Entusiasmo alle stelle ieri sera al Teatro Zandonai di Rovereto: il pubblico, che ha partecipato alla serata inaugurale di Oriente Occidente Dance Festival, ha inondato di applausi i dieci danzatori della compagnia Käfig che per 70 minuti lo hanno incantato con Vertikal, l’ultima creazione di Mourad Merzouki, tra i più interessanti esponenti della danza contemporanea internazionale.

Coreografo della compagnia fondata nel 1996 e direttore artistico del Centre Chorégraphique National de Créteil et du Val-de-Marne da dieci anni, Merzouki fa parte di quella nuova generazione di artisti europei che trae ispirazione e materiale creativo dalla contaminazione tra i linguaggi espressivi, sublimando i limiti delle convenzioni classiche tra i generi dello spettacolo live: la radice della sua ricerca coreografica affonda nella più autentica cultura hip-hop francese, quella delle strade di banlieue multietniche nel sud della Francia. E con Merzouki, lo stile breaking assurge al livello più alto della danza contemporanea, svincolandosi del tutto dagli stereotipi diffusi e rivelandosi nelle sue magnifiche potenzialità estetiche.

“Käfig” in arabo significa “gabbia”: una metafora forte per chi lavora con il corpo, foriera di vissuti personali probabilmente drammatici e, al tempo stesso, indicativa della volontà del giovane artista francese di emanciparsi dai vincoli delle etichette attraverso una danza che si considera una finestra aperta sul mondo: era proprio questo, infatti, il titolo del primo progetto sviluppato da Merzouki nel 2009, appena giunto, giovanissimo, alla direzione del prestigioso Centro coreografico nazionale.

Una scena di “Vertikal”, ph. Laurent Philippe.

Le coreografie di Vertikal si sviluppano fra terra e cielo: perché se il suolo è senza dubbio la dimensione più importante per l’hip hop, l’esplorazione delle possibilità gravitazionali del corpo si rivela una strada sorprendentemente interessante. I dieci danzatori- cinque donne e cinque uomini- scandagliano lo spazio in una doppia direzione orizzontale e in verticale, proiettano i corpi in evoluzioni sempre più al limite dell’ineluttabile legge di attrazione terrestre, saggiano le forme della sospensione e del ralenti in perpendicolare generando un ritmo travolgente di ascese e cadute.

Merzouki è straordinariamente capace di mescolare elementi di acrobatica, nouveau cirque, danza contemporanea e arti marziali: i suoi eccellenti interpreti, pur padroneggiando un altissimo livello tecnico, non cedono mai alle lusinghe del virtuosismo fine a se stesso, rimanendo costantemente aldilà dell’autocompiacimento.

Uno dei momenti di “Vertikal”, ph. Gilles Aguilar

Vertikal è imponente e sofisticato anche dal punto di vista scenografico: i pannelli semoventi, lo sfondo cangiante, il sapiente impianto luci contribuiscono, e non poco, a tenere gli occhi dello spettatore incollati sulla scena, senza contare l’apporto estremamente suggestivo delle musiche originali di Armand Amar.

Il viaggio di Oriente Occidente sulla Nuova Via della Seta continua fino all’8 settembre: tra i numerosi appuntamenti, ricordiamo in particolare quelli con Liu QiSidi Larbi Cherkaoui, Michela Lucenti, Eun-Me Ahn, Fabrice Guillot.

Immagini a corredo dell’articolo: courtesy of Ufficio Stampa-Oriente Occidente.
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