Il 17 dicembre scorso, presso il locale San Belushi di Roma, ha avuto luogo l’innovativo evento-incontro “Mio Cugino”. Ideato e diretto da Mauro Pescio, autore radiofonico con un passato da attore teatrale, il neonato format promette già di diventare un cult tra le numerose serate capitoline.

«La serata “Mio Cugino” nasce da una mia idea nella primavera del 2016: da 5 anni lavoro in radio (prima Radio 24, ora Radio2, Radio3) con le storie delle persone e insieme al gruppo di persone con cui collaboro abbiamo deciso di estendere il lavoro anche dal vivo: poi sai, si parte sempre dal presupposto che ognuno di noi è convinto di avere delle storie incredibili che gli sono successe, e un pochino tutti abbiamo voglia di raccontarle. Non sono quasi mai attori le persone che invito a raccontare, la performance non è importante: è importante il racconto, la storia. Anzi, spesso, laddove non c’è un interprete che lo fa di mestiere, si vede meglio la persona.»

A salire sul palco, durante l’evento “Mio Cugino”, sono quattro persone diverse con quattro storie bizzarre e stravaganti da rivelare al pubblico in soli sette minuti: racconti talmente incredibili e inverosimili da poter sembrare irreali. Ed effettivamente, tra le quattro brevi narrazioni, una è inventata: è il pubblico, tramite una votazione, a dover indovinare quale. La serata si conclude con l’assegnazione di un premio.

L’idea di una serata così sui generis – racconta Pescio – è nata quasi per gioco, dalla volontà di dare vita a una forma di improvvisata narrazione dal vivo entusiasmante e avvincente, in grado di coinvolgere i presenti e di dare spazio alla condivisione di diverse esperienze di vita, in un ambiente familiare e caloroso; ad accompagnare i raccontatori sul palco oltre a Pescio, c’è un nome storico del blues romano: Stefano Malatesta.

«Ero finito in una casa di amici dove c’era un tipo simpatico che raccontava delle storie inverosimili e poi ci chiedeva di indovinare se fossero vere o finte. Ci ho ragionato per più di un anno e poi ho creato il format. Ogni volta invito sul palco insieme a me quatto persone a raccontare delle storie, tre di queste storie sono vere e una, invece, è finta. Sta al pubblico, dopo aver sentito le quattro storie, indovinare, attraverso delle domande ai raccontatori, qual è la storia falsa. […] “Mio Cugino” è una serata d’intrattenimento non impegnativa per il pubblico: volevo che il pubblico potesse partecipare attivamente, che fosse gratificato e che avesse la libertà di alzarsi e prendere da bere, guardare il cellulare, anche arrivare a spettacolo in corso senza avere la sensazione di essere in ritardo.»

Stefano Malatesta

Sono bastati pochi appuntamenti (ogni seconda domenica del mese al San Belushi) per fare di “Mio Cugino” una serata coinvolgente per tutte quelle persone più o meno famose, più o meno soddisfatte delle proprie esistenze, ma che hanno deciso di condividere i propri ricordi più particolari, e riderci su.

Nell’appuntamento sul palco del San Belushi, ogni seconda domenica del mese, sono passati giornalisti, inviati di guerra, muratori, autori televisivi, registi premiati, attori famosissimi e attori che non conosce nessuno, musicisti e portinai. “Mio Cugino”, insomma, nel numeroso insieme degli eventi romani, si configura come un format conviviale e assolutamente imperdibile, all’insegna della paradossalità e del divertimento.

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