Per promuovere le differenze linguistiche e culturali, valorizzare il multilinguismo e sensibilizzare al tema della centralità della lingua per una società migliore, il 17 novembre 1999 venne istituita dall’UNESCO la Giornata Internazionale della Lingua Madre, una ricorrenza commemorata annualmente con un tema diverso: quello di quest’anno è lingue senza frontiere.

È stata scelta come data-simbolo il 21 febbraio, in ricordo di una tragedia avvenuta nel 1952: il Bangladesh faceva ancora parte del Pakistan e alcuni studenti bengalesi dell’università di Dacca rimasero uccisi mentre protestavano per il riconoscimento ufficiale della lingua bengalese.

Se parli con un uomo in una lingua a lui comprensibile, arriverai alla sua testa. Se gli parli nella sua lingua, arriverai al suo cuore.

Così diceva Nelson Mandela. La lingua è lo strumento più potente di cui ci possiamo servire per comunicare conoscenze e informazioni e per preservare e sviluppare il patrimonio mondiale. Purtroppo, però, la diversità linguistica è minacciata in misura crescente: sono sempre di più, infatti, le lingue che stanno scomparendo o che sono destinate a estinguersi.

International Mother Language Day, fonte: UNESCO

La maggior parte di queste sono indigene: ecco perché il tema che l’UNESCO si impegna a promuovere nel 2020 è “lingue senza frontiere”, affinché le lingue transnazionali e locali possano incoraggiare un dialogo pacifico e aiutare a preservare il patrimonio indigeno e le differenze culturali, tanto rimarchevoli per la loro unicità quanto importanti per favorire la tolleranza e il rispetto dell’altro.

Le situazioni conflittuali che alcuni stati in Africa, Sud America e Asia sono costretti a vivere per questioni geo-politiche come i confini tra Stati, non toccano comunità e popolazioni che vivono nello stesso perimetro. Nonostante siano divise da confini geografici, queste comunità continuano a condividere tradizioni e pratiche culturali e a parlare lo stesso linguaggio, come accade ad esempio per il quechua, la lingua dell’antico impero Inca, ora idioma del Perù, Bolivia, Ecuador, Cile, Colombia e Argentina. Condivisioni così importanti aumentano la solidarietà tra popoli vicini e possono diventare, eventualmente, anche strumenti di pace tra questi Paesi: le lingue transnazionali hanno la capacità e il potenziale di creare legami stabili tra comunità vicine.

Per questo motivo bisogna impegnarsi a supportare lo sviluppo di un’educazione multilingue – nozione che indica l’utilizzo di lingue diverse a scuola – basata sull’istruzione madrelingua. Tutte le iniziative per promuovere la diffusione delle lingue aiuteranno anche a sviluppare una maggiore consapevolezza e conoscenza linguistica e culturale della propria: gli studi dimostrano che l’apprendimento di una nuova lingua, infatti, va di pari passo con una solida conoscenza della lingua madre.

Questa è l’epoca di globalizzazione e social network e se esiste una lingua ufficiale, adottata e riconosciuta dagli internauti per comunicare e farsi capire, quella è l’inglese. Assume dunque un valore nuovo e intrinseco l’importanza della lingua madre, quella che, come dice il nome, sentiamo ancor prima di nascere, che cresce e veglia su ognuno di noi, protettiva e malleabile e con cui instauriamo un rapporto di interdipendenza.

Giornata Internazionale della Lingua Madre, fonte: UNESCO

Se dunque le lingue “vivono” attraverso i parlanti nativi e non, vengono plasmate e modificate ogni giorno da coloro che le usano, altrettanto esse stesse trasformano e alterano la nostra percezione del mondo.

Ad oggi nel mondo si contano circa 7000 lingue, ognuna con la propria struttura, grammatica e fonologia. Ognuna, con la capacità di modellare il nostro modo di pensare. Lera Boroditsky, scienziata cognitiva, è tra gli studiosi che hanno dimostrato che ogni lingua stimola una diversa reazione e un diverso comportamento del nostro cervello.

Nella sua Ted TalkHow languages shape the way we think”, la scienziata espone la potenza delle lingue, presentando esempi di come l’utilizzo di una lingua rispetto ad un’altra influenzi la percezione di spazio, tempo, colore, quantità, genere, arrivando anche a influire sulla realtà quotidiana, personale e del proprio giudizio. Entrare in contatto e capire lingue diverse, di nuovo, apre una via alla comprensione di una diversa realtà e alla conoscenza dell’altro.

“La bellezza della diversità linguistica è quella di rivelarci quanto sia ingegnosa e flessibile la mente umana.”

Con buona pace di Shakespeare e della sua rosa profumata senza nome.

Fonte immagini: UNESCO
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