Quella contro le discriminazioni di genere è una delle lotte più forti, necessarie e complicate che la società è chiamata a portare avanti. Ci sono innumerevoli modi tramite cui ognuno sceglie di schierarsi contro differenze e disparità. Uno di questi è il progetto digitale del collettivo Le Ortique, che si affaccia al web con una precisa intenzione: restituire voce a quelle artiste dimenticate o alle quali non è stata mai data una possibilità.

Logo Le Ortique blog

Logo “Le Ortique” Credits: @Ufficio Stampa Alessandra Trevisan

PREMESSA

Schiacciate dalla storia, dal corso incontrollato degli eventi, dall’affermarsi dei canoni e dall’accentramento dei poteri costituiti, molte artiste donne non sono riuscite a essere realmente protagoniste del loro tempo. Il manifesto de Le Ortique dichiara apertamente di ripensare proprio a loro. Ripensare a tutte quelle protagoniste mancate – artiste, scrittrici, poete – che per diverse ragioni non sono riuscite a vivere e sopravvivere al loro tempo. Le loro visioni, il loro immaginario, la loro poetica risuonano ancora di significato e sarebbe davvero imperdonabile dimenticarle nel silenzio degli archivi, lasciandole ancora una volta senza volto e senza voce.

CHI SONO “LE ORTIQUE”?

Le 9 autrici, studiose e traduttrici che lo fondano, formano un gruppo di poete (così si definiscono), scrittrici e studiose contemporanee che hanno deciso di riunirsi per approfondire, creare, ricercare, discutere. Hanno tutte esperienze di vita, di studio e background differenti. Ognuna viene da luoghi diversi e ha sperimentato l’attivismo in letteratura o in altro ambito senza mai partecipare a un collettivo di artiste come quello odierno. Ciò che le unisce è il credere che siano molte le voci delle artiste donne dimenticate che meritino uno spazio e un’occasione di approfondimento. Troppo spesso, voci autorevoli e di pregio sono state soppresse, silenziate, isolate, messe a tacere, imperdonabilmente consegnate all’oblio. La missione del progetto vuole essere questa: dare loro una seconda possibilità di vita, una seconda voce. L’intento è quello di divulgare e comunicare senza rinunciare all’essenzialità della parola.

Le 9 autrici del progetto “Le Ortique” Credits: @Ufficio Stampa Alessandra Trevisan

MISSION

Il gruppo fa consonanza nel nome con quelle erbe in grado di dare prudore e disturbo, “le ortiche”, che si apparentano alla voce delle donne nei secoli: calpestata, oppressa, rigettata, eppure spontanea, viva e pungente. Riportare in primo piano le artiste rimaste agli estremi di un discorso ufficiale; comunicare ciò che hanno fatto attraverso formule nuove, a più mani e insieme. Ricercare i testi o le opere di scrittrici, poete, giornaliste, artiste visive che nella storia delle rispettive arti – o all’intersezione di più d’una – non hanno avuto credito e riconoscimento dall’ambiente circostante rimanendo, purtroppo, in secondo, terzo, quarto piano e fuori fuoco. Ecco la mission del progetto.

DICHIARAZIONI

Viviana Fiorentino e Alessandra Trevisan, che hanno dato avvio all’iniziativa, affermano:

«Abbiamo iniziato a pensare a questo progetto nell’autunno del 2018. Entrambe sentivamo di voler fare qualcosa per scavare dove il femminile manca ancora, come già nelle nostre ricerche facciamo. Ci siamo ispirate al denso progetto “Fired! Irish Women Poets and the Canon”, un gruppo di artiste e ricercatrici che si batte per l’inserimento delle scrittrici nel canone nazionale.

Il progetto è nato in questi ultimi mesi con entusiasmo e tempo per interagire e costruire. Nel nostro gruppo Le Ortique abbiamo tutte una formazione umanistica; siamo lettrici attente, curiose e audaci. Alcune di noi hanno diverse pubblicazioni alle spalle. C’è chi si occupa di musica come performer o di arte, con collage e altre forme. Siamo attive su diversi fronti, anche in progetti scolastici, e come attiviste collaboriamo a progetti di cittadinanza attiva. Ci riconosciamo in un senso di comunità e inclusione che fa parte delle nostre vicende personali: quel riportare tutto al centro, per indagare e diffondere. Abbiamo pensato di farlo servendoci di ciò che sappiamo fare meglio e che ci compete, delle nostre qualità singolari e plurali, unendo linguaggi e generi, mischiando e sperimentando anche. Ci interessano proprio quelle voci lasciate anonime dall’oggi e ci piacciono le scoperte impreviste, per dare diffusione ad artist* e a studios* che lavorano per il valore di queste artiste.

Vogliamo essere “oblique” come il nome Le Ortique, che rimanda fuori da un ordine imposto ma anche alla scoperta imprevista. La nostra cifra è l’apporto singolare di ognuna e come questo interagisce con il pubblico.»

APPUNTAMENTI

Per il lancio del progetto, a luglio, verrà organizzato un open mic online sulla propria pagina Facebook in cui, chi lo desidera, è chiamato a leggere il testo di un’autrice dimenticata o a presentare in 5 minuti un’opera d’arte, una canzone o altro. Per prenotarsi basterà inviare un messaggio alla pagina stessa.

[Immagine di copertina: Ortica. Credits artscult.com]
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