E se l’arte non fosse nient’altro che un modo per affrontare la noia? Se rappresentasse per l’uomo semplicemente la via di fuga dal tedio, sarebbe ancora arte o mero passatempo? Forse sarebbe meglio affermare che dalla noia, dal disagio del “non saper che fare”, può nascere un’idea che rimette tutto nuovamente in moto. La fotografa Martha Micali ha realmente fatto, con il suo ultimo lavoro, della noia l’ispirazione per l’arte.

Durante una giornata di fine aprile,  la giovane fotografa si trova sul Freccia Argento che da Roma Termini conduce fino a Villa S. Giovanni: lei, che a Roma ci abita e lavora, si mette in viaggio per passare le vacanze pasquali in famiglia. La accompagnano due amici, Gianmarco e Giulia. Ad un certo punto il treno si blocca, alcuni pensano ad un altro convoglio in transito e non ci fanno caso ma dopo poco il problema si palesa: la locomotiva ha un guasto, il disagio è più serio del previsto e le porte dei vagoni si spalancano, dato che non si sa quando effettivamente i tecnici riusciranno ad intervenire e si potrà riprendere ad avanzare sui binari.

Il tutto avviene nelle campagne sperdute della tratta compresa grossomodo tra Formia – Gaeta, Napoli e Aversa e per i passeggeri di quella Freccia inizia l’attesa. Per ingannarla Martha, munita di macchina fotografica, inizia a scattare foto per gioco a Giulia, l’amica, mentre Gianmarco, con vari video ed intermezzi, cerca di richiamare l’attenzione dei presenti;  la voglia dei ragazzi di voler proporre qualcosa per resistere alla noia è talmente evidente che molti viaggiatori decidono quindi di farsi fotografare per testimoniare il loro stato d’animo durante quello sfortunato evento. Così nasce “Eroi”, una serie fotografica di 40 ritratti, sviluppati in bianco e nero, che raccontano quella giornata e quegli attimi, tra momenti di socialità fuori dal treno ed espressioni di solidarietà da parte degli abitanti della zona che, vedendo il gruppo in attesa di ripartire, ha fornito delle bottiglie d’acqua.

Un momento della giornata in cui gli abitanti del posto riforniscono di acqua i passeggeri del treno fermo per il guasto

“Davanti ad una difficoltà oggettiva, è impossibile negare il disagio in cui ci siamo trovati quel giorno”, spiega Martha, “a volte serve che ci sia un innesco, una chiave per riuscire a vivere al meglio le situazioni, anche appunto le più scomode. In questo caso l’innesco è stata una mia idea e la possibilità di realizzarla, grazie alla fotografia, e a alle persone che si sono fatte coinvolgere, chi più o chi meno entusiasticamente. I ritratti in quel momento sono diventati una scusa per far passare un tempo qualitativamente migliore, che altrimenti sarebbe stato riempito di energie molto negative. Io ho messo insieme delle cose che avevo: il mio personale disagio davanti alla scoperta di dover passare almeno 1 ora e mezza, le mie competenze e una naturale capacità di contatto con gli altri, anche se sconosciuti. Questi elementi hanno dato vita ad una serie di ritratti che ho chiamato Eroi, con una piccola dose di ironia, ma volendo rendere l’idea di ciò che siamo effettivamente stati, perché abbiamo espresso, durante tutta la giornata, uno stoicismo e un equilibrio raro, una solidarietà fortissima e la consapevolezza che alla fine le relazioni basate sul dialogo portano sempre buoni risultati”.

Ma non si è rivelato solo un passatempo. “Eroi” ha infatti descritto una realtà snervante dello stivale: la consapevolezza di chi abita al sud, o dal sud arriva, e sa che dovrà affrontare ore di viaggio interminabili o aspettarsi disagi e ritardi, “I visi delle persone in foto rappresentano una parte di società civile italiana, giovane o meno giovane”, incalza Martha, “che costantemente si sposta dal sud al nord italiana e viceversa, attraverso mezzi di terra, i treni, per raggiungere il luogo di lavoro o i cari e gli affetti. Questa parte della società civile italiana subisce costantemente l’ambascia di provenire dal sud o dirigersi al sud, con ritardi ripetuti che a volte, come in questo caso, durano moltissime ore. L’unica azienda ferroviaria italiana che serve il Sud Italia non è evidentemente in grado di fornire un servizio efficiente ed è necessario denunciare il fatto per poter coordinare una risoluzione netta del problema. La sensazione che ho, dopo 6 anni di questi viaggi della speranza, è che vi sia una concreta e reale segregazione all’interno dello Stato”.

Il messaggio contenuto dentro “Eroi” è anche più profondo, dedicato ad una questione decennale e sempre, purtroppo, valida: la continuità territoriale. Martha, a tal proposito, ha spiegato come questo lavoro punti proprio a sensibilizzare le istituzioni: “La continuità territoriale che dovrebbe essere garantita, soprattutto per chi deve raggiungere l’estremo Sud, cioè la Sicilia, è assicurata solo parzialmente poiché spesso questi ritardi causano lo slittamento delle coincidenze con i traghetti per la Sicilia, impedendo, di fatto, alle persone che arrivano a Villa S. Giovanni di traghettare in tempi umanamente accettabili. Questo lavoro può servire da testimonianza, perché qui si è messa la propria faccia a dimostrazione di qualcosa: esistiamo e pretendiamo una risoluzione da parte delle istituzioni competenti”.

 

Una selezione di 20 foto provenienti dalla serie “Eroi” e scelte da Martha

Nata in Sicilia nel 1990. Si laurea al corso triennale del Dams in tecniche dei media e fotografia. Consegue poi una specializzazione in Fotografia all’Istituto Europeo di Design (IED) di Roma. E una laurea magistrale in Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma, con una tesi sul libro fotografico e sull’editoria fotografica a Roma. È  stata fondatrice e photo editor del progetto Sundays Storytelling. Lavora come fotografa free-lance e collabora con la libreria d’arte Libreria Marini di Roma. Suoi lavori sono comparsi su Artribune, Artpil, InsideArt Magazine, Il Post, Rumore, Stanza251, DoppiaDifesa, Imago Tour, ClickBlog, PocketArt in Rome e altri.