di Mauro Johnathan Manzo

Per la sua sesta edizione consecutiva, da venerdì 8 giugno fino a domenica 10 giugno, a Cesena è andato nuovamente in scena “La bellezza delle parole”.

Un prezioso e raro festival culturale dedicato alla letteratura in tutte le sue forme, in cui è stato possibile assistere a dialoghi, conferenze, letture e incontri che si sono avvicendati negli spazi e nei luoghi attorno alla Biblioteca Malatestiana, vero e proprio tempio laico dei libri.

Grazie ad un cartellone ricco di eventi, si sono susseguiti, sotto la direzione artistica di Emiliano Visconti, importanti e numerosi autori del panorama letterario del nostro Paese. La città romagnola è diventata così, per un intero fine settimana, la capitale della letteratura contemporanea italiana.

La manifestazione è stata aperta da Paolo Giordano, vincitore nel 2008 del “Premio Strega” e del “Premio Campiello Opera Prima”. L’appuntamento è stato un delicato dialogo sul suo ultimo libro, “Divorare il cielo”, durante il quale l’autore ha portato il pubblico a riflette sulla difficoltà di cosa voglia dire crescere al giorno d’oggi e di come sia sempre lacerante fare delle scelte difficili per raggiungere anche solo un briciolo di felicità.

Paolo Giordano

Paolo Giordano
Fonte: illibraio.it

La sera, invece, è stata l’occasione per fare la conoscenza dei sei libri finalisti del Premio Bancarella. Erano presenti: Guido
Marangoni per “Anna che sorride alla pioggia”, Marco Cosentino, Domenico Dodaro e Luigi Panella per “I fantasmi dell’Impero”; Jessica Fellowes per “L’assassinio di Florence Nightingale Shore”, Dario Correnti per “Nostalgia del sangue”, Paolo Rumiz per “La regina del silenzio” e, infine, Dolores Redondo per “Tutto questo ti darò”.

La seconda giornata è iniziata con Donatella Di Pietrantonio, la quale ha presentato il suo libro, vincitore del Premio Campiello 2017 , “L’Arminuta”, un appuntamento pungente proprio come la scrittura tagliente e incisiva dell’autrice.

Donatella Di Pietrantonio

Donatella Di Pietrantonio

La manifestazione è proseguita con Marco Balzano, vincitore del Premio Campiello 2015, con il suo “Resto qui”, il quale ci ha narrato la forza di una comunità dell’Alto Adige che ha dovuto prima combattere contro il nazifascismo e che poi, nel dopo guerra, ha dovuto resistere, senza successo, alla costruzione di una diga che avrebbe inondato tutto il villaggio.

É stata poi la volta del Premio Strega 2009, Tiziano Scarpa, che  ha intrattenuto il pubblico portando in scena un vero e proprio piccolo spettacolo teatrale che sconfinava tra prosa, poesia e recitazione.

Il secondo giorno della kermesse letteraria si è concluso con il libro-monologo di Roberto Mercadini “Storia perfetta dell’errore”, un dialogo satirico e umoristico dove una storia d’amore e il racconto dell’evoluzione della vita sulla Terra si intrecciano con risultati alquanto inaspettati.

La terza e ultima giornata della rassegna è stata aperta, in mattinata, con Andrea Marcolongo che ha presentato il suo libro “Il Mito e l’oggi” in cui si esaminano in chiave contemporanea i miti dell’Antica Grecia attraverso le leggendarie figure degli Argonauti.

Al pomeriggio si è proseguito con l’ironia cinica di Paolo Onori, che ha presentato il suo primo romanzo “Fare pochissimo”, e poi con la performance di Massimo Zamboni, già chitarrista e compositore dei CCCP e dei CSI, che è riuscito a far viaggiare con l’immaginazione il pubblico in una Berlino visionaria sognata di Kafka.

Il festival, infine, si è concluso nelle ore serali  con uno spettacolo, adatto a grandi e piccoli, di Chiara Lagani e Mara Cerri in cui lo spettatore è stato gradualmente accompagnato in un onirico percorso ambientato nel fantastico mondo del Mago di Oz.

In conclusione, sono stati tre giorni di immersione nel mondo dei libri e, davvero, non è mai stato così piacevole perdersi tra i misteriosi sentieri della letteratura.

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