Per una volta sono gli esseri umani a donare un’altra vita ai libri, ricambiando il regalo che i meravigliosi volumi ci fanno da sempre: la possibilità di vivere un’altra vita attraverso le loro pagine.

Questo il destino di circa cinquecento volumi della Libreria Acqua Alta di Venezia, rimasti vittime dell’“acqua granda” dello scorso novembre, ma che vivranno una seconda vita, altrettanto artistica alla prima.

La libreria Acqua Alta è tra le più celebri e visitate al mondo grazie al suo arredamento particolare, perfettamente in linea con lo stile veneziano: migliaia di libri sono, infatti, ospitati e accolti tra gondole e barche trasformate in scaffali.

I 187 cm di alta marea del 12 novembre scorso però hanno costretto i proprietari della libreria a destinare al macero dodicimila volumi: un’idea insostenibile per Maria Vittoria Miccoli Minarelli, ventiduenne bolognese, studentessa all’Istituto Europeo di Design di Milano.

La libreria Acqua Alta inondata dall’alta marea, © Paolo Miccoli – pagina Facebook IED Milano

La studentessa, amante dei libri e già protagonista di iniziative simili, scossa dalle immagini e dai video dei libri inzuppati, è rimasta ulteriormente turbata nell’apprendere delle sorti della libreria Acqua Alta che conosce bene. Così, alla vista di quei libri rovinati le è venuta l’idea di salvarli trasformandoli in opere d’arte, proprio come quelli appesi nella sua casa di Bologna. Lo step successivo è stato quello di chiedere aiuto a due colleghe universitarie, Ambre Carladous e Anna Carera. Grazie al supporto e l’incoraggiamento del professore di Graphic Design Giuseppe Liuzzo, le tre ragazze si sono dunque recate da Milano a Venezia a recuperare i libri inzuppati. Si sa: i viaggi per mare (specie letterari) possono essere lunghi e perigliosi ma le studentesse hanno ricevuto tutto l’aiuto necessario. Amici, parenti, giovani veneziani insieme alle tre sono riusciti a recuperare ben cinquecento volumi e a portarli allo IED a Milano.

© Carola Carera – pagina Facebook IED Milano.

E da qui scatta l’operazione “Libri Controcorrente”, perché se il nomen omen (un nome, un destino) è stato valido per la Libreria Acqua Alta, lo sarà per questi libri fuori dal comune che da qui in poi prenderanno un diverso aspetto e una nuova vita.

I colleghi del corso di Graphic Design, gli altri studenti dello IED e alcuni artisti di Bologna hanno risposto con entusiasmo alla richiesta d’aiuto lanciata dal mare veneziano. Quasi tutti i libri sono stati adottati e trasformati in opere artistiche originali: c’è il libro/mini-serra “Coltiva la cultura”, le barchette veneziane, le lampadine “I condottieri” con i paralumi fatti di pagine, piccole sculture di carta, un quadro che recita “Be Brave”, realizzato con alcuni numeri di Topolino da Anna Carera: insomma, le idee e la solidarietà hanno preso molte forme per aiutare Venezia e i libri danneggiati.

Queste opere particolari, rinate dalle acque a nuova vita ancora più forti, come fenici insolite e particolari, sono ora all’asta fino al 9 febbraio sulla piattaforma 32 auctions: l’obiettivo è raccogliere 20mila euro a favore della Fondazione Querini Stampalia, la cui biblioteca è stata gravemente danneggiata in seguito all’alta marea.

Il libro diventato una piccola serra, © Arterivista.it

A marzo poi saranno esposte in vetrina nell’antica libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele a Milano.

Fonte immagini: pagina Facebook IED Milano, Arterivista.it
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