Una fotografia ci rimbalza davanti agli occhi per tutta la vita, la scorgiamo nei negozi, su Internet, sui bigliettini d’auguri, ma di quella foto cosa conosciamo? Chi sono quei due ragazzi fotografati da Alfred Eisenstaedt che nel caos di Time Square si baciano? Si conoscono? Si sono appena incontrati? Sono le 17 e 51 del 14 agosto 1945 e il Giappone si è appena arreso.

Ma chi sono quei due?

Questo è il problema delle fotografie che diventano icona: spesso si conoscono, ma non si riconoscono. Quanto avete indugiato sui particolari di questo scatto? Ci sono un marinaio e un’infermiera e la folla intorno che si muove e festeggia.
Lasciamo per un momento i protagonisti e spostiamoci sul contorno, sull’uomo tagliato a metà a destra, sull’anziana con il vestito bianco che sorride guardando qualcosa che non sapremo mai. Spostiamoci su quell’uomo i cui occhi sono scomparsi per sempre dalla nostra vista, nascosti dietro la spalla del marinaio. Ora guardiamo a sinistra, questi altri due soggetti sconosciuti eppure condannati a essere visti di sfuggita in quest’immagine paralizzata nel tempo.

Paradossalmente i volti che ci interessano si intravedono appena. Del marinaio giusto un profilo, dell’infermiera un pezzo di guancia e di mento. Eppure, proprio quei due sono divenuti il simbolo della gioia incontenibile per la fine della seconda guerra mondiale.

Ma, di nuovo, chi sono? La foto risale al 1945, ma è solo nel 2012 che finalmente abbiamo potuto dare un nome e un cognome a entrambi. Negli anni molte coppie si sono presentate alla redazione di Life spacciandosi per i due.

Lei, Greta Zimmer Friedman, non era un’infermiera, ma un’igienista dentale ed è morta nel settembre del 2016. Di quel giorno ricorda un gran caos e un marinaio che all’improvviso la prende e la bacia. Ma quello, dice, più che un bacio in realtà fu un gesto di giubilo. “Non fu un evento romantico” racconta in un’intervista rilasciata alla CBS “fu un evento da grazie a Dio la guerra è finita!“.

Lui, George Mendonsa, era un marinaio di stanza nel Pacifico al tempo della seconda guerra mondiale ed è morto pochi giorni fa a 95 anni a seguita di una caduta.

Greta Zimmer Friedman

George Mendonsa

Di quei due protagonisti tanto celebri oramai per molti non rimane più nulla, se non quella fotografia. E un’altra. Perché quei due corpi in mezzo alla folla avevano attratto anche un altro fotografo, Victor Jorgensen, che catturò l’immagine non frontalmente, ma di lato. Questa foto comparve il giorno dopo sul New York Times riscuotendo evidentemente un successo inferiore rispetto a quella di Eisenstaedt pubblicata su Life.

Ma cosa ha a che fare una delle foto più iconiche del XX secolo con il #metoo? Cosa ha a che fare l’apparente romanticissimo bacio immortalato da Eisenstaedt con l’espressione coniata dall’attivista Tarana Burke? A detta di alcuni, parecchio. Perché quel bacio, simbolo della gioia incontrollabile alla fine della seconda guerra mondiale è stato letto negli anni come una molestia. Quel bacio che tanto ha commosso non fu ricambiato, ma subìto, come una violenza.

Proprio il giorno dopo la morte di Mendonsa, in Florida la statua ispirata alla celebre foto è stata imbrattata con il graffito #metoo. Un atto vandalico, il cui danno ammonterebbe, secondo la polizia locale, a circa 1000 dollari.

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