di Simona Del Re

“Un incubatore culturale” è questa la definizione del progetto che da pochi giorni arricchisce Milano di un luogo in più in cui poter respirare musica, letteratura e arte. Il suo nome, “Germi-Luogo di contaminazione”, ricorda almeno in parte l’album e l’omonima canzone degli Afterhours, che dietro un testo apparentemente difficile, nasconde un mondo bellissimo da scoprire. E proprio come quel testo, l’obiettivo del progetto è rimasto nascosto fino a poco prima dell’apertura, quando finalmente è stato svelato al pubblico incuriosito dai post sui social network.

L’idea partorita dal frontman degli Aferthours Manuel Agnelli, il violinista e polistrumentista della band Rodrigo D’Erasmo, Francesca Risi e Gianluca Segale, ha visto la luce il 6 marzo a Milano in via Cicco Simonetta 14/A. L’ingresso a Germi è riservato ai soci e per partecipare agli eventi in programma, tra cui l’inaugurazione, bisogna dotarsi di una tessera ACSI. Quest’ultimo evento è stato raccontato attraverso un video su Instagram, che ha come colonna sonora la canzone Germi e in cui si può dare uno sguardo veloce all’interno dello spazio culturale. Il locale non delude le aspettative: luci soffuse, un pianoforte, un juke-box, un piccolo palco per gli eventi, un bar dove poter sorseggiare un cocktail o un bicchiere di vino e librerie che non hanno niente a che fare con gli scaffali asettici trovati in quelle commerciali.

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I quattro ideatori del progetto vengono da background diversi e da esperienze artistiche e personali che hanno come denominatore comune l’arte e la voglia di condividerla. Manuel Agnelli, già con il programma televisivo “Ossigeno” andato in onda su Rai3 l’anno scorso, aveva provato ad offrire al pubblico un’idea di arte molto trasversale. Nel programma non si parlava solo di musica, ma grazie anche agli ospiti intervenuti, si discuteva di letteratura e storia dell’arte con personalità del calibro di Paolo Giordano e Claudio Strinati. Lo spettacolo in tv era andato molto bene e il mezzo sicuramente facilitava il tutto. Ma una domanda sorge spontanea: è importante aprire un contenitore culturale fisico in questo periodo? Probabilmente i quattro ideatori avranno risposto a questa domanda con un grande sì e questa volta non è quello dato da Manuel Agnelli agli aspiranti cantanti di X Factor. La descrizione sulla pagina web da poco creata, rende benissimo questa idea: “Germi è una realtà che nasce dalla passione e dalla necessità di creare un luogo che dia spazio a 360 gradi alla cultura creando connessioni e visioni capaci di unire mondi differenti”. Uno di questi mondi è la lettura. Germi sarà prima di tutto una libreria tematica in cui i testi scelti sono svincolati dalle leggi di mercato, al fine di favorire l’editoria indipendente. Insieme a questi libri, Germi offrirà dalle biografie alle storie di musicisti e band, fino ad arrivare a una saggistica simbolo dell’editoria musicale.

Germi. Ph. Andrea Nicotra

Alla voce “libreria” sul sito, troviamo un piccolo vademecum sulla selezione dei libri. Parte integrante della proposta arriva dalla libreria personale di Francesca Risi, che infatti nella sua particolare descrizione del progetto afferma: “Sullo scaffale a destra ci sono i libri di narrativa, li ho scelti io. Sono tutti i miei Germi, sacri e potentissimi. Buoni e cattivi. Vitali e necessari per me. Ma c’è un sacco di spazio: suggerite, consigliate, prego. Facciamo uno scambio, una contaminazione reciproca”. La catalogazione, in linea con il carattere alternativo del contenitore culturale, non è convenzionale. Limonov, come ha dichiarato Gianluca Segale, non si troverà nello scaffale della narrativa ma molto probabilmente in quello del Punk/Hardcore.

Altra protagonista di questo neonato spazio culturale sarà la musica, ma con due personaggi come Agnelli e D’Erasmo non avrebbe potuto essere altrimenti. I due componenti di uno dei gruppi rock più amato d’Italia hanno scelto per il pubblico una proposta musicale molto ampia. Questa proposta si riflette in collaborazioni di spessore, come quella con la collana discografica su abbonamento di musica anti-classica 1940 e in un programma che gli stessi artisti hanno chiamato “schizofrenico”. Definito così dai creatori del progetto perché non vuole chiudersi in uno steccato di genere con regole prestabilite, ma vuole diventare un luogo in cui le discipline si contaminano tra loro.

Fonte: www.germildc.it

Già dal giorno dopo l’inaugurazione il programma dimostra di essere all’altezza delle aspettative e della definizione attribuitagli. Il primo evento “Di che germi abbiamo bisogno” è uno incontro musicale con due dei quattro ideatori del progetto, che a breve porteranno in giro per l’Italia uno spettacolo che vede un Manuel solista, accompagnato dal poliedrico musicista D’Erasmo. Ma il programma “schizofrenico” non finisce qui. Si va da nomi appartenenti all’ambiente musicale come Ghemon, Cabeki e Ooopopoiooo, fino ad arrivare a nomi di spicco di altri ambiti dell’arte come Gipi, noto fumettista, illustratore e regista italiano. La contaminazione, che sembra essere una delle parole chiave del progetto, vuole rendere partecipe anche il quartiere in cui è nato questo incubatore culturale. L’obiettivo, infatti, è quello di coinvolgere chi vive e lavora in zona Navigli e creare una sinergia non solo con quella zona, ma anche con una Milano che a detta di Manuel Agnelli sta diventando realmente “nuova”, inclusiva e aperta verso l’esterno. Non solo la grande metropoli è pronta a farsi “contaminare”, ma anche tutti coloro che entreranno in questo mondo di arte a 360 gradi.

Per maggiori informazioni e per restare sempre aggiornati visitate il sito web ufficiale: www.germildc.it