di Arianna Bordi

Le elezioni amministrative del marzo e aprile 1946 il il referendum Monarchia-Repubblica si tennero, 70 anni fa.

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Testate dei giornali alla proclamazione della Repubblica 

Le donne andarono per la prima volta alle urne: in 436 comuni, donne italiane di almeno 21 anni compiuti (ad eccezione delle prostitute che esercitavano «il meretricio fuori dei locali autorizzati», perché va bene la parità, ma la discriminazione è la stessa che vige ai giorni nostri) potevano finalmente votare.

Il 31 gennaio 1945, quando era stato emesso il decreto legislativo luogotenenziale che aveva sancito il suffragio universale, pubblicato il 1° febbraio, avevano dimenticato, però, di specificare l’eleggibilità delle donne, prevedendola in seguito, col decreto n° 74.

 

“Sono eleggibili all’Assemblea Costituente i cittadini e le cittadine italiane che, al giorno delle elezioni, abbiano compiuto il 25° anno di età”.

 

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Le 21 donne elette all’Assemblea Costituente

Data la ricorrenza di quest’anno, è stato trasmesso su Rai 3 un programma davvero interessante, “Le ragazze del ‘46”, in cui diverse donne da tutta Italia raccontano il loro vissuto e cosa abbia significato per loro piegare quel foglio e imbucarlo senza attendere il consenso di nessuno.

 «Siamo cittadine, perché paghiamo tasse ed imposte, perché siamo produttrici di ricchezza, perché paghiamo l’imposta del sangue nei dolori della maternità, perché infine portiamo il contributo dell’opera e del denaro al funzionamento dello Stato».
— Anna Maria Mozzoni

Nelle diverse puntate, tra sorrisi nostalgici e aneddoti, parlano di loro stesse e della storia della loro famiglia, danno consigli alle giovani ragazze di oggi e, soprattutto, sottolineano tutte le lotte che hanno portato al raggiungimento di questo diritto imprescindibile.

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Una delle protagoniste di “Le ragazze del ’46”, programma su Rai 3

Queste donne mostrato umilmente quanto sia importante ricordare cosa ha portato alla conquista di ciò che è sempre spettato a ogni donna. Hanno lottato in piazza per i loro diritti e sono state in carcere per questo, hanno vissuto da esseri umani, si sono imposte e a volte hanno perso, ma molto spesso hanno vinto, per loro stesse e per tutte le altre.

Ma anche donne casalinghe, occupate a crescere numerosi figli, ma che hanno sempre vissuto nel rispetto di loro stesse e che sono state amate dal loro marito in quanto pari.

Detto questo, vogliamo ricordare quanto sia importante esercitare il diritto di voto, in modo da essere artefici, per quel che si può, delle sorti del proprio Paese.

Anni di lotte, di sacrifici, discriminazioni, sofferenze, per poi vanificare ogni gesto?

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Foto dall’archivio del giornale “Il Corriere”

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