In un momento storico difficile e particolarmente nostalgico di un passato squallido, parlare di diversità vista come sfumatura umana da accogliere e accettare come fattore arricchente della società, è qualcosa di necessario, delicato, importante. Quando il pregiudizio, lo sguardo giudicante, le chiacchiere di paese fanno più rumore del rispetto dei diritti umani fondamentali, a maggior ragione l’informazione sana deve assumersi la responsabilità di contrastare l’ignoranza e la barbarie, il degrado e la mancanza di empatia. Anche la concezione del diverso è ormai da rivalutare: diverso sì, ma da chi?

Quando si parla di sessualità e amore appare alquanto inutile e riduttivo attenersi a una norma o legge prescritta dal DNA. Il sentimento nasce e si indirizza verso una persona, un carattere, una vita, a prescindere da qualsiasi attributo. Ogni deviazione dalla cosiddetta “normalità” è stata e, purtroppo, è ancora condannata in quanto malattia, anomalia, fattore da gestire con una terapia farmacologica.

Palermo Pride, 2017. Fonte: wikipedia, foto di Marcwncs

Di pochi giorni fa è la notizia che una coppia di ragazze è stata aggredita in un autobus, nella liberale Londra, da una gang di delinquenti, per essersi rifiutata di baciarsi davanti a loro, per compiacerli nei loro istinti più bassi. E purtroppo non stupisce in una civiltà che sta man mano perdendo i valori fondamentali del vivere insieme, dell’aiuto reciproco, dell’accettazione, dei diritti fondamentali dell’essere umano.

Ma, come si dice, la speranza è l’ultima a morire e della settimana scorsa è la notizia che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’agenzia ONU relativa alla salute, abbia appena tolto dalla lista delle malattie mentali quella della transessualità, provvedimento che entrerà in vigore nel gennaio 2022. Si legge in una nota: “L’incongruenza di genere è stata rimossa dalla categoria dei disordini mentali dell’International Classification of Diseases per essere inserita in un nuovo capitolo delle condizioni di salute sessuale. È ormai chiaro che non si tratti di una malattia mentale e classificarla come tale può causare una enorme stigmatizzazione per le persone transgender”.

Lo spostamento della transessualità dalle malattie mentali a un capitolo riguardante la salute sessuale dell’ICD, che comprende più di 55.000 patologie, ha un grande valore proprio perché, come accennato, risparmia alla comunità LGBT di dover essere oggetto di quei pregiudizi che, purtroppo, ancora caratterizzano e attaccano le persone che soffrono di una reale patologia mentale. L’orientamento sessuale, dunque, non va e non deve essere reindirizzato, che sia con farmaci o preghiere: la vera crudeltà e violenza della dignità sono nel pretendere che qualcuno neghi se stesso, la propria anima, i propri colori, il suo personale modo di esprimersi totalmente, anche se non contemplato nel codice rigido della mentalità del maschio bianco e cattolico.

Gay Pride a New York, 2017. Fonte. yahoonews.com, foto di Gordon Donovan

La sessualità, il riconoscimento completo di quella con cui si è nati o la percezione di una dolorosa disforia, è una questione estremamente individuale e personale, intima e inopinabile, che va vissuta in completa tranquillità e libertà, perché non vedere allo specchio forme estranee da quelle percepite dalla propria anima è già particolarmente difficile di per sé: aggiungere uno stigma sociale può solo aumentare il dolore e il senso di incompatibilità con il reale.

Sembra che sia dia ancora un’eccessiva importanza al punto di vista estetico e che sia per molti difficile guardare oltre la mera apparenza. La malattia mentale nelle sue forme più meschine e profonde, come quelle della depressione, si nasconde dietro a sorrisi sgargianti e abitudini dalla normalità spiazzante; la depressione si nasconde nelle pieghe della quotidianità e affligge, secondo le stime dell’Agenzia Italiana del Farmaco e il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, circa 11 milioni di persone, quasi il 20% della popolazione italiana. Non c’è solo una forma di patologia depressiva che, soprattutto, non va confusa con una tristezza momentanea e giustificata o demoralizzazione; molte sono le sfumature che la caratterizzano, dalla reattività marcata, alla sensazione di panico, alla completa anedonia e incapacità di provare interesse o piacere per la vita.

La depressione affligge la personalità seppure in modo quasi invisibile, tanto da avere un potere invalidante. Troppo spesso chi ne è interessato tende a nascondere il profondo disagio vissuto perché vige ancora uno stigma attorno alle malattie mentali e all’uso di psicofarmaci, causando una sensazione di inadeguatezza e vergogna che va a sommarsi alla sofferenza già paralizzante del depresso.

Vincent Van Goh, Sulla soglia dell’eternità (1890), Museo Kröller–Müller, Otterlo. Fonte: wikipedia

La società, che si parli di passato o di presente, non si è mai mostrata pronta alla divergenza dalla norma prestabilita, che essa sia palese o meno; l’importanza nell’aver eliminato la transessualità dalla lista delle malattia mentali deve sottolineare e puntare l’attenzione sulla necessità di accettare invece la realtà di quelle che sono realmente delle patologie, troppo spesso demonizzate. Per questo è fondamentale che se ne parli sempre di più e di grande aiuto sono le testimonianze di personalità dello sport, come Michael Phelps, che ne ha recentemente parlato sui suoi canali social, o della cultura e dello spettacolo, rispetto a come hanno affrontato il demone invisibile riconoscendolo, guardandolo negli occhi e sorpassandolo, con la giusta terapia.

Amare una persona del proprio sesso, voler avere l’immagine che la propria personalità riconosce: questo non può e non deve essere considerato un atteggiamento malato; la giusta attenzione e il dovuto sostegno devono essere, invece, indirizzati a quelle persone che ogni giorno vivono un disagio che non riescono a spiegare e che li imprigiona in ore di faticosa routine, con la certezza di “non riuscire più a combattere”, per dirlo con le parole di Virginia Woolf.

Quello che deve accomunare le due differenti tematiche deve essere la totale accettazione, un abbraccio privo di pregiudizio e aperto al dialogo, all’affetto, alla riscoperta di una vita da vivere appieno, e mai da eterni sopravvissuti.

Immagine copertina: San Francisco Pride, California, U.S.A. 25 giugno, 2017. Fonte: thewildreed.blogspot.com, Foto di Josh Edelson/AFP/Getty Images
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