Ebook o libro cartaceo? Audiolibro o lettura tradizionale? Leggere da soli o condividere con gli altri?

Spesso e volentieri, tendiamo a perderci dentro questi dilemmi che obbligano ad una scelta netta e decisa. Questo o quello, io o l’altro, tradizione o innovazione e così via. Andrea Colamedici e Maura Gancitano, filosofi e fondatori di Tlon, offrono una nuova prospettiva, rompendo il dualismo classico a cui siamo abituati attraverso una serie di argomentazioni e riflessioni che consentono il superamento dell’ideologia delle opposizioni tra questo e quello. Sta per nascere infatti l’Audible Club, una nuova iniziativa del duo di divulgatori, promossa in collaborazione con Audible Italia, che anziché avallare la tendenza alla polarizzazione tipica del nostro tempo, propone una perspicace sintesi e genera uno spazio di condivisione e di dialogo: perché se la letteratura e la cultura hanno un senso e una ragione d’essere, questi stanno proprio nel riuscire a creare quel magma sociale sano e consapevole attraverso gli strumenti del nostro tempo

Nell’ambito della Fiera nazionale della Piccola e Media Editoria attualmente in corso a Roma, Gancitano e Colamedici hanno presentato questo nuovo progetto pensato per stimolare la discussione sugli audiolibri e condividere le esperienze di ascolto: ogni due settimane, a partire dal 9 dicembre e per 20 episodi da 60 minuti ciascuno, verrà proposto un nuovo audiolibro; i filosofi di Tlon suggeriranno alcuni spunti e proporranno delle chiavi di interpretazione per poi passare la palla agli ascoltatori che avranno l’opportunità di confrontarsi sui canali social e, in particolare, sull’apposito gruppo Facebook Audible Club. E alla stregua del formidabile decalogo dei diritti del lettore proposto da Daniel Pennac in Come un romanzo, il Club condividerà un decalogo dei diritti dell’audiolettore: sono plurime, infatti, le possibilità che questo diverso modo di leggere offre, dal modificare la velocità di fruizione al fatto di avere le mani libere o di poter chiudere gli occhi. 

Fonte: www.blog.audible.it

D’altronde, la diffusione della fruizione audio è un dato troppo significativo per non essere preso seriamente in considerazione: il trend è decisamente in crescita, come ha riportato Massimo Brioschi di Audible Italia durante un altro evento a PLPL dedicato proprio all’analisi sul fenomeno. L’idea che i diversi supporti alla lettura siano in qualche modo in competizione tra loro è molto diffusa, eppure i dati statistici rivelano che è vero esattamente il contrario: in particolare, nel caso dell’audiolibro, questo diverso medium non solo non è un rivale del cartaceo ma addirittura pare esserne un alleato. Colamedici e Gancitano hanno evidenziato proprio come il formato audio stia avvicinando moltissime persone al mondo della cultura (la loro Scuola di Filosofie 1 e 2 ha raggiunto record sorprendenti e di molto superiori alle aspettative) a riprova del fatto che, quando si riesce a coniugare armonicamente contenuti culturali, modalità efficaci di comunicazione e strumenti adatti alle esigenze del presente, il pubblico c’è, eccome. Un altro aspetto interessante dell’Audible Club è costituito dalla capacità del format di far sì che il momento, per così dire, solipstistico dell’audiolettura e quello del confronto con gli altri coesistano e si alimentino reciprocamente: se è vero che l’ascolto è intimo e individuale -gli auricolari isolano, in qualche modo, dall’ambiente circostante-, l’istituzione di un club di lettori permette lo scambio di opinioni e di impressioni sfruttando opportunamente gli strumenti dei social network. D’altronde, il web è uno dei mondi che abitiamo sempre più frequentemente: abbiamo bisogno allora di nuove regole e di nuovi approcci a questa dimensione inedita di socialità.

E ancora, l’audiolibro consente un interessante recupero della dimensione dell’oralità: se una volta era consuetudine raccogliersi intorno al focolare e ascoltare storie raccontate – basti pensare ai griot in Africa occidentale o al fare filò delle comunità contadine del Veneto e del Trentino- oggi l’audiolibro permette di attualizzare e rinnovare tale dimensione costituendosi, per usare l’espressione di Colamedici, come «un’avanguardia ancestrale», un ritorno al futuro che soddisfa quel bisogno onnipresente di ascoltare storie tipico dell’essere umano. Il percorso disegnato dai due autori si compone di alcune delle opere per loro particolarmente significative: venti libri fatali che conducono alla scoperta di sé e del mondo; tra i titoli che saranno al centro delle prime puntate figurano La fine è il mio inizio di Tiziano Terzani, Quando Teresa si arrabbiò con Dio di Alejandro Jodorowsky, Canne al vento di Grazia Deledda e Così parlò Zarathustra di Friedrich W. Nietzsche.

Proprio secondo quest’ultimo, l’udito è organo della paura, della notte, dell’oscurità: è il senso che richiama immediatamente quella dimensione di thauma, cioè di terrore e al tempo stesso di apertura verso l’ignoto da cui ha origine la stessa filosofia. E l’invito sotteso all’Audible Club sembra essere proprio questo: sperimentare una modalità diversa e insolita di fruizione culturale che può riservarci esperienze altrettanto nuove e significative. 

© riproduzione riservata