È una storia d’amore lunga secoli quella fra l’esoterismo e i paesi sud americani. Da sempre al centro dell’attenzione occultista, le nazioni ispaniche, infatti, conservano al loro interno riti, credenze e usanze praticate ancora oggi da un numero altissimo di abitanti, quasi come se si trattasse di religioni “ufficiali”. Il Venezuela è la terra per eccellenza della “santeria”, la stregoneria colma di magia nera che, si dice, porti effetti benefici a chi ne fa utilizzo.

Importata da Cuba, è una pratica alquanto cruenta che richiede il sacrificio di animali e, in casi estremi, anche la partecipazione umana con mutilazioni e “donazioni” da parte di chi officia il rito. Il fenomeno è presente da decenni (si pensi al culto di Maria Lionza) ma ha trovato le sue fondamenta, nel mondo moderno, durante le dittature che negli ultimi anni hanno caratterizzato il paese, quella di Chavez e di Maduro. Lo stesso Chavez si vocifera fosse particolarmente vicino alla santeria e che, addirittura, l’avesse seguita o comunque attenzionata per ottenere il favore del popolo. I numeri, tra l’altro, parlano chiaro: da un buon 94 % cattolico la nazione è passata ad un importante 30 % che si dice vicino a credenze esoteriche o che le segue parallelamente al cristianesimo. Praticare l’occultismo non è illegale, ovviamente, ma le stranezze in Venezuela aumentano anche e soprattutto per le sparizioni continue di animali e, in casi rari ma presenti, addirittura persone.

Fonte: Wikimedia

Passando, infatti, all’epoca Maduro, i cittadini venezuelani, per disperazione, hanno in alcune situazioni mangiato persino gli animali degli zoo, consumando i pasti anche all’interno dei recinti stessi onde evitare il trasporto, ma sono sempre più frequenti i ritrovamenti di teste animali nella spazzatura delle città (ultimo ritrovamento il capo di un giaguaro) e secondo i riti esoterici è necessario proprio decapitare da vivo un essere animato per ottenere i favori degli spiriti. Alcuni cadaveri appena seppelliti sono stati poi trafugati dalle tombe o rubati letteralmente dagli obitori. Diversi funzioni dell’occultismo richiedono infatti l’ausilio di un corpo umano per la conclusione del rito.

Si tratta di supposizioni, ipotesi e ragionamenti vari che possono trovare un unico fondamento nella disperazione di un popolo allo sbando: sono infatti cambiati anche i canoni di vita degli stessi venezuelani, dato che il solito 30 % preferisce adesso consultare uno stregone, uno sciamano o un indovino piuttosto che un funzionario delle banche o del governo, basando le proprie speranze sul piano ancestrale. La santeria fa pensare, ma allo stesso tempo spaventa realmente chi in Venezuela ci vive ancora o ci ha lasciato dei parenti, posto che i rapimenti e gli episodi violenti legati all’occultismo sono sempre in aumento.

Maria Victoria, giovane venezuelana, spiega come in realtà sia la superstizione a spingere realmente il Venezuela a credere nella stregoneria, “le persone veramente spaventate sono quelle che credono troppo alla santeria e sono molto coinvolti, magari vivendo con altri che praticano questi riti e vengono quasi trascinati, quindi finiscono per conoscere meglio i pericoli ma questo, più che incutere timore, in un certo modo li porta quasi a considerare la possibilità che ci siano delle energie cattive che sono il vero motivo del disastro”.

Ma allora la santeria è un’altra via o qualcosa che si è aggiunta ormai alla vita quotidiana dei venezuelani? “Non è realmente un’alternativa alla religione”, spiega Maria Victoria, “ma molte persone sono comunque cattoliche e allo stesso tempo praticano dei rituali, anche con un po’ di magia oscura.  A mio parere non è solo per protezione, ma anche per guarire, più che altro quando sono malati o quando non sanno più chi pregare, si rivolgono allora ad alternative spirituali diverse”.

La santeria allora cosa rappresenta per il Venezuela e la sua gente, dal punto di vista sociale? “Si tratta di un popolo che non ha più speranze”, incalza Maria Victoria, “è un popolo che ha chiesto aiuto a ogni persona, fisica e non fisica, ma non l’ha mai ricevuto. Allora prova a trovare altre vie perché sente comunque di aver bisogno di protezione, di una speranza di salvezza. Credo una cosa, però: non so quanto si possa parlare realmente di conversione alla santeria; in molti si sono avvicinati perché avevano qualcuno in famiglia che già faceva queste cose o che li ha introdotti al culto. Si tratta ancora di qualcosa di popolare ma che sicuramente, adesso, ha preso più piede nei contesti della vita di tutti i giorni”.

Fonte della copertina: ForumLibertas

 

© riproduzione riservata