e unico, per propria natura, da essere quasi inesplicabile. Il sottile significato di ogni bacio possibile, risiede nell’esperienza di chi lo condivide, mettendo in pratica uno scambio. Indica per entrambe le esistenze una reciproca disponibilità di fiducia, capace di permettere l’esplorazione dei rispettivi spiriti interiori. Il pensiero che, attraverso il bacio, due anime possano sfiorarsi e più profondamente dialogare, fa della poesia di Alda Merini, un manifesto di un movimento universale e arcaico.

La sua essenza primitiva si origina nel morso, attraverso il quale ci si nutre. In particolare, per un bambino, la bocca si fa strumento privilegiato per l’esplorazione del mondo perché luogo di transito di ciò che da più appagamento: il latte del seno di una madre. Biologicamente, il bacio-morso è qualcosa di estremamente intrinseco alla natura umana, traducendosi oggi nella sua realizzazione pratica e immediata in uno degli obiettivi principali del sistema psico-biologico: l’attaccamento. Essendo noi, esseri umani, animali sociali, riconosciamo il dono della nascita attraverso la suzione, urgenza che nasce dal bisogno dell’altro per identificarci, senza il quale sarebbe impossibile definirci.

Robert Doisneau, Le Baiser de l’Hôtel de Ville, 1950

Prendendo in considerazione il bacio alla francese, studi scientifici hanno dimostrato che sottopone anche a un test genetico. Si tratta di un affascinante scambio biochimico tramite saliva; quando dall’incontro di acido e base avviene una reazione di neutralizzazione, vi è una ripercussione psico-sensoriale che dà forma a uno stato di benessere in grado di coinvolgere mente-corpo, due preziosi ingredienti per la miscela dell’equilibrio ideale.

Un bacio, oltre a rendere una perfetta metafora di incontro, riassume, in un determinato spazio-tempo, relativo a chi lo sta vivendo, l’essere umano, perché nella sua essenzialità racchiude sia il corpo che l’anima. L’innata potenza di questo gesto diviene spontaneamente atto performativo: il corpo si fa veicolo, abbandonandosi all’ascolto dell’altro per raccontare qualcosa, una storia. È caratterizzato da una forza istintiva perché privo di parole e precisazioni, non vuole essere descrittivo o meglio, per il fatto che coincide con l’azione stessa, gli riesce impossibile esserlo. Grazie al suo personale codice poetico, Alda Merini coglie l’intangibile confidandoci una delle innumerevoli e ipotetiche storie che latentemente giace in un bacio. Nello specifico il bacio svela una verità: il timore del banale sottinteso dalla poetessa non desta fastidio per l’essenzialità dell’atto stesso. Il suo pensiero risuona in un gesto semplice e compiuto, liberandolo dalla gabbia di parole che potrebbero soltanto descrivere l’astratto senza coglierlo a pieno. Il bacio pesa di un discorso e di un’anima che concretizzano il mondo di una musica interiore attraverso una sola azione, precisa e diretta. Un incontro che viene restituito visivamente; per questo si può rimanere incantati, soprattutto da spettatori, di fronte a un bacio.

Un bacio commovente tra Demi Moore e Patrick Swayze, protagonisti della pellicola “Ghost”

Nella cultura occidentale, specialmente in Italia, il bacio ha acquisito la caratteristica convenzionale del saluto nel quotidiano, atto formale di riconoscenza dell’altro. Il comune saluto racchiude in sé anche una valenza discordante, l’addio, il cui significato rimanda alle radici di un’antica Roma, dove, chi è chiamato a succedere nell’eredità, preme le proprie labbra a quelle del morente per coglierne l’anima. Ecco che emerge implicitamente da un gesto la circolarità che caratterizza autenticamente la nostra intera esistenza.

Se Alda Merini avesse avuto risposta alla sua poesia, mi piacerebbe immaginare che il poeta austriaco Erich Fried avrebbe replicato così:

 

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso

Erich Fried