Negli spazi della Biblioteca Villino Corsini, nel cuore di Villa Pamphilj, è partito il 9 febbraio il ricco calendario romano dell’Odin Teatret, storica compagnia di teatro di ricerca fondata nel 1964 da Eugenio Barba e nota in tutto il mondo per il suo straordinario lavoro di sperimentazione e innovazione teatrale.

Si sono aperte le danze con la proiezione del documentario di Jacopo Quadri e Davide Barletti “Il paese dove gli alberi volano”, un reportage che racconta il dietro le quinte della compagnia alle prese con l’organizzazione del Festuge, una settimana di eventi teatrali che l’Odin Teatret organizza da molti anni ad Holstebro, una piccola cittadina nel nord della Danimarca che ha accolto Barba e i suoi attori nel 1966 dando loro una sede: gruppi di teatro, danza e musica provenienti da tutti i continenti si ritrovano per le vie della città e nei suoi spazi pubblici (scuole, uffici comunali, parchi) mettendo in scena i teatri del mondo, sotto la direzione del regista salentino che è ormai considerato unanimemente come uno dei grandi riformatori teatrali del Novecento, al pari di Jerzy Grotowski, di cui è stato allievo.

Ulteriori proiezioni gratuite di documentari in programma sabato 16 febbraio (“L’arte impossibile” di Elsa Kvamme che racconta la storia del giovane Barba emigrato prima in Norvegia e poi in Danimarca a metà degli anni ‘50) e sabato 23 quando sarà possibile assistere alla premiére mondiale del film “La vita cronica” di Chiara Crupi sull’omonimo spettacolo della compagnia.

Villino Corsini ospita anche l’installazione “Vӕksthus-Nella serra dell’Odin” di Rossella Viti e Roberto Giannini (Associazione Ippocampo), visitabile fino al 24 febbraio: costituita da fotografie e racconti degli attori colti in quello spazio liminale che è il camerino, luogo di trasformazione e transito dall’essere attore all’essere personaggio, Vӕksthus (letteralmente “serra, vivaio” in danese) è una riflessione sull’arte che germoglia e cresce, sul potenziale creativo insito nell’essere umano che necessita di cura, nutrimento e calore per poter fiorire pienamente e spargere nuovamente i suoi semi. Il pubblico è invitato a contribuire all’installazione costruendo una propria piccola serra: seguendo le istruzioni esposte, è possibile scattarsi un autoritratto su istantanea, confezionarlo con fiori e foglie e lasciare una traccia di sé sulla bacheca nei pressi dell’uscita.

La libreria del Palazzo delle Esposizioni sarà la sede principale delle conferenze e delle presentazioni di libri: Franco Ruffini, Mirella Schino, Nicola Savarese, Piergiorgio Giacchè e molti altri studiosi cureranno gli incontri volti all’analisi e all’approfondimento dello spirito del Nordisk TeatrLaboratorium attraverso la disamina di alcuni temi centrali nella poetica e nella produzione della compagnia: il binomio drammaturgia/pedagogia, l’Antropologia Teatrale, il Terzo Teatro, il teatro come cultura, baratto e reciprocità.

Molte le possibilità di formazione per attori: sono infatti ben 8 i seminari e le masterclass condotti dallo stesso Eugenio Barba e da alcuni esponenti principali della compagnia (Julia Varley, Kai Bredholt, Roberta Carreri solo per citarne gli “storici”) che si svolgeranno presso Abraxa Teatro, Labirion Officine Trasversali, Teatro Argot Studio e Università La Sapienza.

Naturalmente è previsto anche uno spettacolo: “L’Albero” andrà in scena al Teatro Vascello dal 13 al 24 febbraio e ha già registrato ben quattro date di sold out. Il teatro monteverdino sarà anche la sede delle dimostrazioni-spettacolo, brevi performance offerte dagli interpreti dell’OT che indagano su alcuni aspetti del lavoro d’attore, previste in matinée.

Una vera e propria full immersion, dunque, nell’affascinante mondo dell’Odin Teatret che continua a stupire ed incantare con il suo linguaggio sincretico sospeso fra tradizione e contemporaneità.