Sguardo intenso e corrucciato, un braccio magro che sorregge un pallone, l’altro spinto verso l’alto con in mano mille lire. Ma a colpire Letizia Battaglia, che quel giorno del 1980 si trovava a Palermo con i fotografi Franco Zecchin ed Ernesto Bazan, fu proprio lo sguardo, intenso e profondo, magnetico e adulto.

“Era una bambina felice, allegra, però io le dissi Non ridere!”, racconta. Fu in quel momento che assunse quello sguardo denso, serio.

Dopo lo scatto, la bambina si unì al gruppo di amichetti nel cortile e continuò a giocare, ignara che il suo volto sarebbe stato osservato e scrutato all’interno di musei, gallerie e libri fotografici. Non sapeva che si era trovata davanti all’obiettivo di una delle più grandi fotografe del mondo.

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Dopo 38 anni Letizia Battaglia ha voluto rivederla questa bambina che non esiste più, ha voluto cercare quello sguardo sul viso di una donna ormai cinquantenne. È iniziata così la ricerca tra i vicoli della Cala e della Vucciria, una ricerca all’indietro nel tempo, che approda ad una Battaglia quarantacinquenne, agli anni del suo lavoro a “L’Ora”, agli anni dei delitti di mafia, dell’omicidio di Piersanti Mattarella.

Se ne è andata per i vicoli di Palermo con questa foto in mano e la sua figura non può fare altro che sovrapporsi a quella di Steve McCurry, che nel 2002, dopo 17 anni, si mette alla ricerca della sua di bambina, quella afghana, con quegli occhi verdi e disarmanti. E ritrovandola, la fotografa e recupera, a sorpresa, quello stesso sguardo, solo un poco più accigliato.

La ragazza afghana Steve McCurry

Qui potete trovare la prima parte del documentario dedicato alla ricerca della Bambina Afghana

Le fotografie, si sa,  sono un po’ come i figli, che crescendo e trasformandosi rendono evidente ai genitori che gli anni passano e che loro invecchiano.

“Non è giusto che io sia diventata grande e che lei sia rimasta bambina”

La Battaglia oggi ha 83 anni, il caschetto, ora rosso ora biondo, è sempre lo stesso, così come quella sigaretta, sempre stretta tra l’indice e il medio e quel modo di guardare il mondo, ininterrottamente impegnato e attento.

L’ha trovata questa ex bambina, quel corpo mutato che porta i segni del tempo, e l’ha fotografata. Di nuovo sullo sfondo di quel portone, col braccio alzato, ma senza una palla in mano. Per ora abbiamo solo il backstage dello scatto, ma questa ricerca ha fatto venire alla luce alcune foto inedite che la Battaglia aveva scattato in quel giorno d’estate e, lì, lo sguardo accigliato scompare lasciando il posto a degli occhi vispi e divertiti.

Quello sguardo che ci ha conquistati tutti era comparso allora solo nel momento decisivo in cui la Battaglia aveva scattato, ed era ritornato ad essere, in una frazione di secondo, lo sguardo normale di una bambina che gioca a palla sotto il sole estivo di Palermo.

E adesso questa bambina davvero non esiste più, perché abbiamo conosciuto i suoi lineamenti di donna, il suo corpo trasformato. Quegli occhi, però, sono incredibilmente riconoscibili, neri, profondi. Anche se adesso sorride e quello sguardo accigliato e perplesso pare non appartenerle più.

letizia battaglia bambina con il pallone

Il 28 marzo andrà in onda a “Chi l’ha visto” il servizio in cui la Battaglia incontra dopo 38 anni questa bambina fino ad oggi è rimasta senza nome.

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