di Eleonora Aureli

Magic Carpets è una piattaforma cofinanziata da Creative Europe Programme, il programma della Commissione Europea per il sostegno ai settori della cultura e dell’audiovisivo. Il progetto, dispiegato su quattro anni, è stato ideato da Benedetta Carpi De Resmini. Il nome è un riferimento alle note fiabe de Le Mille e una Notte e all’idea del tappeto magico o volante, “dispositivo fantastico” per viaggiare in tutto il mondo in un batter d’occhio.

Locandina Magic Carpets 3 Italia
Fonte: @account Facebook di Latitudo- Art Projects

La creatività e l’immaginazione di Scheherazade, usate nel raccontare storie per intrigare e coinvolgere il marito, diventano qui una convincente metafora del potere della cultura, di trasformare la sfiducia e il confronto in dialogo interculturale, comprensione reciproca, rispetto e persino amore. Il progetto unisce quindici partner europei. Magic Carpets mira a coltivare un senso di appartenenza. Un luogo dove le persone, al di là del proprio paese d’origine, potranno creare una rete.

Aprire nuove porte

Uno dei principali obiettivi, infatti, è riuscire a far conoscere ad un pubblico ampio ed internazionale giovani talenti emergenti che ogni anno saranno chiamati a confrontarsi con le diverse identità locali attraverso progetti di residenza. Ogni anno per l’intera durata del progetto, gli artisti coinvolti saranno selezionati attraverso una open call e ciascun partner della piattaforma selezionerà ogni anno due artisti emergenti. Gli artisti selezionati verranno invitati a portare avanti una ricerca che possa coinvolgere comunità locali; al termine di ciascuna residenza verranno invitati a realizzare un progetto site-specific.

Opera di Sara Basta, fotografia di Luis do Rosario
Fonte: @comunicato stampa Magic Carpets 3

Gli anni precendenti

Il tema scelto per il primo anno di Magic Carpets Italia è stato “The Others” (L’Altro, lo Straniero) e le prime due artiste, invitate dalla curatrice Giulia Pardini (Latitudo) a confrontarsi sulla tematica della migrazione, sono state Hrvoslava Brkušić (Croazia 1982) e Melanie Garland (Cile 1988). Le due artiste hanno lavorato al senso di non appartenenza che connota ciascuno di noi ed in particolare i giovani di oggi.

La mostra, ospitata da AlbumArte dal 17 al 21 Settembre 2018, è stata dedicata ai lavori realizzati durante il soggiorno romano delle due artiste. Le opere sono costruite intorno alla simbologia del non-luogo, della casa che non ci appartiene. Al centro tutti coloro che migrano, che si spostano dai propri luoghi di origine, cercando fortuna e una nuova vita altrove. Una lunga timeline racconta attraverso le fotografie di Luis Do Rosario. Il fotografo ha seguito le artiste durante il loro periodo di residenza a Roma, testimoniando fedelmente la loro ricerca, i loro incontri, riuscendo, tramite scatti fotografici, a darci l’idea del loro viaggio in Italia.

Ragazzi, Corviale, fotografia di Joudele
Fonte: @comunicato stampa Magic Carpets

Per il secondo anno il tema scelto è stato, nello specifico, quello della gentrificazione e il titolo di questa edizione “Flowing Cities” (Città galleggianti). Gli artisti chiamati a lavorare sul processo di trasformazione di alcune aree urbane ai margini della Capitale, in stretto rapporto con le comunità locali sono stati Yves Mettler, da Berlino, e Patricia Geraldes, da Porto.

In particolare Latitudo si è concentrata sui quartieri di Corviale e Laurentino 38, due complessi residenziali progettati a Roma negli anni ‘70 sulla spinta delle grandi sperimentazioni architettoniche del dopoguerra. In questi grandi centri periferici, isole di cemento, privi di servizi e separati dalla città è iniziato un cambiamento. Coinvolta è l’identità urbanistica e il tessuto sociale, stimolato da nuove forme di partecipazione comunitaria.

Il terzo anno: La Fantastica

Sono Sara Basta (Roma), John Cascone (Cheltenham) e Mykolas Juodele (Vilnius), invece, gli artisti invitati per “La Fantastica”. In questa terza edizione si è cercato di far emergere la creatività individuale e collettiva attraverso una serie di iniziative che hanno fatto nascere nuove visioni urbane e nuove storie quotidiane, puntando lo sguardo verso il futuro. Adolescenti, bambini e anziani sono stati protagonisti insieme agli artisti, sotto la guida curatoriale della giovane Giulia Pardini. A far da cornice all’evento sarà un coloratissimo festival per le strade del Trullo, che si svolgerà tra il 30 settembre e il 2 ottobre 2020, nel pieno rispetto delle norme sanitarie vigenti.

Bambini, Corviale
Fonte: @account Facebook di Latitudo

A ispirare e dare impulso a questo progetto sono stati due romanzi: “Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini e “La torta in cielo” di Gianni Rodari. Filo conduttore, dunque, è da ritrovarsi sia nella metodologia di Rodari che invita a sperimentare e, altresì, a sbagliare. Si tratta di passare attraverso l’invenzione di storie, anche nella viva, popolare e dinamica periferia su cui pone l’accento Pasolini. Sono stati gli artisti, però, a creare un legame, una relazione salda ed empatica. Gli abitanti del Trullo e del Corviale sono diventati i protagonisti assoluti e hanno lavorato a stretto contatto con Basta, Cascone e Joudele.

Uno sguardo ai quartieri

L’obbiettivo che si è cercato di raggiungere è stato quello di inventare nuove immagini e nuove storie. Uno specchio del reale vissuto dei quartieri e lasciar immaginare nuove forme di convivenza. In particolare, Sara Basta e John Cascone hanno lavorato al Trullo realizzando laboratori incentrati rispettivamente sulla tecnica del ricamo e della scrittura, muovendo le fila da ‘La Grammatica della Fantasia’ di Gianni Rodari. Si sono trovati davanti una comunità locale coinvolgente, volenterosa, col desiderio di scoprire e mettersi alla prova, nonostante il periodo di emergenza. Lo stesso clima l’ha riscontrato Mykolas Juodele, fotografo lituano, che ha sviluppato il progetto fotografico a Corviale che si ispira a ‘Ragazzi di Vita’ di Pier Paolo Pasolini. In quel quartiere è andato alla ricerca di soggetti da fotografare, incontrando giovanissimi con la voglia di parlare e di aprirsi.

Riscoperta e valorizzazione

L’edizione di quest’anno ha portato inevitabilmente a tracciare un ritratto di quest’angolo di Roma: il Trullo. I tre artisti ci aiutano a riscoprire queste zone, autentiche e particolari. Il Trullo fu oggetto di attenzione dello stesso Rodari che nel 1966 scrisse la “Torta in Cielo”. Un’astronave tutt’altro che aliena atterrata sul Monte Cucco, i cui bambini della borgata condivideranno con tutti i bambini di Roma. Anche Pier Paolo Pasolini si soffermò a lungo in queste zone che facevano parte dell’Agro romano e in cui lo scrittore di Casarsa girò alcune scene del rinomato film Uccellacci e Uccellini. Così, con tre artisti molto diversi tra loro, si va alla scoperta di questi luoghi. Con loro ripercorriamo nuove storie, nuove avventure con in filigrana le immagini e i racconti di Rodari e Pasolini.

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