Un avvenimento che ha sconvolto letteralmente tutto il mondo. La sera del 15 aprile una parte della cattedrale gotica di Notre Dame, a Parigi, ha preso fuoco a seguito di un corto circuito che, come materiale di partenza per espandersi, ha utilizzato le impalcature presenti per i lavori di ristrutturazione che in questi mesi stanno interessando il monumento. I danni sono stati devastanti, il tetto (o quasi) è crollato e la guglia, simbolo di Notre Dame, è caduta distrutta dalle fiamme. Architetti, ingegneri e storici sono già al lavoro per organizzare i piani di ricostruzione. E se un aiuto venisse anche dal mondo della tecnologia?

Andrew Tallon, professore americano di 49 anni, insegnante in una piccola università dello stato di New York, nel 2015 lavorando insieme al collega Paul Blear, per cinque giorni ha faticato ininterrottamente per mappare in 3D Notre Dame de Paris, posizionando la sua telecamera in più di 50 punti della cattedrale. Il risultato è a dir poco accurato: gestito dalla società STEREO ed elemento di interesse anche per National Geographic, lo studio condotto da Tallon ha un margine di errore minimo, appena 0,5 cm. Rappresenterebbe quindi la concreta possibilità di avere delle linee guida per rifare da capo parti dell’edificio divorate dalle fiamme.

Ma non solo elementi sicuri, quelli raccolti da Tallon, ma anche “errori” nel progetto originale che potrebbero essere adesso corretti: in un video girato proprio durante la mappatura, il docente statunitense evidenziava inesattezze commesse dagli architetti dell’epoca (come la mancata simmetria di due pilastri), figlie degli strumenti non ancora avanzati. Tallon ha spiegato come pecche di questo genere, a lungo andare negli anni, avrebbero potuto causare il cedimento di infissi o problemi per la manutenzione. Dan Edleson, responsabile proprio della società STEREO, ha messo a completa disposizione degli esperti il prodotto di Tallon, scomparso per un tumore al cervello lo scorso novembre. E se, oltre che dalla tecnologia, un minimo aiuto venisse anche dal mondo dei videogiochi?

Fonte: Ubisoft.com

La Ubisoft, casa sviluppatrice della celebre saga di Assassin’s Creed, ha infatti ambientato un episodio in Francia (“Unity”, il primo uscito per consolle next gen), proponendo ovviamente all’interno dell’open space dedicato agli utenti anche Notre Dame. Visto quindi il legame creato con la città di Parigi, l’azienda ha donato alla causa della ricostruzione 500.000 euro e ha reso, volendo invogliare gli utenti a partecipare, gratis per una settimana il download di Assassin’s Creed: Unity dalla piattaforma Ubisoft per i videogiocatori della versione per pc. Ma non si tratta solo di beneficenza: Caroline Miousse, l’artista che per due anni ha lavorato alla forma digitale di Notre Dame per il gioco, ha infatti in parte riprodotto al meglio la cattedrale, ma è vero anche che alcune zone della stessa, coperte da copyright, sono state modificate per evitare diatribe legali e, inoltre, degli elementi sporgenti sono stati aggiunti volutamente lungo le pareti per rendere più fattibile il parkour del personaggio, fonte essenziale del movimento per gli assassini del gioco.

Come la Ubisoft allora può dare una mano? Miousse ha inserito anche la guglia di Notre Dame nella mappa, essendo essa un simbolo assimilato, ma la guglia è stata aggiunta solo dopo la rivoluzione (Unity è ambientato nel periodo precedente e durante), questo errore voluto potrebbe essere significativo per l’incrocio dei dati nel rifacimento della guglia stessa. Il lavoro di Tallon e quella della Miousse, incredibilmente, si completano: uno è un lavoro scientifico e altamente sofisticato, l’altro una riproduzione artistica quasi perfetta (gli interni della cattedrale sono stati riprodotti per Ubisoft in maniera maniacale). Che siano due stesse mani capaci di dare un unico grande sostegno?

Fonte immagine copertina: it.3dsystems.com
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