Sono state due settimane di iniziative artistiche e culturali intense quelle che hanno caratterizzato il Parco del Pineto, tra il mese di giugno e luglio, trasformando la bellissima pineta in un laboratorio a cielo aperto, colmo di attività per grandi e piccini.

Il Festival Fuori Posto, che si è recentemente svolto al Parco Del Pineto, organizzato dall’Associazione Fuori Contesto per l’Estate Romana 2018, fa riflettere sulla città di Roma e su ciò che questa può offrire ai propri cittadini.

Il Festival infatti, frutto degli sforzi di tantissime associazioni diverse, tra cui il collettivo Pinacci Nostri, Nemo Festival e l’Associazione UAP, che da anni contribuiscono alla vita culturale e artistica del quartiere con manifestazioni, street art e eventi, ha reso possibile la creazione di un vero e proprio programma culturale focalizzato sui temi della fotografia, della danceabiltiy, dell’arte e della narrazione, incentrati sopratutto sul parco, permettendo alle tante famiglie del territorio di viverlo sino infondo.

Foto di Carlo Romano

Dal 23 giugno all’8 luglio, il festival ha vestito il parco di arte, laboratori e spettacoli focalizzandosi quindi sulla narrazione, sulla memoria e sulla partecipazione della comunità alla vita del parco, riscuotendo un grande successo.

Le persone unite dall’idea che città e periferia sono beni comuni, in cui ognuno fa la sua parte, in cui ognuno può attivarsi e partecipare, per far si che questo bene comune rimanga tale. Una città a misura di bambini, adulti, anziani.

Foto di Carlo Romano

Così i Volontari del Decoro XIII si sono occupati di curare, pulire e tenere accessibile il Parco avviando anche un progetto di adozione delle piccole querce e pini ripiantati dopo i due incendi degli scorsi anni mentre le varie iniziative per il Festival hanno attivato laboratori in cui riusare i tronchi morti, convertendoli in opere artistiche e fotografiche, che oltre ad essere splendide creazioni, possono far riflettere sull’importanza del verde nelle città ai nostri giorni.

Foto di Maurizio De Simone

Durante i laboratori che si svolgevano ogni mattina ai limiti verdi della città, 16 artisti hanno realizzato 26 installazioni utilizzando i tronchi morti e le ceppaie dei pini abbattuti negli anni passati, creando un percorso artistico che potrà diventare un giorno la base di un progetto di parco artistico permanente del Pineto. 

Ma non solo: professori e artisti del collettivo hanno lavorato assieme per realizzare un cortometraggio riguardo la storia del Parco dai Torlonia ai giorni nostri e la squadra di calcio Pineto United, che riunisce i ragazzi rifugiati e richiedenti asilo, si sono attivati per la realizzazione di un progetto sportivo all’interno del Parco stesso.

Foto di Maurizio De Simone

Il tutto completato da una serie di spettacoli dal vivo realizzati dalle compagnie Fuori Contesto, Othiasos Teatro Natura con Sista Bramini, NaufragarMèDolce durante il tramonto, con l’obiettivo di portare un pubblico da altre parti di Roma e scoprire assieme la bellezza del parco.

Un’iniziativa bellissima, quella di un festival reso possibile dalla passione dei cittadini per il proprio verde, che può avere un’altra storia, fatta di partecipazione, d’arte, di bellezza, sconfiggendo per sempre il degrado.

Foto di Carlo Romano

Purtroppo le cose belle sono spesso un’attrazione per chi nulla rispetta, e che fa del degrado il proprio stendardo di ribellione.
Una volta concluso il festival tutte le installazioni realizzate sono state deturpate. Tutte le opere rimaste nel Parco, e che dovevano rimanere come simbolo della possibile riqualificazione, sono state distrutte. Un gesto vandalico ignobile senza dubbio, che dimostra quanto ancora lontani siamo dall’ideale senso di civiltà necessario per salvaguardare iniziative e spazi verdi pubblici come il Festival Fuori Posto nella nostra amata pineta romana.

Foto di Carlo Romano

Rimane comunque il fatto che il Parco, considerato un parco a rischio, è stato invece per 15 giorni un parco della cittadinanza, delle famiglie, delle persone e della bellezza, in un clima di festa, di condivisione e di crescita.

Iniziative come queste sono il fulcro silenzioso della collettività, che spinge per una riqualificazione totale del territorio e degli spazi abbandonati che lo compongono. Spesso dimenticati dalle amministrazioni, nonostante le intimidazioni da parte di gruppi dagli squallidi obiettivi, esse non vanno abbandonate, ma anzi, chiedono di essere sostenute con ancora più forza.

Il verde che compone la città di Roma è di tutti, e ogni iniziativa artistica e culturale che ha tenta di sensibilizzare i cittadini su questo tema spinge noi stessi e la collettività a migliorare, per un futuro migliore.

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