Sarà Parma la Capitale italiana della Cultura 2020, pronta a coinvolgere anche Piacenza e Reggio Emilia all’interno del programma, folto di eventi, spettacoli e rappresentazioni che mirano ad esaltare il territorio. Dopo Mantova, Pistoia e Palermo, la vittoria tra i candidati del 2018 ha permesso di lavorare in maniera attenta per quasi due anni con l’unico obiettivo di superare le aspettative e dare un tocco di innovazione alla manifestazione. Anche perché nel mirino non c’è solo l’attribuzione del prestigioso riconoscimento: Parma punta anche al premio European Green City del 2023 e intende allinearsi con gli obiettivi dell’Agenda Urbana 2030 – la città delle idee, il “decalogo” degli obiettivi eco da trasformare nel prossimo decennio.

Il via verrà dato l’11 gennaio con la parata delle “parole della cultura”, che camminerà da Parco Ducale fino a Piazza Garibaldi, e domenica 12 gennaio, al Teatro Regio: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella parteciperà alla cerimonia istituzionale di apertura. Lunedì 13 gennaio,  in occasione del giorno di Sant’Ilario, patrono di Parma, la città prenderà finalmente in mano lo scettro della manifestazione, partendo ufficialmente con gli eventi: 65 i progetti proposti sotto la firma dell’Agenda 2030 ed oltre 150 spazi curati da Comuni, Provincia, Diocesi, imprese e associazioni; ci metterà il suo marchio, inoltre, anche l’università cittadina, proponendo ben 250 occasioni per discutere attorno al tema della conoscenza. Sono infatti oltre 400 gli appuntamenti previsti, tutti riuniti sotto il motto “la cultura batte il tempo”.

Arte, musica e cultura educativa per fare breccia nel cuore dei visitatori. Nello specifico i settori di svolgimento sono due: progetto pilota e officine contemporanee. Open call, mostre, spazi organizzati e conferenze promuoveranno la libertà d’espressione coniugandola con la conoscenza pura, fatta di regole e studio. Si tratta quindi di occasioni in cui le passeggiate culturali andranno perfettamente a braccetto con video-rappresentazioni e spettacoli di luci e trasformazioni visive, momenti in cui, ancora, le lectio magistralis saranno accompagnate da esibizioni musicali e da intrattenitori al fine di per rompere la parete immaginaria che sta tra saperi alti e entertainment, smontando quindi i cardini che ruotano attorno al concetto di “cultura” in modo da farne pane per tutti.

Mala tempora, laboriosa tempora, hoc dicunt homines. Bene vivamus, et bona sunt tempora.
Nos sumus tempora.

Sono tempi cattivi dicono gli uomini. Viviamo bene ed i tempi saranno buoni.
Noi siamo i tempi. 

Dialoghi – Sant’Agostino

Un occhio attento è rivolto poi al territorio attorno a Parma, coinvolto totalmente nella manifestazione, ed un coinvolgimento totale fra privato e pubblico con un pensiero rivolto al tempo: non siamo figli dell’era che viviamo ma di quella che studiamo, perciò è importante creare contenuti che siano effettivamente validi. Centinaia quindi gli appuntamenti, diversi tra di loro eppure tutti raccolti sotto la stessa ala: il programma intero è consultabile sul sito ufficiale.

Parma Capitale italiana della Cultura 2020 si presenta come una vera e propria festa della conoscenza.

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