L’incantevole città di Ferrara ha ospitato, per il decimo anno consecutivo, il Festival di Internazionale, da giovedì 29 settembre a domenica 2 ottobre.

intfe2016

Grafica realizzata per il Festival a cura di “Zetalab | Milano”

Il Castello Estense, il Teatro Comunale, il Chiostro di S. Paolo, il Cinema Apollo, il Circolo Arci Bolognesi, alcune sedi dell’Università di Ferrara: quasi tutta la città messa a disposizione per dibattiti e incontri sull’Italia e sul mondo. Organizzazione perfetta, una grande disponibilità da parte dei ragazzi volontari per qualsiasi tipo d’informazione o dubbio e un’atmosfera speciale.

Questo “weekend allungato” è una finestra sul mondo, un approfondimento su realtà di cui si parla tanto e su altre di cui si dice poco o nulla. È un evento d’informazione e di diffusione, l’occasione perfetta per assistere a documentari, per partecipare a presentazioni di libri, per incontrare e assistere a dibattiti con giornalisti e collaboratori della rivista “Internazionale”.

intfe-mio

Foto di Arianna Bordi

Ma non solo. Infatti, prenotandosi con congruo anticipo, è stato possibile partecipare ad alcuni workshop, ognuno dei quali trattava diversi aspetti: dal giornalismo al fumetto, dalla traduzione alla fotografia.

In particolare, il workshop La scrittura quasi perfetta, tenuto dal giornalista inglese David Randall, ha analizzato il mestiere di scrivere in tutte le sue accezioni: giornalismo, letteratura, scrittura di una sceneggiatura; diventando non tanto un corso sul “come fare”, quanto sul “da dove iniziare e come predisporsi”. Si è trattato di incontri durante i quali è stata messa a disposizione l’esperienza di un professionista che si è fatto da solo, facendo capire quanto la gavetta, l’imparare a scrivere in un determinato contesto, siano requisiti fondamentali per realizzare le proprie ambizioni.

Per quanto riguarda gli incontri, se ne potrebbe parlare all’infinito.

ferrara11

“Se non puoi abbatterli, trasformali”, foto di Arianna Bordi

Si è parlato di street art con gli artisti Alice Pasquini e Agostino Iacurci e la fotografa Jessica Stewart, raccontando aneddoti su resistenze da parte dei cittadini e delle istituzioni, ma soprattutto del senso profondo di quest’arte che fa tanto parlare di sé. Il muro racconta una storia, integra un vissuto tutto suo alla vernice che gli viene applicata sopra e, paradossalmente, dopo che la creazione è ultimata, l’artista che le ha dato vita se ne stacca e la lascia alla città, al tempo che passa, alla pioggia che ci batte sopra e la fa diventare qualcos’altro.

Un ospite apprezzatissimo (ha riempito tutta la Piazza Municipale di Ferrara e oltre) è stato Dan Savage, conosciutissimo per la sua rubrica tabù free su Internazionale, “Savage Love”. Lui e Claudio Rossi Marcelli (il quale risponde ai lettori di Internazionale sui dilemmi riguardo la genitorialità, “Dear Daddy”) hanno chiacchierato sulla vita di Dan, sulla sua carriera e il suo blog – che per lui è stato l’inizio della popolarità – , di adozioni e matrimoni gay e di quanto ancora vengano contestati con motivazioni inaccettabili, ma in particolare di quanto la sua rubrica sia importante. Parlare e fare domande sul sesso senza filtri, imbarazzi e pregiudizi: un qualcosa che potrebbe essere dato per scontato oramai, ma che, se tuttora viene ostacolato e fa scalpore, è a maggior ragione un approccio indispensabile.

ferrara13

“Il nido del falco. Mondo e potere in Corea del Nord”, foto di Arianna Bordi

C’è stata anche, per esempio, la presentazione di un libro sulla Corea del Nord, Il nido del falco. Mondo e potere in Corea del Nord di Antonio Fiori, il quale, essendo da anni collaboratore come docente in Corea del Sud, ci racconta le contraddizioni, gli scontri, l’indifferenza verso l’altra parte della penisola. La dittatura inarrestabile di Kim Jong-un, i test nucleari, la remotissima possibilità di riconciliazione fra queste due facce della stessa medaglia.

In poche parole, l’imbarazzo della scelta.

Ma di tutto questo, degli eventi, degli incontri, delle mostre, delle interviste, è necessario che rimanga lo scopo: informare e diffondere la cultura e sensibilizzare un mondo che spesso gira in maniera troppo frenetica, perdendo inevitabilmente pezzi di sé stesso.

ferrara-16

Foto di Arianna Bordi ©

© riproduzione riservata