di Delia Amendola

La società è organizzata non tanto dalla legge quanto dalla tendenza all’imitazione”, così Carl Gustav Jung – uno dei psicologi e filosofi più incisivi che operavano tra la fine dell’800 e inizi ‘900 – definiva la società: una società che rappresenta una vera comunità solo se l’attaccamento alla stessa diventa una tendenza, una moda, uno strumento individuale e individualistico al fine di essere accettati. Se, difatti, venisse creata un’attitudine alla salvezza del mondo, probabilmente la società si unirebbe nel portare avanti un obiettivo comune. Nei fatti, però, la propensione che si evidenzia nel 2018 è totalmente opposta a quella appena descritta. In generale, l’anno che volge al termine – seppure intriso di speranza e di buoni propositi – viene a rappresentare uno degli anni più bui della contemporaneità: un anno malsano, un anno di cambiamenti politici e ideologici, un anno di trasformazioni climatiche, un anno di catastrofi naturali, un anno tossico, appunto.

La parola dell’anno 2018

Gli English Oxford Dictionaries hanno definito “tossico” il 2018 in base ad un aumento del 45% delle ricerche operate sui dizionari e, soprattutto, a causa di un diffuso senso di smarrimento nella società. Oltre ad un incremento significativo, con funzioni sia metaforiche sia letterali, dell’utilizzo dell’aggettivo “tossico” – che sta comunemente integrandosi nel gergo e nel linguaggio abituale – quest’ultimo viene associato ad altri termini particolarmente significativi come: gas, ambiente, relazione, cultura, aria, chimico, sostanza ecc. In effetti, il termine deriva dal latino “toxicum” (veleno), ovvero nocivo all’organismo: come se il 2018 fosse l’anno del veleno, della tossicità, dell’intossicazione generale. Gli English Oxford Dictionaries, difatti, hanno determinato la Word Of The Year 2018* attraverso l’analisi delle espressioni che più rispecchiassero le preoccupazioni, l’umore, l’angoscia della società civile. Tossico, infatti, non solo a causa delle pressioni quotidiane subite dall’uomo ma anche a causa di inefficienze, deficienze del sistema, così come perversioni, disagi relazionali, paura della diversità, cambiamenti ambientali, avvelenamenti, inquinamento e stragi climatiche. Si tratta, dunque, di una voce del dizionario che sta velocemente ampliando il suo significato: dall’identificazione di un semplice legame tra tossico e veleno, tra tossico e avvertenza o tra tossico e sostanza, al diffuso riconoscimento di un legame tra tossico e diversità, tossico e mascolinità, tossico e cultura. L’accezione generale alla determinazione di una contaminazione negativa è, così, da inserirsi negli ambiti più disparati della società contemporanea: dagli aspetti prettamente ambientali a quelli più specificatamente relazionali o ideologici.

Cosa è successo nel 2018

Stiamo parlando di un anno di cambiamenti, di trasformazioni violente delle scelte della società civile; un anno – il 2018 – che sembrerebbe essere il simbolo e l’icona di una tendenza pericolosamente dannosa. L’anno che sta per terminare è stato l’emblema di una reazione radicale ad una pressione interna alla popolazione mondiale, la quale contribuiva ad un silenzioso risentimento che non poteva essere esplicitato. Come se il 2018, dunque, fosse il riassunto di anni di silenzio e di sottomissioni che sono esplose, poi, come reazione naturale.

Ma andiamo indietro nel tempo e vediamo com’è stato il 2018.

Stiamo parlando di un anno che ha evidenziato le pericolosità del cambiamento climatico: i terremoti di Osaka e di Hokkaido, le tempeste di neve, il freddo drastico e i temporali improvvisi che hanno causato ingenti danni a cose e persone; le previsioni di scollamento di una grossa fetta di Antartide, lo scioglimento dei ghiacciai, uragani, frane e inondazioni (quella del Kerala che ha causato 370 morti, in India o quella di Petra, in Giordania, in Bangladesh e in Somalia); ma anche incendi, come quelli che stanno tormentando la California in questi ultimi mesi del 2018. Stiamo parlando anche di un anno di instabilità politica, quella italiana, che si muove tra l’estremismo di destra e la paura di un ritorno al passato; del radicalismo politico e ideologico di Trump, della fobia della diversità e dell’incremento dell’odio razziale. Infine, trattiamo della tossicità di un anno che ha evidenziato come le perversioni relazionali e l’assoggettamento femminile al mondo maschile siano argomenti totalmente attuali: dal movimento #Metoo alle violenze sessuali, dalla crescita in numeri di femminicidio all’aumento di un vuoto morale, simbolo e causa di un regresso della società.

 

*Fonte: https://en.oxforddictionaries.com/word-of-the-year/word-of-the-year-2018