Passeggiando lungo il Naviglio Grande milanese, in via Corsico, è possibile imbattersi in un piccolo angolo di paradiso per i bibliofili: stiamo parlando della prima sede storica del Libraccio, ad oggi  la più grande catena di libri usati e scolastici in Italia. All’epoca però, nel lontano 1979, non si trattava che di una piccola libreria malandata gestita da quattro ragazzi poco più che ventenni, conosciutisi al mercatino dei libri usati di largo Richini, davanti alla Statale di Milano, dove lavoravano come librai improvvisati da settembre a novembre.

Una foto storica del Libraccio in via Corsico a Milano. Fonte: Ilpost.it

Gli stand del mercatino erano costruiti con le cassette della frutta. Il mercatino vendeva i libri usati della scuola e dell’università ed era collegato al movimento studentesco e alla sinistra extraparlamentare. Nel ’79 Fiechter, Ticozzelli e Parodi decisero di tentare la fortuna e aprirono così la prima libreria Libraccio in via Corsico: l’impostazione era la stessa del mercatino ma restava aperta tutto l’anno; inoltre era arredata sempre con le stesse cassette della frutta, il che la rendeva piuttosto pittoresca. I libri in vendita erano tutti usati, per la maggior parte libri scolastici e universitari, ma pian piano iniziarono a vendere anche gli altri.

Nel 1982 anche Edoardo Scioscia, che già aveva conosciuto gli altri al mercatino, entrò in Libraccio aprendo la filiale di Monza in piazza Indipendenza: la sede era molto più grande di quella di Milano, ma mantenne la stessa impostazione sul mercato dell’usato e sull’editoria scolastica. Nel 1984 aprì un’altra sede a Genova, e con il passare degli anni si arrivò alle attuali 32 librerie, disseminate in 20 città italiane. Molte delle nuove aperture furono possibili grazie anche all’entrata di nove nuovi soci tra il 1987 e il 1994. Nel 1994 Libraccio creò insieme a Messaggerie Libri la catena di librerie MELbookstore (MEL è l’acronimo di Messaggerie e Libraccio). La prima sede storica aprì in via Nazionale a Roma; seguirono Bologna, Firenze, Padova, Novara e Ferrara. La partecipazione di Libraccio si concluse nel 2010 e il gruppo MEL confluì successivamente in Ibs.

39 anni dopo il Libraccio è la più importante catena italiana di libri scolastici e usati, conta 16 soci, tra i quali compaiono ancora i quattro fondatori storici e, e ha un fatturato in continua crescita (nel 2014 ammontava a 17 milioni).
Formalmente Libraccio è una holding che controlla varie società: comprende 32 librerie sparse per l’Italia, una società di distribuzione che si chiama DMB (Distribuzione Monza Brianza), oggi una delle aziende più importanti in Italia per la distribuzione di testi scolastici e universitari, dieci società operative tra le quali la casa editrice Libraccio Editore, e tre marchi nati da partnership: Galla + Libraccio a Vicenza, Magaroli + Libraccio a Verbania, e più recentemente la joint venture tra Libraccio e Messaggerie Libri per la gestione degli Ibs bookshop, le librerie che in alcune città portano infatti la denominazione Ibs+Libraccio.

Pubblicità Libraccio realizzata per la Fiera Tempo di Libri Milano

Un’altra tappa fondamentale nella storia di Libraccio fu la creazione del sito internet libraccio.it. Oggi è il più importante sito in Italia per la vendita di libri scolastici, con circa 550 mila utenti registrati e oltre 1 milione e 150mila libri spediti all’anno, ma non è più di proprietà di Libraccio. Il sito nacque nel 2000 per dare visibilità alle librerie, e nel 2009 il sito fu trasformato in libreria digitale con una partnership con Ibs: successivamente le quote di Libraccio sono state “vendute” in cambio del 5,2 per cento delle quote di IBS.

Per approfondire la storia del gruppo Libraccio vi consigliamo la lettura del libro Libraccio, quando i sogni cambiano le regole  pubblicato a gennaio 2015.

La catena di librerie è indipendente, nel senso che non è controllata da nessun editore o gruppo maggiore. Libraccio decide le strategie generali, ma le varie librerie hanno una gestione autonoma, essendo controllate da società della holding che a loro volta gestiscono da una a un massimo di cinque librerie. Le librerie, infatti, sono molto diverse fra loro: alcune, come la sede di via santa Tecla di Milano o quella di via Nazionale a Roma, sono molto grandi e hanno un approccio molto più commerciale; altre sono librerie storiche – come Catullo a Verona o Noseda a Como – comprate da Libraccio quando erano a rischio di chiusura. Nei punti vendita del Libraccio è possibile acquistare soprattutto libri scolastici e universitari, ma anche romanzi, saggi, fumetti, oltre a cd, dvd, vinili e articoli di cancelleria.

Vengono venduti sia libri nuovi che usati perché il mercato dell’usato, che fu all’origine dell’idea di Libraccio fin dalla prima libreria del 1979, costituisce ancora oggi la sua caratteristica principale. I libri scolastici vengono acquistati dai privati direttamente in libreria (o a domicilio se si tratta di grandi quantitativi) riconoscendo a chi vende cifre variabili tra il 10 e il 30 % del prezzo di copertina. I libri vengono pagati subito, in contanti o in buoni da usare nelle librerie Libraccio. I profitti sulla rivendita dei libri usati sono in media tra il 38 e il 50 % sul prezzo di vendita, che generalmente è poco superiore alla metà del prezzo di copertina. Autori ed editori non prendono parte ai ricavi di questo business.

Alda Merini di fronte alla sede storica del Libraccio. Fonte: Ilpost.it

I libri non scolastici usati sono divisi in due categorie: i libri di “antiquariato”, cioè quelli pubblicati prima del 1900, considerati da collezionismo, e i libri di “modernariato”, pubblicati nel ‘900, in particolare nella prima metà. I prezzi e le valutazioni cambiano a seconda della categoria, ma seguono una logica legata alla storia del libro (gli elementi chiave sono il numero di edizioni che sono state stampate, lo stato di conservazione, il numero di copie in circolazione). Libraccio tratta anche i così detti remainder – libri che non sono più nei cataloghi degli editori e che quindi resterebbero impolverati nei magazzini – che vengono venduti con sconti dal 50 al 90 % sul prezzo di copertina. Il risultato è sorprendente: una clientela prevalentemente giovane, un’offerta ricca e variegata e acquirenti affezionati al punto vendita che instaurano un rapporto privilegiato e personale con i librai che gestiscono con grande passione e dedizione le diverse librerie.

Studenti entrano nella libreria Libraccio in via Corsico a Milano per comprare libri usati e testi universitari. Fonte: Ilpost.it

Se volete respirare l’atmosfera di un’antica libreria e tornare indietro nel tempo per qualche minuto, allora vi consigliamo di varcare la soglia della prima libreria targata Libraccio, in via Corsico, a Milano. Qui, immersa nel frastuono e la folla frettolosa dei passanti sui Navigli, si nasconde questa piccola oasi culturale, dove potrete sfogliare vecchi volumi polverosi, acquistare un classico della letteratura a prezzi irrisori o semplicemente girovagare all’interno dello storico locale, immaginando di essere ancora negli anni ’70, quando non esistevano telefoni cellulari e la tecnologia digitale non aveva ancora sostituito la lettura e il profumo di un vecchio buon libro.

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