di Delia Amendola

 

La storia del Vampiro di Montaparnasse

Estate 1848: ci troviamo in una Parigi magica e opulenta, alle porte della grandiosa stagione della Bella Époque. Per le strade della capitale francese regna la poesia e la musica e i nuovi progetti di rivoluzione urbanistica stanno velocemente trasformando la città. Nella prima metà dell’800, però, una strana vicenda incombe sugli abitanti di Parigi. Cominciano ad essere ritrovati cadaveri di donne riesumati tra le tombe dei cimiteri della capitale francese: da quello di Père Lachaise a quello di Montparnasse; le vittime di uno spietato necrofilo notturno iniziano ad aumentare velocemente e la paura e il terrore si diffondono tra le strade parigine.

Il cimitero di Père Lachaise di Parigi. Font: pariseaststvillage.com

Ogni mattina le donne, riesumate e private dell’intestino, vengono ritrovate dalla polizia francese in condizioni disumane: spogliate, dilaniate, torturate e violentate; le viscere vengono sparse nei dintorni dei loro loculi e per i vicoli di Parigi. Per un’intera stagione, fino al successivo inverno, i cadaveri delle donne – derubate del loro riposo eterno – non avranno giustizia. Il necrofilo notturno sembra non poter essere imprigionato: non si trova, non lascia tracce e le voci di un potenziale “Vampiro” percorrono velocemente l’intera capitale.

A questo punto la polizia parigina si ingegna, creando un sistema di fili metallici costruito intorno alle mura dei cimiteri. Nella notte tra il 15 e il 16 Marzo 1849, finalmente, il Vampiro di Montparnasse cade nella trappola: gravemente ferito durante la fuga, verrà arrestato all’Ospedale di Val De Gràce; il suo nome è François Bertrand.

Chi era François Bertrand?

Si tratta di un sergente stimato dell’esercito francese, un autorevole personaggio rappresentante dello Stato. Una personalità, quella di François Bertrand, non molto diversa da quelle di cui si sente parlare nel nostro tempo; soprattutto per quanto riguarda l’evoluzione della sua malata perversione.

Il sergente François Bertrand raffigurato in questa illustrazione intitolata “The Vampire”, risalente al 1936

Da piccolo tortura gli animali: gatti, cani, uccelli e persino cavalli, saranno le vittime dei suoi giochi malsani. Un’eccitazione sessuale che gli stringe la gola circonda i suoi momenti di solitudine, immaginando donne nude e a sua completa disposizione, immobili e fredde. La prima volta in un cimitero– racconta il sergente francese François Bertrand – vede una tomba ancora in fase di sistemazione: la terra è ancora fresca e i becchini non hanno ancora terminato il loro lavoro. Decide allora, nel febbraio del 1847, di dare libero sfogo alle sue perversioni: racconta di aver subìto un forte mal di testa alla vista di quella prima tomba, di aver raccolto una pala e di aver cominciato a scavare con una forza che non pensava di possedere. Rimuove allora il cadavere e comincia a colpirlo ma, essendo giorno, alcuni lavoratori si accorgono di lui e corrono a denunciarlo. L’uomo, così, scappa via e da quel momento in poi deciderà di girovagare tra i cimiteri solo di notte.

Nel 1949 il Vampiro di Montparnasse viene processato dal tribunale militare. Accusato di violazione di cadavere e cannibalismo, verrà fatto notare che il sergente dell’esercito francese non era nel pieno possesso delle sue facoltà mentali e, per tale motivo, verrà condannato a trascorrere un anno in una prigione psichiatrica.

Nel 1951, dopo il suo anno di reclusione, François Bertrand si toglie la vita.

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