Gli eccessi e la disillusione sono due componenti d’eccellenza nella vita di Tony Pagoda, cantante melodico dall’esistenza turbolenta nonché protagonista del libro Hanno tutti ragione, primo romanzo di Paolo Sorrentino. Tony Pagoda è legato a un personaggio al quale Sorrentino aveva dato vita nel film L’uomo in più, il cinematografo Tony Pisapia, interpretato nel 2001 da Toni Servillo.

Hanno tutti ragione lascia addentrare il Lettore in una Napoli degli anni Settanta, la quale, descritta attraverso personaggi stravaganti e avvenimenti farseschi, rivive nitidamente nella vicenda del protagonista, producendo un coinvolgente effetto tragicomico.

«Niente, io sono uno di quelli che, per ingordi di etichette deficienti, viene definito “un cantante da night”. Però io non sono un’etichetta. Io sono un uomo. Ma che dire, col senno di poi, non era poi meglio essere un’etichetta?»

Tony Pagoda non è solo un cantante partenopeo, è il portavoce di un’amara visione del mondo, cinica e disgustata, che viene espressa in prima persona tramite una sorta di “filosofia del disincanto”, condita di reminiscenze spettacolarizzate ed espressioni dialettali: un personaggio che, di cose da raccontare, ne ha parecchie. Arrogandosi la veste di uomo vissuto, il protagonista si diletta tra le pagine impartendo al Lettore qualche lezione di stile e di seduzione, conscio, però, del suo progressivo fallimento; è un moderno antieroe, Tony Pagoda, con infinite storie d’amore alle spalle e altrettante solitudini, con una collezione di svaniti momenti di successo, serviti solo a irrobustire la sua fragilità. Ad affiorare frequentemente nel romanzo è il tema del disagio umano, risaputamente caro a Sorrentino:

«“Sono io quello lì” questo mi dico in mente. Ma non ha niente di me quel tipo. Sono io che proietto speranze e specchi deformati sul primo passante di turno che non affoga ancora in tinozze di disagio come me.»

Il leitmotiv del disagio è ravvisabile tanto nel romanzo di Sorrentino quanto nelle sue pellicole – impossibile non citare La Grande Bellezza, premio Oscar nel 2014 come migliore film straniero – e sembra affrontato col fine di generare una critica negativa della società e dei costumi: ma dietro al malessere di personaggi come Tony Pagoda e Jep Gambardella si cela un universo altro, che non può e non deve essere individuato solo per racchiudersi in uno sterile biasimo.

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Paolo Sorrentino

Hanno tutti ragione svela pienamente la grandezza della scrittura di Paolo Sorrentino, che riesce ad appassionare grazie a uno stile unico, a volte minuzioso e complesso, altre conciso e semplice, permettendo al Lettore di respirare per un po’ la vita di Tony Pagoda, con tutte le sue perplessità e i suoi grandi colpi di scena.

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