Diversi, anzi diversissimi i generi teatrali a cui afferiscono gli artisti coinvolti per la prima edizione de “Il paese fertile”, un festival di teatro contemporaneo che per sei giorni abiterà il Teatro Palladium e le sale dell’Università di Roma Tre.

L’obiettivo è quello di raccontare e mostrare lo stato dell’arte a proposito delle poetiche teatrali in Italia attraverso alcuni dei suoi più rappresentativi protagonisti che provengono da percorsi e da luoghi eterogenei ma hanno in comune l’aver condiviso le loro esperienze con gli studenti e le studentesse del DAMS attraverso dei laboratori di ricerca e sperimentazione. Il programma della rassegna prevede quindi incontri, mostre, dimostrazioni di lavoro, presentazioni di libri e, naturalmente, spettacoli.

Si comincia con il Teatro Tascabile di Bergamo, storica compagnia fondata da Renzo Vescovi nel 1973 e profondamente legata alle esperienze dell’antropologia teatrale di Eugenio Barba e dell’Odin Teatret, che sarà al centro degli eventi della prima giornata di festival, mercoledì 3 aprile. “Fuochi d’artificio”, lo spettacolo previsto in serata al Teatro Palladium, è una performance che mette in evidenza il rapporto tra l’energia istintiva primaria dell’attore e la tecnica che la controlla e dirige.

Le giornate di giovedì 4 e venerdì 5 saranno dedicate all’esplorazione delle dinamiche di interrelazione tra teatro e danza in Oriente e in Occidente sia dal punto di vista stilistico (sono previste esecuzioni di flamenco e di danza nello stile neoclassico indiano Bharata Natyam) che da quello scenico, approfondendo in particolare le possibilità del teatro in spazi aperti e non convenzionali.

Il dialogo e lo scambio tra artisti europei e asiatici ha portato a moltissime nuove forme di sperimentazione: tra le più interessanti, vi è la danza butō, nata dall’incontro tra il danzatore giapponese Kazuo Ohno e gli esponenti dell’avanguardia espressionista tedesca Ausdruckstanz. Proprio al butō è dedicata la giornata di sabato 6 aprile con l’inaugurazione della mostra fotografica “I corpi del Butō” a cura di Samantha Marenzi, la presentazione del relativo catalogo e lo spettacolo della coreografa e danzatrice Alessandra Cristiani dedicato alla figura di Ofelia, concepita come creatura invisibile che considera la percezione di sé come l’unica possibile.

Il poeta, regista e drammaturgo Marcello Sambati, uno dei punti di riferimento più importanti per il teatro di ricerca italiano, sarà il protagonista della giornata di domenica 7 che prevede la presentazione del saggio “Margine e meraviglia” a cura di Carla Romana Antolini e lo spettacolo “Qualcosa da selvaggiamente sprecare” dello stesso Sambati con Elena Rosa.

Chiude la rassegna Ascanio Celestini, scrittore, attore e regista, punta di diamante del teatro di narrazione italiano: l’artista romano porterà in scena lo spettacolo “Storie di persone”, un repertorio di testimonianze che hanno lo scopo di raccontare vicende comuni prima che diventino fatti di cronaca. Lo spettacolo nasce da un’intervista dello stesso Celestini ai genitori di Davide Bifolco, giovane sedicenne del rione Traiano di Napoli ucciso da un colpo sparato da un carabiniere in circostanze controverse: dai ricordi di coloro che hanno vissuto questi dolorosissimi eventi emerge una drammaturgia che Celestini ricostruisce e porta in scena per tenere vivo il focolare della memoria, preservando questa fragile intimità oscurata dalle parole delle leggi e delle cronache giudiziarie.

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Date:
03/04/2019 - 08/04/2019
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