C’ è posta per te è uno dei caposaldi del cinema romantico stile anni ’90, come non ce ne sono più, purtroppo. Il genio creativo è Nora Ephron, lo stesso di un altro capolavoro del genere, l’indimenticato Harry ti presento Sally: ritroviamo una Meg Ryan ancora con i suoi connotati. La trama, per farla breve, racconta la vicenda di Kathleen Kelly, una giovane libraia che vende solo volumi per bambini in un negozio che ha fatto la storia del quartiere, grazie alla passione dell’amata mamma, fondatrice della libreria dietro l’angolo. Il capitalismo e l’irrefrenabile necessità di una città come New York di espandersi in lungo e in largo, porta il gruppo librerie Fox ad aprire un gigantesco store proprio nella stessa zona, minacciando e poi provocando la chiusura del poetico, intimo e tradizionale bookstore per l’infanzia.

Una scena dal film C’è posta per te. Fonte: janeaustenfilmclub.blogspot.com

La trama del film è solo un pretesto per parlare di una notizia che è balzata sotto l’occhio di tutti: la chiusura della libreria Feltrinelli di via Manzoni a Milano, la cui saracinesca si è chiusa definitivamente domenica 8. La decisione è stata giustificata dal colosso dell’editoria come una necessaria risposta a una città in movimento, in cui i quartieri cambiano, si ridefiniscono, si proiettano verso nuove esigenze da considerare con attenzione; via Manzoni richiama ormai più turisti che cittadini milanesi, target privilegiato di “consumatori”.

Al numero civico 12, però, non c’è stata una libreria “qualunque”, ma la prima Feltrinelli aperta in città nel lontano 1957, uno spazio d’avanguardia, in cui si mettevano le nuove basi per il rapporto tra il cliente e il libro in quanto oggetto da prendere liberamente dallo scaffale, da annusare e sfogliare, prima di portarlo alla cassa. Oltre a diventare negli anni un vero e proprio punto di riferimento del quartiere, la libreria di via Manzoni è stata luogo di incontro tra intellettuali, tra cui vanno citati perlomeno Umberto Eco, Michele Serra e Stefano Benni, oltre a essere il punto vendita preferito da Inge Feltrinelli.

Uno store Feltrinelli di nuova generazione. Fonte: huffingtonpost.it

Milano, come ogni grande città, pullula di bookshops, su questo non c’è dubbio: molto spesso sono grandi, pieni di vetrate, caffè, piani e caratterizzati dal design ricercato. Altrettanto sovente, però, un appassionato di libri preferirebbe prendersi del tempo in un ambiente più intimo, meno chiassoso, dagli spazi più familiari, meno simile a un centro commerciale, tra code e musica di sottofondo. Che la Feltrinelli stia investendo in nuove zone caratterizzate dalla nobile rivalutazione architettonica è senza dubbio un fatto e una nota positiva, si veda l’apertura di un punto vendita al CityLife.

Le vetrine della libreria Feltrinelli in via Manzoni. Fonte: milanotoday.it

Ovviamente si deve considerare che “l’editore color porpora” non è solo dispensatore di cultura ma anche macchina di business. Forse, però, bisognerebbe bilanciare le due cose e la mission di una grande azienda dovrebbe rispettare anche valori come la tradizione e la storia, che danno sempre quella necessaria sfumatura di umanità ai “colletti bianchi”. Via Manzoni non ha solo perso una libreria, notizia che induce sempre una flebile sensazione di tristezza; ha perso un angolo di pace e relax dalle luci e dai suoni della grande città, un teatro di incontri, un bagaglio di ricordi per coloro che erano clienti abituali e, magari, usavano perdersi tra gli scaffali da soli o in compagnia di nonni, nipotini, amici.

Nel film C’è posta per te, Kathleen pensa a sua madre quando chiude per l’ultima volta la porta di quel suo stralcio di paradiso nella caotica New York. Pensa al suo fallimento, a non essere riuscita a proteggere la sua libreria dalla famelica “voce” del progresso e del guadagno. Pensa a quei bambini che sono cresciuti con quei libri, tramandandoli, di generazione in generazione, a quel rapporto con il cliente che non era solo mero commercio. Sicuramente la storia con il giovane e affascinante Tom Hanks distoglie lo spettatore da questa amara sconfitta, ma rimane comunque una nota di malinconia alla fine del film: la libreria dietro l’angolo non c’è più, proprio come la Feltrinelli di via Manzoni con la sua storia lunga sessantadue anni.

Kathleen Kelly in C’è posta per te. Fonte: mydownloadtube.to

La saracinesca si è chiusa, le luci si sono spente e i dipendenti sono stati destinati a nuovi punti vendita; apriranno altre librerie, più al passo con i tempi e in linea con la rinnovata filosofia aziendale, ma senza il fascino del civico 12, esponente fiero e anticonvenzionale di una cultura attiva, una fotografia nostalgica di un’Italia anni ’50.

 

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