Il concetto di cultura, da sempre oggetto di scrupolosi studi, andrebbe costantemente e necessariamente analizzato da molti punti di vista. Mentre gli studiosi avanzano e discutono numerose definizioni e spiegazioni scientifiche, noi “profani” ci limitiamo ad utilizzare e ascoltare quotidianamente questo termine, ormai divenuto quasi abusato, proprio per la sua universalità. Un’unica e assoluta definizione di cultura non esiste. E la diversità culturale di cui gli esseri umani sono capaci rende le cose, per un verso, più complicate ma per un altro molto più interessanti.

Il termine cultura deriva dal latino colĕre coltivare”: una delle sue possibili definizioni, infatti, può essere paragonata alla pratica della coltivazione: per “cultura” intendiamo, allora, quel complesso di conoscenze, competenze, credenze che viene coltivato, appunto e sviluppato durante un determinato periodo storico, in uno specifico luogo, da una precisa categoria o classe sociale. È interessante soffermarsi su questa definizione che coinvolge il mondo agricolo perché è anche a causa del binomio natura vs. cultura che per secoli si è perpetuata la convinzione della presunta supremazia della cultura occidentale rispetto a quella di altre comunità, in altri luoghi.

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Giornata Internazionale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo, fonte: UNESCO

 

Celebrare la diversità

Oggi, 21 maggio, ricorre l’anniversario della Giornata Internazionale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo. La ricorrenza è stata istituita nel 2002, a seguito dell’adozione della Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale dell’UNESCO dell’anno precedente ed ha l’obiettivo di aiutare le comunità a comprendere e rispettare il valore della diversità culturale e al contempo, creare un’occasione per imparare a vivere in armonia. Come dichiarato dall’UNESCO, tre quarti dei maggiori conflitti mondiali coinvolgono la dimensione culturale. È dunque necessario e urgente colmare la distanza tra queste culture, per garantire pace, stabilità e sviluppo. “La diversità culturale è una forza propulsiva dello sviluppo: non solo in termini economici ma anche come strumento per condurre una vita più appagante dal punto di vista intellettuale, emozionale, morale e spirituale.” (Fonte: UNESCO)

Un pensiero diametralmente opposto a quello che ha caratterizzato la nostra società, per molto tempo. La mentalità occidentale, infatti, si è adagiata per secoli su due convinzioni, che negano entrambe autorità e identità culturale altre. La prima afferma l’esclusiva evoluzione della società occidentale, che, partendo da un presunto stato di natura, sarebbe giunta ad una piena espressione culturale, al contrario del resto del mondo che sarebbe rimasto allo stato barbaro, incivile, naturale. Da qui, il secondo atteggiamento: l’Occidente ha, di fatto, ritenuto opportuno esportare la propria cultura arrogandosi il diritto d’imporla ad altre persone e dando per scontato, o peggio, negando l’esistenza di qualsiasi altra espressione culturale.

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Chimamanda Ngozi Adichie at TEDGlobal 2009, bonus session at the Sheldonian theater, July 23, 2009, in Oxford, UK. Credit: TED / James Duncan Davidson

Diversità culturale è pluralità di narrazioni

Il pericolo della storia unica. Così lo definisce Chimamanda Ngozi Adichie, nel suo celebre Ted Talk del 2009. L’autrice nigeriana, durante il suo discorso, afferma di esser rimasta vittima di stereotipi e preconcetti, ma di averne sviluppati alcuni lei stessa.

La storia unica crea stereotipi. E il problema degli stereotipi non è che non siano veritieri, ma che sono incompleti. Fanno diventare una storia la sola storia.”

Una tendenza, quella delle “immagini stereotipizzanti e semplificatrici dell’altrove” che fatica ad esser smantellata, nonostante negli ultimi decenni si stia provando a invertire il senso di marcia. È la scienza ad asserire che non esiste un’idea di razza applicata al genere umano, proprio grazie al continuo e costante incontro e scambio tra i suoi componenti. Di conseguenza, non esiste una cultura “pura”, incontaminata da altre. Tutte presentano una quantità più o meno grande di elementi, oggetti, idee, tecniche adottati da altre culture. “Non esiste nessun noi definito in natura, così come non esiste nessun altro, ma solo la costruzione che ogni gruppo umano fa di ciò che per qualche motivo, in qualche forma reputa diverso”, scrive il professor Marco Aime, antropologo e scrittore. Un’abitudine, tipicamente umana, nata anche dall’esigenza di creare un’identità. Riagganciandoci al contrasto natura e cultura citato all’inizio, è ormai diventato doveroso (e un po’ mortificante) realizzare quanto ci eravamo tratti in inganno. Quello di cui non ci siamo resi pienamente conto, invece, è quanto abbiamo tutti beneficiato di questo ricco e continuo flusso.

“In realtà dovremmo pensare alle culture come a realtà in movimento, che si influenzano continuamente l’una con l’altra”, continua Aime. Il fenomeno della globalizzazione, di cui siamo figli, ha reso tutto ciò ancor più visibile. Ma mentre in passato, la narrazione era strumento dei pochi al potere, oggi, grazie alla diffusione dei mass media, il “pericolo della storia unica” può e deve essere schivato.

Le storie sono importanti. Molte storie sono importanti. Le storie sono state usate per espropriare, e per diffamare. Ma le storie possono anche essere usate per ridare potere, e per umanizzare. Le storie possono spezzare la dignità di un popolo. Ma le storie possono anche riparare quella dignità spezzata”, ribadisce Adichie.

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Giornata Internazionale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo, fonte: UNESCO

La risorsa delle culture

“L’altrove” è insieme un luogo fisico e un luogo della mente, una porzione dello spazio fisico terrestre e una costellazione immagini provenienti da un variegato mondo di influssi letterari, musicali, artistici, sociali” sostiene Davide Papotti, docente e autore. In questo periodo di crisi e reclusione, tutti abbiamo sentito la necessità di rifugiarci nelle tante forme espressive della cultura. Una risorsa di benessere, conforto e uno strumento di interconnessione, che ci ha fatto sentire uniti e parte integrante di qualcosa, anche nella distanza fisica. Ancora una volta, la cultura si è dimostrata fondamentale: lo dimostra l’incremento sia della creazione di contenuti culturali online, sia l’usufrutto dell’immenso e variegato patrimonio culturale disponibile. Un bene comune per tutta l’umanità.

Le più grave crisi affrontate dall’umanità nel corso della storia spesso hanno dato origine a un rinascimento delle culture e ad un boom positivo di nuove forme di creatività. Ancora una volta, la cultura resiste.

Fonte immagini: UNESCO, TED, Pixabay.
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