Come ogni anno, è arrivato puntuale il verdetto del World Press Photo Contest, il più importante premio fotogiornalistico al mondo che dal 1955 si fa interprete della realtà premiando i fotografi e gli scatti simbolo dell’anno. Tra i lavori dei 4.738 candidati (per un totale di 78.801 immagini) esaminati dalla giuria, in finale ne erano arrivati solo 43, tra cui 14 donne.

I vincitori sono stati annunciati pochi giorni fa, l’11 aprile. A finire sulla vetta più alta dell’Olimpo dei fotografi quest’anno è stato John Moore con una foto che racconta il tema delle migrazioni  e delle tensioni al confine tra Stati Uniti e Messico esacerbate dalle rigide politiche messe in atto dal governo guidato da Trump.

Title: Crying Girl on the Border © John Moore, Getty Images

Title: Crying Girl on the Border © John Moore, Getty Images

Lo scatto, dal titolo Crying Girl on the Border, risale al giugno 2018 ed è stato realizzato a McAllen, in Texas, vicino ai confini con il Messico. Ripreso dai giornali di tutto il mondo, è diventato il simbolo della separazione dei bambini dai loro genitori e della politica di “tolleranza zero” verso gli immigrati irregolari adottata dall’amministrazione Trump. Celebre è, ad esempio, la copertina del Times che vede Yanela, la bimba della foto di Moore, piangere disperata di fronte al Presidente Americano anziché di fronte alla madre.
Moore ha raccontato che la bambina era appena stata posata a terra da sua madre, Sandra Sanchez, per una perquisizione, dopo un viaggio durato diversi mesi. Anche se, in realtà, le due non vennero divise, come invece capitato in tantissimi altri casi, e quindi la foto non rappresenti un effettivo momento di separazione, ne è diventata il simbolo in tutto il mondo.

L’immigrazione è il focus non solo della Photo of the Year, ma anche della Story of the Year realizzata da Pieter Ten HoopenThe Migrant Caravan

Il reportage realizzato da Hoopen racconta la storia di migliaia di migranti centroamericani che, tra ottobre e novembre 2018, si sono uniti a una carovana diretta al confine degli Stati Uniti. La carovana, radunata da una campagna sui social media, ha lasciato San Pedro Sula, in Honduras, il 12 ottobre 2018 e ha attirato persone da Nicaragua, El Salvador e Guatemala. Viaggiare con una carovana ha offerto loro un grado di sicurezza maggiore su una rotta in cui molti migranti sono scomparsi o sono stati rapiti, oltre a offrire un’alternativa ai contrabbandieri.
Ogni anno si spostano diverse carovane lungo il confine degli stati uniti, ma questa è stata la più grande raccogliendo ben 7.000 viaggiatori, tra cui almeno 2.300 bambini. Le condizioni di viaggio sono estenuanti, si percorrono circa 30 km al giorno, spesso a temperature superiori ai 30 ℃. Come altre, anche questa carovana ha attirato la condanna di Trump, che l’ha usato per ribadire la sua richiesta costruire un muro di confine.
“Volevo coprire cosa significa essere sulla strada per una nuova vita o cosa la gente spera di trovare e diventare. Volevo concentrarmi sugli aspetti umani e sui rapporti tra le persone”, Pieter Ten Hoopen.

Tutti i vincitori del Worl Press Photo 2019

ATTENZIONE: alcune delle immagini seguenti potrebbero urtare la vostra sensibilità.

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