Non solo la vita di importanti donne che hanno scritto pagine memorabili di storia. Al centro delle Lezioni di Storia targate Laterza c’è una biografia storica collettiva che, affondando le sue radici nella rivoluzione sessantottina, riporta alla luce importanti conquiste tutte al femminile: dalle leggi sugli aborti al diritto di famiglia, passando per la legalizzazione del divorzio.

Le domeniche “in rosa”, tutte introdotte dalla giornalista Annamaria Minunno, inizieranno domenica prossima, 20 ottobre, con Giuseppina Muzzarelli, docente di Storia medievale all’Università di Bologna, che traccerà il profilo di Matilde di Canossa, vice regina d’Italia ed importante feudataria, sostenitrice del Papato nella lotta per le investiture, personalità irriverente, capace di un matrimonio politico per mantenere intatti i suoi possedimenti. Una femme fatale del Medioevo.

Il secondo incontro, previsto per domenica 27, verterà sulla figura di Chiara d’Assisi, collaboratrice di Francesco d’Assisi e fondatrice dell’ordine delle Clarisse. È stata la prima donna a scrivere una regola composta per la formazione di una comunità femminile. Consapevole della probabile bocciatura da parte del Papa, Chiara fu autrice di un testamento che fungesse da guida per le sorelle. La regola venne in realtà approvata pochi giorni dopo la sua morte.  L’approfondimento sarà condotto da Chiara Mercuri, specializzata in storia medievale.

Il 17 novembre sarà la volta di Giulia Gonzaga: vi sarà, quindi, un salto cronologico di trecento anni rispetto alle due protagoniste precedenti, giungendo in pieno fervore rinascimentale. La nobildonna, rimasta presto vedova, si dedicò completamente alla letteratura e all’arte, fondando un piccolo circolo che riuniva intellettuali del tempo nel suo castello. La sua spiccata sensibilità per le  humanae littarae e la sua indiscutibile bellezza, attirarono l’attenzione di poeti di grande calibro quali l’Ariosto, che per lei scrisse:

«Iulia Gonzaga, che dovunque il piede
volge, e dovunque i sereni occhi gira,
non pur ogni altra di beltà le cede,
ma, come scesa dal ciel dea, l’ammira»

Questo incontro risulta particolarmente interessante se teniamo presente il fatto che, nel Cinquecento, l’arte era fruibile a poche donne e a tantissimi uomini: Giulia Gonzaga dimostrò straordinaria tenacia e perseveranza aprendo un primo spiraglio verso la parità di genere attraverso la collaborazione tra uomini e donne, senza prevaricazioni di nessun tipo. Il relatore che si occuperà di delineare questa figura sarà Antonio Forcellino, architetto specializzato in arte rinascimentale.

Si giunge, dunque, al Risorgimento, tappa fondamentale per il nostro Paese. L’Ottocento fu un secolo prettamente maschile se si pensa ai protagonisti dell’Unità d’Italia: eppure, tra le righe, donne coraggiose ed intraprendenti hanno lottato accanto agli uomini per lo stesso obiettivo di unificazione. Tra le tante, spicca quello di Cristina Trivulzio di Belgiojoso a cui sarà dedicata la lezione del 24 novembre. Il suo nome era certamente noto a Milano quando era ancora in vita ma la sua figura storica risulta quasi sconosciuta oggi. Cristina sin da piccola si avvicina all’arte e ai patrioti italiani: fugge prima in Svizzera e poi si stabilisce a Parigi da dove sostiene economicamente i movimenti mazziniani in Sardegna, mentre conosce e scrive di importanti artisti dell’epoca. Nostalgica della patria, ritorna a Locate, dove fonderà un asilo per ceti meno abbienti. Intanto continua la sua attività letteraria, traduce in francese numerosi capisaldi italiani e fonda riviste politiche, avvicinandosi sempre più all’idea di un’Italia unitaria e monarchica. Aneddoto curioso è la costituzione dell’esercito di Belgiojoso, un’organizzazione di 200 uomini formatasi grazie alla sua iniziativa. Il suo attivismo militare e politico, l’attenzione e la cura per le donne, specialmente prostitute, finiranno per scandalizzare i benpensanti e soprattutto il Papa, al quale Cristina risponderà con una lettera pubblica. Lo stesso Manzoni giudicherà Belgiojoso troppo rivoluzionaria per un cattolico. Una personalità sui generis, considerando il protagonismo tutto maschile che caratterizzò l’Unità d’Italia.  A raccontarci la sua storia Alberto Mario Banti, storico e docente all’Università di Pisa.

L’8 dicembre sarà la volta del Novecento, con una figura vicina a Mussolini: Margherita Sarfatti, scrittrice e critica d’arte che accompagnerà il Duce fino al successo. Ad approfondire questa importantissima figura del Ventennio sarà Emilio Gentile, massimo esperto di storia contemporanea e di storia del fascismo.

L’edizione si concluderà il 22 dicembre con Simona Colarizi, storica italiana, che ci accompagnerà tra i movimenti rivoluzionari del dopoguerra, in particolare il movimento femminista, che dopo la battuta d’arresto durante il fascismo, crebbe a partire dagli anni Settanta, battendosi su temi importanti quali l’aborto e il divorzio e promuovendo sempre di più la parità di genere.

Un ciclo di incontri che ingloba la forza, la determinazione e la tenacia di alcune delle donne che hanno modificato le sorti del nostro Paese, ancora troppo spesso dimenticate o sconosciute. A fare da sfondo il capoluogo pugliese che sta mostrando sempre di più un rinnovato fervore culturale. Il ciclo “Lezioni di Storia – L’Italia delle donne” ideato dagli Editori Laterza, è organizzato, infatti, in collaborazione con la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, con il patrocinio del Comune di Bari – Assessorato alle Politiche culturali e turistiche e della Regione Puglia, Assessorato Industria Turistica e Culturale Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali. L’iniziativa è realizzata grazie al sostegno di Exprivia ItaltelGlobal Thinking Foundation, Masmec, UniCredit.

In copertina: il Teatro Petruzzelli di Bari. Fonte: www.caminvattin.it.

 

Dettagli evento

Luogo:
Teatro Petruzzelli, Bari
Date:
20/10/2019 - 22/12/2019
Costo:
Platea- I e II ordine: intero euro 12 ridotto euro 10; abbonamento intero euro 60, abbonamento ridotto euro 50. III ordine: intero euro 7, ridotto euro 5; abbonamento intero euro 35, ridotto euro 25.
© riproduzione riservata