L’articolo 9 della Costituzione italiana afferma e definisce l’importanza della Cultura e di una consapevole salvaguardia del Patrimonio artistico e storico, uno dei grandi punti di forza del nostro Paese che, secondo uno studio dell’US News e una ricerca della University of Pennsylvania, è al primo posto per influenza al mondo. Nel rapporto di Io sono Cultura 2018 risulta lampante come il sistema produttivo legato al Patrimonio in ogni sua forma, sia un’efficace medicina alla crisi economica, un antidoto dal potere crescente se si analizzano i dati di crescita da un anno all’altro, che ruotano attorno al 2,0%. Inoltre, quando è la Cultura a fare cassa anche gli altri settori economici ne giovano beneficiando dello sviluppo dell’1,8%.

Basti pensare, ad esempio, a cosa comporta la stagione lirica dell’Arena di Verona per tutta la città in termini di turismo, e quindi di afflusso di masse consumatrici che alloggeranno negli alberghi, mangeranno nei ristoranti, compreranno nei negozi. E questo accade nelle città d’arte, come nei borghi, grazie alla presenza di musei, di eventi come festival, di esposizioni temporanee, di spazi creativi. I numeri Istat ci descrivono un’Italia pullulante e genuinamente affollata dai luoghi di cultura: sono 2.371, uno su tre, i Comuni che ospitano almeno una struttura a carattere museale. È un Patrimonio diffuso su tutto il territorio nazionale: 1,6 musei o istituti similari ogni 100 km2 e circa uno ogni 12 mila abitanti.

Galleria degli Uffizi, Firenze

Parlare banalmente di Cultura come di cuore pulsante di un Paese alle prese con le sue contraddizioni e opposizioni, diviso e afflitto da problematiche decennali, spesso controverso in materia di identità, significa trovare un punto in comune tra Nord e Sud, tra isole e terraferma, per affermare e rivendicare un’eccellenza ineguagliabile. Non solo. Il Patrimonio nel suo DNA prevede il concetto fondante e fondamentale della conservazione, della salvaguardia, del rispetto, in quanto conditio sine qua non, come unica strada da battere per poter consegnare al futuro ogni lezione del passato, che essa sia conservata in un archivio, in un affresco, in una pietra. Il concetto stesso di valorizzazione di un sito non ha una natura statica, ma si evolve insieme all’economia, alle tecnologie, alle modalità di fruizione dell’esperienza culturale, che va veicolata rispettando e assecondando la segmentazione dell’audience che si presenta in biglietteria.

La valorizzazione passa attraverso gli strumenti che vengono messi a disposizione del visitatore che deve comprendere, godere, rispettare il luogo, la collezione, gli attori coinvolti. Tutto ciò deriva, ovviamente, da un adeguato investimento delle risorse, pubbliche e private, in un settore che rende l’Italia ciò che è stata e che deve continuare a essere, una meta di bellezza, un racconto di civiltà, un insegnamento imperituro per le nuove generazioni.

A questo riguardo, favorire l’accesso alla Cultura garantendo la gratuità di musei, siti archeologici e archivi in alcuni periodi dell’anno, non può che essere un imperativo e un punto fermo della politica di qualsiasi ministro sieda alla “cattedra” dei Beni e delle Attività Culturali.

Il rinnovo di iniziative come La Settimana della Cultura apre le porte al grande pubblico, e i pronostici parlano già di numeri rassicuranti, in linea con il successo delle passate edizioni. Il lancio del progetto fa parte del nuovo decreto del Mibac che verrà presentato, insieme al programma definitivo, il prossimo 26 febbraio, con una mappa in cui verranno segnalate tutte le Istituzioni che ne prenderanno parte.

Matera, Capitale della Cultura 2019

 

La città di Roma non può certo esimersi dall’aprire le danze, proponendo un calendario che dal 5 al 10 Marzo riempirà la Capitale di concerti, mostre, aperture straordinarie e visite guidate, un trionfo e un inno a tutte le sfaccettature del prisma artistico, dal teatro fino alla letteratura, dall’archeologia al contemporaneo. Una Roma che, quindi, riconosce le sue smisurate potenzialità in fatto di fare, promuovere, condividere Cultura, attraversando le multiformi fasi della storia italiana per reinterpretarla e presentarla nei suoi palazzi, nei suoi archi e chiese, nelle piazze e gallerie, da proteggere dal nero dello smog, dai centurioni d’occasione e dai grembiuli a due euro.

Roma non è stata costruita in un giorno e nemmeno può essere salvata dall’incuria nell’arco di 24 ore, ma certamente educando le nuove generazioni, coloro che la abitano e vivono quotidianamente, alla bellezza e alla sacrosanta necessità di preservarla dall’indifferenza, dalla mancanza di fondi, da un turismo gestito senza coscienza, dalle più becere forme di politica autoreferenziale.

Roma, Italia

Un Patrimonio non è tale se non viene condiviso dalla comunità, che sia nazionale o internazionale, creando dei cittadini e non solo degli avventori distratti attirati esclusivamente da quelle che ormai vengono chiamati eventi blockbuster. Il presidente Sandro Pertini, intervistato da Oriana Fallaci, aveva definito in modo esaustivo il fine forse più alto del fare Cultura che “significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità. L’uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità, alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla.”.