Hanno animato la fantasia di scrittori e registi, portando su carta e grandi schermi storie di intrighi, misteri e leggende. I documenti dell’archivio segreto del Vaticano rappresentano forse il lascito più grande della sapienza antica: scritti che riportano avvenimenti storici nel dettaglio o che rivelano storie mai raccontate o, addirittura, sempre celate. Sono pochissimi, attualmente, gli intellettuali o i conservatori in grado di accedere ai contenuti della raccolta. E se tutto il materiale fosse reso fruibile per chiunque?

È la domanda che nel 2000 si sono posti i fondatori di Scrinium, un’organizzazione culturale, oggi con sede a Mestre e presieduta da Ferdinando Santoro, che detiene uno dei mandati più esclusivi al mondo: l’azienda, infatti, ha ricevuto dalla prefettura dell’archivio pontificio la possibilità di realizzare, diffondere e promuovere, a livello internazionale, il contenuto del patrimonio degli archivi segreti del Vaticano.

Ferdinando Santoro, presidente dell’organizzazione culturale Scrinium

Scrinium, inoltre, è stata scelta dalla biblioteca apostolica Vaticana e dal sacro convento di San Francesco in Assisi per la riproduzione scientifica di preziosi manoscritti. “Il nostro lavoro è vasto”, ha spiegato Santoro, “Iniziamo col restauro conservativo, spesso raccogliendo informazioni inedite sulla storia del documento. E arriviamo alla creazione di un clone, in ogni dettaglio perfettamente conforme all’originale, ottenuto attraverso un intenso e minuzioso lavoro di ricerca paleografica e ripetuti rilievi e analisi sulla struttura bio-chimico-fisica del reperto storico. L’attività di ricerca scientifica sul materiale-fonte viene condotta da un team di studiosi ed esperti. Le istituzioni conservatrici, alla conclusione del processo, rilasciano un documento di certificazione ufficiale”.

Ma quali tesori vanta quindi Scrinium nel suo palmares? Per citarne alcuni vi è la bolla “Antiquorum habet fidem”, realizzata da papa Bonifacio VIII e con cui la chiesa dava il via al primo giubileo, le pergamene del processo ai cavalieri templari (1308), la supplica dei pari d’Inghilterra, rivolta a papa Clemente VII, per annullare il matrimonio tra Enrico VIII e Caterina d’Aragona (1530), ed addirittura degli scritti reali ed autentici di San Francesco, firmati proprio da lui.

Sarà presentato a Torino il prossimo 14 giugno nei saloni di palazzo Madama , in occasione della mostra “Marco Polo Segreto”, ospitata dal museo d’arte orientale, il testamento di Marco Polo risalente al 1324, un lavoro svolto in collaborazione con il ministero dei beni culturali e con la biblioteca nazionale Marciana di Venezia. Ferdinando Santoro, riguardo quest’ultima “impresa” dell’azienda , ha dichiarato “Si tratta di una pergamena di buona fattura e oggi in discrete condizioni di conservazione su cui il celebre viaggiatore veneziano Marco Polo, dal letto di morte, volle che fossero trasferite le sue ultime volontà. Un capolavoro che vale la pena di ammirare”.