di Adriano Ercolani

La manifestazione (diffusa promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) coinvolge l’area del Parco dei Daini e di Piazza di Siena, fino al Museo Bilotti e al Museo Pietro Canonica e consiste in un percorso di installazioni di arte contemporanea, realizzato da artisti del livello di Andreco, Mario Merz, Mimmo Paladino, Benedetto Pietromarchi. Davide Rivalta, Grazia Toderi, Edoardo Tresoldi e Nico Vascellari, oltre all’intervento dell’Accademia Aracne su quattro alberi dell’area e al Wing Project degli Studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma nell’Ex Stabilimento dell’Acqua.

Un aspetto molto interessante della manifestazione è la collaborazione con il Conservatorio  “Santa Cecilia”: è infatti prevista, per tutta la durata del festival, una serie di dieci concerti all’aperto, al tramonto di ogni sabato (unica eccezione domenica 20 settembre), di diverse formazioni e generi musicali, che saranno svolti attorno (talvolta all’interno) delle installazioni artistiche.

L’inaugurazione del 15 settembre, nonostante l’immancabile pioggerella estiva, ha riscosso un indubbio successo di affluenza e gradimento, complice anche la magia della cornice, amplificata dalle molteplici suggestioni, artistiche e musicali, dell’evento.

Ne abbiamo parlato con il curatore del festival, il noto storico dell’arte Costantino D’Orazio, e con il direttore del Conservatorio “Santa Cecilia”, Roberto Giuliani.

 

Qual è l’ispirazione del progetto?

D’Orazio:

L’idea di creare una percezione diversa di Villa Borghese, portando nomi affermati dell’arte contemporanea a un pubblico più vasto, attraverso opere che esplorino il rapporto tra arte e natura.

Penso, ad esempio, a Nico Vascellari che ha realizzato un video molto potente per esaltare la forza, l’energia della Natura, all’installazione di Mario Merz, alla scultura in bronzo di Davide Rivalta, alla grande architettura creata da Edoardo Tresoldi, dove spesso si terranno i concerti…

L’aspetto curioso è che, nonostante non fosse originariamente previsto nel progetto un filo conduttore a legare le diverse opere, spontaneamente sono unite da una caratteristica comune: sono tutte trasparenti. Ciò permette di continuare a vedere gli alberi, la bellezza della Villa e della natura attraverso le opere, contemplando le opere.

In questo, spontaneamente, c’è il senso del nome del festival: Back to Nature, “Ritorno alla Natura”. Un ritorno che non deve essere aggressivo, ma armonico, fiero, trasparente.

L’obiettivo è anche quello di mostra come l’arte contemporanea non sia necessariamente ostica, respingente, destinata a pochi conoscitori.

In questo senso, abbiamo deciso di coinvolgere il Conservatorio “Santa Cecilia”, che proporrà dei concerti ogni sabato sera, al tramonto, a conferma di questo spirito accogliente e aperto.

I frequentatori abituali di Villa Borghese già stanno respirando questa nuova atmosfera.

Giuliani:

A noi è sembrata un’ottima idea quella di ipotizzare con l’irrefrenabile Costantino una serie parallela di concerti, che si terranno il sabato in coincidenza con la presentazione delle diverse opere.

Nella prima serata è stato coinvolto l’Ensemble di ottoni del Conservatorio, diretto dal M° Del Monte, successivamente ci saranno diversi gruppi musicali, dalla Marching Band del dipartimento Jazz al Quartetto d’Archi “Delia” che suonerà musica classica e contemporanea, da Mozart a Philip Glass, il tutto però pensato per essere ambientato in una situazione relativamente nuova, per il Conservatorio, come quella dei concerti all’aperto. Continuiamo a tenere presente quanto diceva Toscanini, ovvero che all’aperto “si gioca solo a bocce”, però in questo momento pensiamo che questo non possa che arricchire l’esperienza dei nostri studenti, anche perché riteniamo la duttilità una caratteristica fondamentale della formazione di un musicista.

Back to Nature 2020, Villa Borghese

Back to Nature 2020, Villa Borghese

Com’è nata la scintilla di questa collaborazione?

D’Orazio:

Risponderò in modo molto sincero: Villa Borghese è un parco quasi di quartiere, che interessa la zona dai Parioli al Centro Storico. Quindi, per prima cosa mi sono interrogato sulle possibili collaborazioni nelle zone limitrofe. A quel punto, la vera scintilla è scattata con Roberto Giuliani, una persona straordinaria per la sua capacità di raccogliere le sfide con energia e grande dedizione. Sono fermamente convinto che la storia dell’arte nasca dalle persone, dalle relazioni fra le persone. In questo caso, è stato un felice incontro tra persone che ha ci ha consentito di realizzare questo progetto.

Giuliani: Dopo il servizio sul Conservatorio realizzato per AR Frammenti d’arte, la sua bellissima trasmissione televisiva, Costantino si è innamorato di “Santa Cecilia”,  come spesso accade a chi lo visita e ne ascolta i suoni, e abbiamo iniziato una collaborazione particolarmente proficua in questo momento: infatti, oltre alle consonanze estetiche e progettuali, le esposizioni all’esterno di opere contemporanee si sposano con la nostra necessità di riavviare la produzione concertistica in un periodo così complesso come quello attuale, date le severe restrizioni sugli eventi dal vivo. E’ stato poi facile per noi scegliere, all’interno della vasta possibilità offerta dai numerosi ensemble del Conservatorio, formazioni che potessero esibirsi all’aperto, attorno e nelle opere esposte a Villa Borghese.

Sono concerti, nella maggior parte dei casi, affidati ai nostri migliori diplomati e diplomandi. Si tratta di formazioni composte, inoltre, da studenti provenienti da diverse realtà culturali. Il Conservatorio “Santa Cecilia”  è uno dei conservatori più internazionali del mondo, abbiamo studenti da trentaquattro nazioni, da tutte le parti del pianeta. Questo per noi è importante perché riteniamo che l’incontro di culture diverse, non solo a livello musicale, sia un ottimo esempio di conoscenza, convivenza e compenetrazione. Ogni musicista sa quanto si debba essere attento all’altro durante una performance, e questo plasma un comportamento diverso, più responsabile verso gli altri.

Con l’occasione, vorrei chiedere al direttore Giuliani: il Conservatorio “Santa Cecilia” ha una attività di altissimo livello nazionale e internazionale, e ha lanciato un numero notevole di progetti meritori (non ultimo RESQ – People saving people). Eppure, recentemente, sul sito Micromega on line è stato sferrato un attacco molto pesante all’attuale gestione, a cui è seguita in risposta una calorosa lettera di sostegno di oltre cento docenti dell’istituzione. Come mai accade questo?

Giuliani:

Probabilmente per una grande operazione di trasparenza amministrativa che è stata portata avanti fin dall’inizio del mio insiedamento, da me e dai miei collaboratori: è stato approvato il Piano triennale anticorruzione, è stato relazionato al Ministero sulle operazioni dubbie condotte in precedenza, sono stati messi a bando pubblico posti che prima venivano assegnati in maniera discrezionale, sia per gli orchestrali che per gli amministrativi, è stato reso più trasparente il bilancio, sono stati vinti progetti europei per oltre un milione di euro, moltiplicate le occasioni concertistiche per i ragazzi ecc., sono stati attivati insomma una serie di meccanismi, che dovrebbero essere normali per una istituzione pubblica, soprattutto col peso di immagine e di rappresentanza dell’Italia all’estero che può avere il Conservatorio “Santa Cecilia”. Questa operazione chiaramente non ha trovato corrispondenza in tutti, in particolare modo in chi godeva di precedenti privilegi.

Come talvolta accade nell’amministrazione italiana, in questi casi si incontrano delle forti resistenze, e magari qualcuno che non ha il coraggio di combattere a volto scoperto, passa un testo “avvelenato” a un giornalista tanto compiacente quanto poco scrupoloso, oppure si avventura in una denuncia temeraria, o lavora  per inserire sabbia negli ingranaggi. La testata e l’autore dell’articolo menzionati sono stati comunque citati in giudizio per 50.000 euro di danni all’immagine, perché ritengo sia stato un attacco grave e infondato. Tutto ciò purtroppo è quasi normale in un Paese come l’Italia: se vuoi fare pulizia, è logico aspettarsi dei contraccolpi. Credo sia grave però che si danneggi l’immagine del Conservatorio e si faccia perdere tempo prezioso a chi cerca di guidarlo nel migliore dei modi; ma, come avrete potuto notare stasera, questi ostacoli non rallentano di certo la mole di progetti che continuamente vengono lanciati e portati felicemente a termine, grazie alla qualità dei nostri Maestri e dei nostri studenti.

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