Il rock e la poesia dei Queen e l’inconfondibile carisma di Freddie Mercury nei documentari Queen: Rock the World di Christopher Bird e Queen + Bejart: Ballet for Life di Lynne Wake; le fasi cruciali del processo a Nelson Mandela attraverso gli audio ritrovati in The State Against Mandela and the Others di Nicolas Champeaux e Gilles Porte; il conflitto tra i giornalisti del “New York Times” e l’elezione di Donald Trump visto dall’interno della redazione di uno dei più importanti quotidiani del mondo, in The Fourth Estate di Liz Garbus; la storia del più importante e trasgressivo night club di tutti i tempi, lo Studio 54 nel documentario di Matt Tyrnauer. E poi il numero uno al mondo del tennis degli anni ’80, l’irascibile tennista americano, John McEnroe, nel documentario John McEnroe: In the Realm of Perfection di Julien Faraut e, infine, lo straordinario coraggio di un colonnello che ha passato la vita a disinnescare mine nel Kurdistan iracheno in The Deminer di Hogir Hirori e Shinwar Kamal.

“Queen + Bejart. Ballet for life”. (Ph. Festival dei Popoli)

Sono alcuni tra i protagonisti delle tante realtà raccontate negli 89 documentari presentati nella 59/esima edizione del Festival dei Popoli, festival internazionale del film documentario, che si terrà a Firenze dal 3 al 10 novembre e che coinvolgerà vari luoghi della città, tra cui lo Spazio Alfieri, l’Istituto Francese e il cinema La Compagnia.
La manifestazione – presieduta da Vittorio Iervese e diretta da Alberto Lastrucci – si propone di presentare il meglio del cinema documentario internazionale.

Fondato nel 1959 da un gruppo di studiosi di scienze umane, antropologi, sociologi, etnologi e mass-mediologi, l’istituto italiano Festival dei Popoli è impegnato da quasi sessanta anni nella promozione e nello studio del cinema di documentazione sociale. L’attività principale dell’associazione è quella di organizzare a Firenze il principale e più interessante Festival del documentario in Italia, ma ha al suo attivo anche molte collaborazioni per la diffusione della cultura di questo genere cinematografico. Dal 2008 al 2010, ad esempio, si è tenuta un’edizione a New York (NYDFF – New York Documentary Fim Festival) che ha allargato l’orizzonte della manifestazione anche oltre oceano e che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti di spicco del genere.

NY, 1970: Jerry Hall, Andy Warhol, Debbie Harry, Truman Capote and Paloma Picasso at Studio 54 in New York City, circa 1970s. (Ph. by Images Press/IMAGES/Getty Images)

Il programma, oltre al Concorso Internazionale (21 titoli tra cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi, tutti inediti in Italia) e al Concorso Italiano (6 i titoli, inediti assoluti) si articola nella retrospettiva dedicata a Roberto Minervini, cineasta di fama internazionale i cui film sono stati presentati e premiati nei maggiori festival internazionali. Con i suoi film, The Passage (2011), Low Tide (2012), Stop the Pounding Heart (2013), Louisiana (The Other Side, 2015), Minervini compone un mosaico di vite di personaggi senza nome ma che si rivelano estremamente significanti per comprendere il nostro presente. Sarà proprio What You Gonna Do When the World’s on Fire?, l’opera più recente di Roberto Minervini presentata alla 75a Mostra del Cinema di Venezia, ad inaugurare la 59/ma edizione del festival. Il film, girato in Louisiana e nelle strade di New Orleans, punta il dito sulle forme più brucianti di razzismo. A seguito di alcune brutali uccisioni di giovani afro-americani per mano della polizia, la comunità nera della Louisiana lotta per la propria sopravvivenza, mentre le Black Panther organizzano una manifestazione di protesta contro la polizia. Un film che con i suoi riferimenti al recente passato della storia americana, ripropone temi di sconvolgente attualità e spinge alla riflessione: da non perdere!

What you gonna do when the world’s on fire? – il documentario di Roberto Minervini presentato a 75. Venezia (Ph. Asac – La Biennale di Venezia)

Attraverso l’esplorazione delle diverse sezioni di cui il festival si compone (tra le più apprezzate, quella dedicata ai film musicali) si avrà la possibilità di entrare nello specifico di questo genere cinematografico che negli ultimi tempi sta vivendo un nuovo splendore per accarezzare la ricchezza di temi e la varietà di stili di cui si compone il documentario contemporaneo. Come ogni anno, inoltre, non mancherà l’omaggio a un regista di spicco del genere. Dominique Marchais sarà il protagonista di questa edizione: al cineasta francese, famoso per aver esplorato zone della campagna francese e dell’Europa di ieri e di oggi, sarà infatti dedicata una retrospettiva dal titolo “Il paesaggio vivente”, oltre che una masterclass e diversi incontri con il pubblico.

Il 59/esimo Festival dei Popoli, insomma, sarà un evento ricco di sorprese e curiosità, una manifestazione importante alla quale partecipare con entusiasmo per immergersi pienamente nel film di genere e per carpirne le peculiarità, nella cornice sempre meravigliosa di Firenze.

Per informazioni più approfondite sul programma del festival: http://www.festivaldeipopoli.org