Il TEDxTreviso porta avanti la missione di diffondere idee di valore con Brightest Hour, una rubrica nata per affrontare questo momento con un’ora più luminosa, prima che la giornata finisca. 

Credendo fortemente nel valore e missione dei TED Talks di diffondere idee di valore, abbiamo visto nella nuova rubrica serale del TEDxTreviso, in diretta Facebook alle 19.00, l’affermarsi di tutto questo.

E se i tempi precludono la possibilità di condividere un pensiero e, soprattutto, farlo in uno spazio fisico, e di persona, loro sono riusciti a trasportare tutto online.

A parlare con noi è Nicolò Rocco, licenziatario del Comitato di Treviso, che, grazie al supporto del team, ha iniziato quasi due settimane fa Brighest Hour, una rubrica che vede professionisti di ogni ambito alternarsi, rendendo quella che è l’ultima ora di luce, a fine giornata, la più luminosa.

TEDxTreviso, 9 novembre 2020; Nicolò Rocco, Licensee TEDxTreviso

Da dove nasce l’idea di Brightest Hour? E perché farlo? Anche se, forse, la risposta si nasconde nella prima intervista con il dott. Claudio Beltramello, quando invita a mettere in campo le proprie capacità, qualsiasi esse siano, in questo momento.

Il richiamo di Claudio è stato essenziale, centrale, perché ciascuno di noi ha delle skill, un talento, una predisposizione da spendere, da condividere. Chi lavora per il TED ha il desiderio di condividere idee di valore e, allora, abbiamo pensato di dare al nostro pubblico, tutte le sere, la possibilità di ascoltare degli esperti in economia, tecnologia, sanità, conservazione museale, letteratura, sport e molto altro. Volevamo creare un’occasione di scambio di informazioni e, soprattutto, spunti per il futuro. In un’ora di luce, appunto.

Un’ora di luce, anzi, la più luminosa, che prende spunto dal discorso di Churchill.

Certo. Chiaro che parlare di “ora di luce” o “più luminosa” quando, poco prima, la Protezione Civile ha dato dei numeri che parlano di sofferenze e lutti, è difficile, però ecco, la vita è fatta di momenti di difficoltà, alternati ad altri di rilancio, e bisogna sempre cercare la speranza. La vita è un contrasto tra paura e speranza, tra dolore e ripartenza e noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di raccontare questa ripartenza

Con l’appello di non mollare, che sono le tue parole all’inizio della prima ospitata, presentando Brightest Hour. Una rubrica in cui sono uscite molte domande e, con queste, molte risposte. Nonostante le risposte siano però figlie dell’incertezza della situazione e dell’evoluzione di questa, una cosa è emersa: il diverso approccio con il mondo, ora.

Nei momenti di crisi siamo tutti un po’ più nudi, ed esce quindi un’umanità da mondi meno conosciuti. Per esempio, mi ha colpito l’intervista con Andrea Vidotti dove abbiamo parlato di sport. Noi, che siamo abituati a pensare lo sport come un mondo mitico e magico, lo abbiamo invece riconosciuto estremamente umano. Un mondo che fa i conti con la sua sostenibilità finanziaria, con le aspettative e i sentimenti degli sportivi. 

Questa rubrica, ci fa vedere perciò dei mondi che difficilmente avremmo avuto il coraggio e l’occasione di approfondire in altre situazioni, ma allo stesso tempo, Brightest Hour ci proietta nel futuro. 

In tal senso, mi ha colpito una frase di Matteo Sarzana, General Manager di Deliveroo Italia, quando ricorda che nei momenti di crisi, la cosa più sbagliata, è di non provare a fare quello che non abbiamo mai avuto il coraggio di fare. Giada Zhang, CEO e Co-founder di Mulan Group, riconosce invece la possibilità di mettersi alla prova, e, se gira voce che Newton abbia elaborato le sue teorie in una fase di isolamento dovuta alla peste del ‘600, dovremmo così vedere le difficoltà come un momento in cui non abbatterci, ma superarci.

È la stessa Giada Zhang a riconoscere alle aziende italiane di aver fatto un’accelerazione tecnologica che altrimenti avrebbe richiesto degli anni. E allora, è così che quella stessa tecnologia, che talvolta preoccupa tentando di sostituirci, in questo momento diventa un appiglio, permette di unirci e alle community di resistere. La tecnologia diventa quindi il modo migliore anche per diffondere il motto del TED e, con questo, le sue idee.

Esiste un aspetto della dimensione umana che, dal mio punto di vista, non verrà mai sostituito. Per esempio, quello che è bello di un TED dal vivo, è che assomiglia a “un piccolo rito collettivo”, come lo può essere vedere una partita di calcio. 

Quando si parla di (troppa) innovazione tecnologica, quasi demonizzandola, mi piace ricordare si stia parlando della stessa tecnologia che ha permesso di vedere registrato il discorso di Martin Luther King, di poterlo vedere anche oggi. La tecnologia, quindi, ha sempre avuto un ruolo fondamentale pur riconoscendo che talvolta ci ha de-umanizzati. Credo perciò, che questa sia la fase migliore per mettere insieme i benefici tecnologici, con una maggiore umanità nella nostra fruizione.

Questa è una fase, ricollegandoci a quello che abbiamo analizzato come TEDxTreviso nel 2018, in cui non bisogna demonizzarla, ma farle acquisire un volto umano. La tecnica è neutra, la tecnologia è un insieme di strumenti, ed è l’uomo che deve riappropriarsi del motivo per cui questi sono nati. Se la tecnologia mi aiuta ad essere in connessione con gli altri, a provare emozioni che altrimenti farei fatica a provare, allora è una cosa positiva, e in questa fase, siamo in un ritorno al principio, godendo di possibilità che altrimenti non avremmo.

Il logo del TEDx, Licensee TEDxTreviso

Sono passate tre edizioni del TEDxTreviso, con una in sospeso per il prossimo autunno di cui non parleremo ora, riconoscendo invece a questa Brightest Hour, l’essere proprio una figlia dell’evento TED, quando attorno ad un tema si raccolgono diversi ospiti e i loro vari ambiti di provenienza. Qui, però, il tema non è scelto dal team, ma dalla situazione. E allora, ti saresti mai aspettato qualcosa del genere? Il percorso fin qui svolto, vi ha permesso di arrivare più preparati?

Se per un osservatore esterno, la forza del TED è l’organizzazione di un evento, credo invece, che sia in una situazione di emergenza, che si manifesta lo spirito principale del TED: una community che cerca di diffondere idee di valore. Anche se oggi, il tema scelto è richiesto dall’attualità, penso però che questa rubrica abbia fatto emergere ugualmente un’idea di community, di squadra, per cui tutte le persone del team si stanno adoperando per contribuire. 

Per esempio, mi è piaciuto che si sia parlato di disturbi del comportamento alimentare, aggiungendo poi un focus particolare anche sulle violenze domestiche. Insomma, tutta una serie di tematiche legate alla quotidianità, che talvolta, non sono quelle più battute dai media tradizionali. Cerchiamo di approfondire anche un aspetto umano per entrare nella vita di tante persone, che stanno vedendo cambiare tante cose, e con queste, le loro prospettive.

Cosa ha confermato le tue idee?

Di natura sono un ottimista e credo che dietro al successo, in qualsiasi campo, ci sia sempre un pensiero e dei valori. 

Il fatto di avere avuto come ospiti degli speaker eccellenze nel loro campo, e che abbiano fatto emergere il lato umano e il bisogno di trovare un senso a questa crisi, mi ha confermato l’umanità dietro al successo. Quello che fa il valore aggiunto, è il senso che dai al tuo operare quotidiano. Questa è stata la conferma.

Cosa ti ha stupito?

Sia la risposta degli speaker e la loro disponibilità, che testimonia il loro sentirsi sempre portatori di valori, che la reazione delle persone che ci hanno ascoltato, apprezzando anche la trasversalità dei temi affrontati.

Il team del TEDxTreviso, Licensee TEDxTreviso

Si concluderà Brightest Hour? E come?

All’inizio si voleva concludere il 03 aprile, che ritenevamo essere una data simbolica. Al momento, però, andiamo ancora avanti, e lunedì 06 aprile avremo la disponibilità di Roberta Villa, un grande onore averla come ospite. 

Poi? Se ci sarà disponibilità e voglia, l’ora di luce, quella più luminosa, ci sarà. Finché abbiamo fiato, noi vogliamo dare il nostro contributo.

E così, pur dovendo adattarci a nuovi spazi, trasportandoci sempre più online, è bene ricordare che dietro e dentro tutto questo c’è umanità e fiducia. E una community, è il luogo migliore dove crescono questi valori.

 

 

 

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