Le visite notturne nel sito archeologico di Ercolano rientrano nel programma Campania by night proposto da Scabec, la società della Regione Campania che opera per la valorizzazione e promozione dei beni culturali della Regione, in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano, il Mibac e il Comune di Ercolano. Le aperture serali sono previste ogni venerdì dal 19 luglio al 20 settembre 2019 (più una serata speciale il 21 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio).

La passeggiata sotto le stelle prende il via sul ponte ideato da Amedeo Maiuri a strapiombo sull’antica città che “dorme” sotto lo sguardo dei curiosi visitatori, illuminata scenograficamente con più di trecento punti luce. Si è pervasi dalla sensazione che il tempo si sia fermato, che abbia immortalato la bellezza di un mondo perduto, ma che rivive attraverso espedienti moderni come illuminazioni ad hoc e tecnologia virtuale. In punti strategici del sito sono infatti proiettati sulle antiche mura in opus reticulatum, con la tecnica del video mapping, emozionanti gigantografie che, con colori intensi, offrono immagini di affreschi provenienti dall’antica città e attualmente conservati al Museo Archeologico di Napoli, essi ritrovano per pochi momenti la loro ricollocazione originaria. Dall’antica spiaggia dove sono aperti i fornici con i calchi degli scheletri, si risale nella terrazza meridionale di Nonio Balbo, illustre cittadino di Herculaneum e ci si dirige nell’ampio spazio della palestra dove sono proiettate le immagini dell’affresco con la vestizione della sposa e le imprese eroiche di Ercole, fondatore della città.

Poco distante nella stupefacente domus di Nettuno e Anfritrite, che prende il nome dall’eccezionale mosaico nel ninfeo retrostante, si assiste al primo tableau vivant. Cinque attrici di si presentano abbigliate con pepli e in posa esattamente come le statue bronzee ritrovate nella Villa dei Papiri di Ercolano ora al Museo Archeologico di Napoli, come esse, rappresentano allegoricamente le Danaidi o danzatrici. Sulle note musicali di Prince Igor con Polovtsian dances, le attrici si cambiano di abito per il successivo tableau, i panneggi scuri lasciano il posto a quelli di colore chiaro per immortalare il delicato dipinto monocromo su marmo de le giocatrici di astragali, un antico gioco dell’epoca romana, simile al gioco dei dadi, ma fatto con ossa di ovini.

Il percorso poi si sofferma al di fuori di una fontana pubblica a ridosso di una caupona, una tavola calda che presenta ancora intatti i suoi vasi e il bancone di marmo, dove un’altra istallazione di video mapping fa rivivere gli affreschi con gli episodi mitici di Achille e Chirone e Ercole che riconosce Telefo. La visita prosegue con una tappa alla grandiosa domus del Tramezzo di legno e alla bellissima Casa del salone nero del liberto Ennychus e infine per il decumano massimo, a ridosso del foro, luogo dove sorgeva il quartiere delle botteghe.

 

Nel foro sul muro adiacente all’arco tetrapilo, vi è la proiezione degli affreschi di Teseo liberatore e quello di Alcesti e Admeto. Sotto gli archi delle botteghe, invece, prende vita con musica e gesti plastici l’ultimo tableau vivant. Gli attori, uomini questa volta, personificano le statue e i busti dei notabili ercolanesi e dei filosofi (come Omero ed Eschine) ritrovati ancora una volta nella Villa dei Papiri. Anche in questo caso, gli attori si spogliano letteralmente e si rivestono in pochi istanti per dar vita alla scena dell’affresco i giocatori di dadi.

Veduta della terrazza meridionale di Herculaneum dalla Rampa Maiuri ph Rossella D’Antonio

Il tragitto si conclude nella bellissima Sede degli Augustali e risalendo il ponte verso l’uscita, l’ultimo colpo d’occhio alla città può instillare il dubbio che si sia appena vissuto un sogno, da rivivere ancora con piacere, ritornando a visitare il sito anche di giorno. Infatti il direttore del parco Archeologico di Ercolano Francesco Sirano intervistato da Artwave, sottolinea proprio l’importanza di suscitare curiosità e voglia di approfondimento nei visitatori anche locali, non solo turisti stranieri, invogliare quindi a ritornare più volte ad Ercolano e ogni volta scoprire cose nuove e arricchirsi di nuove nozioni ed emozioni.

Direttore come si coniuga la fruizione di un sito Unesco così antico con queste moderne tecnologie, così il sito viene riscoperto?

“Permettere la visita al parco archeologico, semplicemente come una passeggiata di piacere, non ci può bastare, abbiamo il dovere che queste visite siano delle concrete esperienze di conoscenza, quest’ultima non si raggiunge solo con lezioni accademiche, o pannelli didattici, non vogliamo ottenere un ‘indottrinamento’, ma bisogna suscitare l’interesse, la curiosità anche con canali non ufficiali, capaci di sorprendere, il Parco ha scommesso sul video mapping e sui tableaux vivants (per la prima volta proposti in un sito archeologico) e fatto un considerevole investimento per queste serate offerte ad un prezzo davvero competitivo. Quest’anno le visite notturne sono state pensate come un ritorno nei luoghi di origine delle opere conservate al Museo Archeologico di Napoli, affreschi e statuaria ritrovati dagli scavi borbonici del 1700 rievocati con la loro presenza virtuale, con la proiezione della loro immagine sui muri della città, o con allegoriche scene realizzate dagli attori della compagnia teatrale di Napoli Teatri 35. La particolarità sta nel fatto che si è voluto porre all’ attenzione del pubblico uno dei temi più significativi dell’arte romana, ossia la dualità fra l’arte aulica, dell’élite e l’arte popolare, plebea che è ben testimoniata anche ad Ercolano e Pompei. Dalla possente e raffinata statuaria delle ricche domus come la Villa dei Papiri, all’ arte popolare degli affreschi che ornavano semplici case con scene di genere, come gli avventori di osterie che giocano con i dadi, barando magari”.

Questa sera ci sono moltissimi italiani, molti napoletani, ho chiesto e molti mi hanno risposto che sono cittadini di Ercolano, questo per lei è un obiettivo raggiunto?

“Certo questo è un progetto innanzitutto di inclusione, gli uffici marketing studiano i vari ‘pubblici’ del parco, ma tra il non pubblico c’è una grossa fetta della cittadinanza ercolanese, invece il Parco mira a coinvolgere tutti affinché proprio gli abitanti della città moderna possano diventare i nostri azionisti di riferimento, i nostri ambasciatori. Alle sue spalle ad esempio (si riferisce all’edificio di fronte l’entrata del sito archeologico  n.d.r.) c’era un centro di scommesse, ora da poche settimane c’è un ristorante per i turisti, la cultura crea circoli virtuosi. Così come edifici fatiscenti sono stati espropriati e si sta realizzando una meravigliosa passeggiata archeologica che dal cuore del centro storico, sovrastando Vico mare, proporrà uno splendido panorama sugli scavi, non solo per il turista, ma innanzitutto da vivere a pieno dai residenti”.

Il direttore del Parco Archeologico di Ercolano Francesco Sirano all’ingresso del Parco da Corso Resina ph Rossella D’Antonio

 

Immagine di copertina Tableau vivant le danaidi nella casa di Nettuno ed Anfitrite ad opera della compagnia teatrale Teatri 35  ph Rossella D’Antonio

Dettagli evento

Luogo:
Parco Archeologico di Ercolano, Corso Resina 187
Date:
19/07/2019 - 21/09/2019
Costo:
Intero 5 euro - Ridotto 2 euro (dai 18 ai 25 anni) - Gratuito per i minorenni
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