Sam Gregg, inglese, 29 anni, è un fotografo fuori dagli schemi. Chiunque imbracci una macchina fotografica cerca di cogliere il bello, l’essenza della meraviglia, mentre Gregg è assetato di normalità, di quella quotidianità che deriva dai popoli, dalle loro usanze e soprattutto dal vivere i luoghi delle sue ricerche. Lui stesso, descrivendosi, dice di non sapere più cosa significhi essere inglese, vista la mole di tempo passata in vari paesi del globo. Una vita in viaggio, la sua, per lui che è un documentarista e si nutre della ripresa “vera”, senza filtri.

A 26 anni però prende una scelta: capire l’Italia e gli italiani. Decide di lasciare il suo lavoro a Londra, affittare un appartamento a Napoli, città di cui si era innamorato qualche mese prima, e raccontare la vita della metropoli partenopea attraverso i volti dei suoi abitanti. Inizia quindi a insegnare inglese per sostenere le spese e rimane in Campania per un anno, dove con il suo ultimo progetto, “Vide Napule e po’ muore”, ha ripreso con le foto non solo le facce della Napoli vera ma di quella nascosta.

La mattina e la sera Sam Gregg impartisce lezioni di inglese, poi il pomeriggio, tutti i pomeriggi per 12 mesi, li passa a ritrarre non tanto Napoli quanto i napoletani attraverso i Quartieri Spagnoli, il rione di Forcella e il rione Sanità, riuscendo ad imparentarsi con loro anche grazie al fluente italiano che parla. Fotografa specialmente soggetti “poco raccomandabili”, come li definisce lui spiegando appunto come ci sia un velo quasi di superstizione attorno a Napoli, in zone della città considerate pericolose, ma lo fa con la semplicità di chi scopre il mondo uno strato alla volta, non volendo mollare nessun centimetro di questo.

Il risultato è sensazionale: è un misto di occhi blu, tatuaggi, sorrisi, braccia da pescatore e costumi in riva al lungomare di Mergellina, una raccolta di storia dinamica e colorata che racconta la realtà dei Femminiell’ napoletani o di Luigi, l’uomo dal vestito gessato chiamato “Il playboy di Forcella”. Sam Gregg non molla l’Italia, ha in mente di farlo ancora, di poter dire altro dello stivale e nella sua testa c’è sempre la Sicilia, che spera presto di poter immortalare.

Per visionare la gallery completa de “Vide Napule e po’ muore”, visita il sito web di Sam Gregg

 

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