L’importanza della parola come strumento di conoscenza e veicolo di cultura. È questo il pilastro della rassegna Poietika”, circolo annuale di discussione e dibattito attorno al significato, e soprattutto al valore, della parola, che fino al 16 aprile si svolgerà al teatro Savoia di Campobasso. Giunta alla sua quinta edizione, patrocinata dalla regione Molise e della fondazione “Molise Cultura”, la kermesse ha vantato negli anni ospiti internazionali di rilievo importante (Steve McCurry, Pupi Avati, Umberto Galimberti e Antonio Moresco, per citarne alcuni) in diversi campi d’espressione. La parola è quindi una testimonianza, a volte una verità anche scomoda ed è proprio sulla verità che si incentra l’evento, sulla necessità di dire la verità con le parole che questa merita.

Ha aperto i lavori, lunedì, il professor Salvatore Natoli, ordinario dell’università Bicocca di Milano, con una lectio magistralis sulla funzione rivoluzionaria della verità, seguito, martedì, dal primo appuntamento “mondiale” con Vandana Shiva, attivista indiana e presidente di Navdanya International, che ha spiegato come sia essenziale l’utilizzo della parola per denunciare gli abusi e vincere le minacce delle multinazionali. Ancora, in seguito, la fotografa Letizia Battaglia per un racconto, attraverso l’ausilio delle immagini, della verità e della parola come strumento d’aiuto per gli indifesi; altri obiettivi e altre macchine in presa, poi, per Pino Bertelli, anche lui fotografo e regista, il quale snocciola il ruolo della fotografia nel campo sociale.

L’attovistaVandana Shiva

L’antropologo inglese Jason Hickel porta la visione del festival sul quadro economico, spiegando invece la dicotomia tra paesi ricchi e paesi poveri. Spazio anche alla musica: Wim Mertens, pianista belga di fama eccelsa, si esibisce al teatro Savoia, accompagnato dal violinista Nicolas Dupont, nella sua unica data italiana per il 2019. In conclusione, il poeta Jean Portante è il “mattatore” di Poietika: prima, infatti, dialoga con Nedim Gursel, attivista turco, sulla modernità della parola come strumento di resistenza, e infine chiude la manifestazione con la chiacchierata con il poeta cileno Raùl Zurrita, condannato e torturato sotto il regime di Pinochet, non si è mai arreso ed ha fatto della parola, la sua parola, una valvola di sfogo per oppressi e perseguitati.

“La parola che arde è il tema che ci attende tra Aprile e Settembre, tra Campobasso e l’intero territorio regionale”, spiega Valentino Campo, direttore artistico di Poietika, “Una lunga scia luminosa alimentata da scrittori, fotografi, economisti, musicisti, filosofi, poeti ed attivisti, da loro tenuta viva anche quando il buio sembra essere più cupo. Corroborata da chi ha covato il sacro fuoco e conosce bene il sigillo che la fiamma ha impresso sulla carne. Perché ora più che mai c’è necessità di un’arte che scruti il mondo senza veli e senza schermi, che dica il mondo da dentro le sue bende. Un’arte che sia argine e testimonianza di umanità, anche quando dell’umanità appaiono soltanto i brandelli”.

“Sonika Poietika”, il progetto musicale figlio della stessa branca del festival di aprile, animerà poi l’estate molisana, diventando itinerante per i borghi più belli della regione, con artisti di rilievo all’interno del mondo del cantautorato.

Locandina evento