di Gerardo Iannacci

Alessandro Calizza è un artista che a Roma non ha bisogno di troppe presentazioni, è quasi un decennio che grazie ad opere intrise di una riflessione diretta alla difesa dei diritti, della libertà, d’espressione e del singolo, si muove tra esposizioni sia su territorio nazionale che internazionale. La sua critica sociale è fatta di tele spregiudicate, che veicolano forti messaggi. Il ‘Pantheon’ delle opere del romano Calizza è composto da figure d’arte classica, strutture in equilibrio precario e messaggi alla Carpenter. Metonimia del nostro mondo, ci gridano la loro disperazione di fronte a tempi contemporanei che cercano di privarle della vita e difatti riguardano soggetti a volte immobilizzati, smembrati. La volontà di queste immagini è quella di farci notare cosa stia succedendo alla nostra società occidentale, spingerci attraverso l’ironia a una riflessione conseguente alla visione del terrificante, che potrebbe essere dietro l’angolo. Stile che dalla critica è stato a lungo definito come “pop surreale”, denuncia a pieni polmoni i valori degradanti perpetrati dal sistema in cui viviamo oggi. L’artista, nato a Roma il 18 dicembre di 36 anni fa, ogni anno organizza un evento in concomitanza con il suo compleanno a base di musica, cibo, bevande e arte: Birthday Art Work release.

SMILE AND SAY THANKS, acrilico spray e carboncino su tela,2018
Credits: @Alessandro Calizza

Birthday Art Work release: organizzare un open studio in concomitanza col tuo compleanno, come ti è venuta l’idea, e ci vuoi parlare della serata in generale?

Quest’anno l’evento è stato organizzato per inaugurare i nostri nuovi studi; infatti ad oggi ad avere lo studio in via dei Lucani 18 siamo io, Lulu Nuti e Luca Grimaldi in uno spazio condiviso; Valeria Vecellio e Brunello Terracino con lo spazio de ‘La Stanza’ ed è da poco arrivato anche Alessandro Giannì. C’è poi il ‘Laboratorio di Alessandro e Renzo’ e, anche se pochi metri più avanti, il nuovo studio di Alessandro Vasari. Alla serata si è aggiunto anche lo scultore Otello Scatolini che lavora a via dei Lucani 4. Ogni anno in questa occasione, giocando con la data del mio compleanno e con la mia età, realizzo delle opere che esclusivamente per quella sera si possono acquistare a prezzi irrisori. Non sempre ci si può permettere di avere un’opera che si vorrebbe e mi piace pensare che così chiunque abbia la possibilità di portarsi a casa un originale; spero sia un modo di avvicinare la gente (soprattutto i giovani) all’arte ed al collezionismo, e di condividere il mio lavoro con quante più persone possibile. Anche perché, se da un lato è vero che i costi delle opere sono a volte proibitivi, dall’altro credo sia spesso un problema culturale: per un telefono, una borsa o un anello infatti a volte si possono spendere 1000 o 2000 euro senza pensarci troppo. Invece per un disegno, una tela, una foto od una generica opera d’arte molti non spenderebbero nemmeno un decimo di quella cifra. Inoltre ci sono realtà come quella del Festival CRACK o dell’ Indipendent Artist Market ad esempio, dove si trovano artisti incredibilmente bravi che vendono le loro opere a cifre che si spendono in una sera a cena.

Il nome dell’opera che all’evento era in vendita in copie di cartonlegno: cosa vuoi comunicare con questo titolo?

Quest’anno l’opera proposta per l’occasione è stata ‘FREEDOMKILLS’, un multiplo di 40 cm per 60 realizzato a stencil su cartonlegno in 36 esemplari (come gli anni compiuti) e venduto al 18% del suo valore di mercato (18 come il giorno in cui sono nato). Il tema della libertà è sicuramente tra quelli che più caratterizzano la mia ricerca e la mia poetica. La ‘libertà uccide’ è un concetto che può portare la riflessione in numerose direzioni differenti. Sarà chi guarda, in questo caso chi legge l’opera, a darle un’accezione più precisa. Ogni persona con cui mi sono confrontato a riguardo mi ha dato un’interpretazione differente dalle altre, aggiungendo alla mia suggestione la propria sensibilità, il proprio vissuto e la propria visione della realtà; è proprio quello che vorrei accadesse con ogni mio lavoro.

“La Stanza” Valeria Vecellio e Brunello Terracino
Credits: @Gerardo Iannacci

Mi sento di dire che con la tua presenza nel quartiere a San Lorenzo c’è più arte e meno degrado, ci vuoi dire qualcosa a riguardo del tuo nuovo studio?

Ho lo studio a San Lorenzo già da 8 anni, questo per l’esattezza è il quarto studio che cambio. Per me è naturale cercare di rendere la realtà che vivo quanto più simile a quella che vorrei, e credo che l’arte e la cultura siano due strumenti davvero validi per provarci. Inoltre amo il confronto e lo scambio con altri artisti e quindi appena arrivato ho subito cercato di far convergere quante più energie possibili sul quartiere. Sono stato il primo a prendere lo studio dove sono attualmente, oggi siamo sette. Ho sempre cercato ogni opportunità utile per dar vita a relazioni e situazioni quanto più valide e feconde possibili. A San Lorenzo gli spazi si liberano e riaffittano in fretta e vivendo quotidianamente il quartiere ho avuto l’occasione di riuscire ad aiutare almeno una decina di amici artisti a trovare uno spazio in cui lavorare. Via dei Lucani inoltre è particolarmente significativa per capire quanto luoghi degradati e abbandonati possano essere recuperati attraverso l’arte e la cultura. A breve poi vedrà finalmente la luce il progetto Sa.L.A.D– San Lorenzo Art District, che sto realizzando con il curatore Tommaso Zijno e grazie al prezioso sostegno del MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza. Si tratta di una mappatura di tutti gli studi e le gallerie del quartiere che darà modo a chiunque di rendersi immediatamente conto di quanto questo territorio sia oggi il quartiere degli artistidi Roma. È prevista una conferenza stampa ad aprile per presentare il progetto, mettere on-line il sito e raccontare al pubblico Sa.L.A.D.

Hai in mente future esposizioni o progetti di qualsiasi genere?

Il 17 marzo si terrà a Roma la mia prossima esposizione personale presso la Fondazione Besso, grazie all’invito ricevuto da Marta Bandini ed Elettra Bottazzi della Parione9. Per la prima volta a Roma presenterò in maniera strutturata il ciclo di opere della serie ‘Oh Sheet! e il contesto non poteva essere migliore. Inoltre stiamo ragionando su una collaborazione con lo spazio Recherche fondato da Vittoria Faro che si concretizzerà in un progetto site specific ad aprile. A novembre poi tornerò con una personale da esporre a Terni presso la Galleria Canovaccio. Ho già in calendario anche delle mostre all’estero e delle residenze d’artista che stiamo definendo proprio in questo periodo. Posso dire che sono entusiasta perché si prospetta un 2020/2021 davvero ricco di impegni.

DANCE STUPID PUPPET DANCE, 280×230, acrilico spray, acrilico e carboncino su tela, 2018
Credits: @Alessandro Calizza

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English version

Alessandro Calizza is an artist who is very well-known in Rome, it is almost a decade that thanks to works imbued with a reflection directed to the defense of the rights of freedom of expression and speech, he has done exhibitions both in Italy and abroad. His social criticism is made up of works of art which convey strong messages. The ‘Pantheon’ of the works of art of the roman artist is composed of classical art figures, precariously balanced structures and Carpenter-style messages. Metonymy of our World, they cry out to us their desperation in the face of contemporary times that try to deprive them of life and in fact we talk about subjects sometimes immobilized and dismembered. The will of these images is to make us notice what is happening to our western society, to move us thanks to irony to a reflection consequent to the vision of the terrifying, who could just be awaiting around the corner. Its style has long been defined by critics as surreal pop, it denounces the degrading values ​​perpetrated by the system in which we live today. The artist born in Rome on December 18th 36 years ago every year organizes an event next to his birthday date full of music, food, drinks and art: Birthday Art Work release.

Birthday Art Work release: you organized an open studio night a few days before your birthday, how did you come up with the idea, and do you wish to talk about the event in general?

This year the event was organized to inaugurate our new studios; in fact, to date Lulu Nuti, Luca Grimaldi and me have a studio in Lucani street 18 in a shared space; Valeria Vecellio and Brunello Terracino are here with the space of ‘La Stanza’ (the room) and Alessandro Giannì has also just arrived, then there is the ‘Art laboratory of Alessandro and Renzo’ and, even if a few meters distant, there is the new studio of Alessandro Vasari. The evening was also joined by the sculptor Otello Scatolini, who works in Lucani street 4. Every year on this occasion, playing with the numbers of my birthday date and age I create works that can be bought at ridiculously low prices only for that evening. People cannot always afford to get a work of art of their liking and I like to think that doing this anyone has the opportunity to take home an original; I hope it is a way of bringing people (especially young ones) closer to art and the art market, and to share my work with as many people as possible. Also because, if on the one hand it is true that the prices of works of art are sometimes prohibitive, on the other hand I think it often is a cultural problem: for a smartphone, a bag or a ring in fact sometimes people can spend 1000 or 2000 euros without thinking about it too much. Instead for a drawing, a portrait, a photo or a generic work of art, many would not spend even one tenth of that sum. In addition, there are realities such as that of the CRACK Festival or the Indipendent Artist Market for example, where there are incredibly good artists who sell their works of art for the same amount of money that can be spent one night out at dinner.

Stoned, 40×60, acrilico spray e carboncino su tela, 2018
Credits: @Alessandro Calizza

 

The name of the work of art that was on sale in cardboard copies at the event: what do you wish to communicate with that?

This year the work of art proposed for the occasion was ‘FREEDOMKILLS’, a multiple of 40 cm x 60 cm stenciled on cardboard in 36 copies (like the years I have lived) and sold at 18% of its market value (18 as the day I was born). The theme of freedom is certainly among those that most characterize my research and poetics. ‘Freedom kills’ is a concept that can bring reflection in many different directions. It will be the viewer, in this case ‘the reader’ that will give to that a more precise meaning. Each person I have dealt with in these regards has given me a different interpretation, adding to my suggestions their sensitivity, their experience and their vision of reality; that is exactly what I would like to happen with all the Art I produce.

I feel like saying that with your presence in the neighbourhood of San Lorenzo there is more art and less civil degradation: can you tell us something about your new studio?

I have been in San Lorenzo for 8 years, this is exactly the fourth study that I am changing. For me it is natural to try to make the reality that I live as similar as the one I would like to live as much as possible, and I believe that art and culture are two solid tools to do so, I also love the interaction with other artists and therefore as soon as I arrived in the area I immediately tried to bring together as many artists as I could over here. I was the first to have an art studio where I currently am, today around here there is me and other 6 artists. I have always looked for every useful opportunity to give birth to artistic relationships and situations that would turn to be as fruitful as possible. In San Lorenzo the spaces are rented out quickly and daily living the neighbourhood I had the opportunity to be able to help at least a dozen artist friends in finding a space to work in. Lucani street is also particularly significant in understanding how degraded and abandoned places can be recovered through art and culture.  The Sa.L.A.D- San Lorenzo Art District project, which I am carrying out with the curator Tommaso Zijno and thanks to the precious support of the MLAC- Museum of Contemporary Art of La Sapienza University, will see the light soon. It consists in a mapping of all the studios and galleries in the neighbourhood that will give anyone the opportunity to immediately realize how much this territory is today the artists’ neighbourhood of Rome. A press conference is expected in April to present the project, put the site on-line and present Sa.L.A.D. to the public.

Do you have any exhibitions or projects of any kind in mind?

On March 17th my next personal exhibition will be held in Rome at the Besso Foundation, thanks to the invitation received by Marta Bandini and Elettra Bottazzi from Parione9. For the first time in Rome I will present the cycle of works of art called ‘Oh  Sheet! And the context couldn’t have been any better. We are also thinking about a collaboration with the Recherche space founded by Vittoria Faro which will take the form of a site specific project in April. Then in November I will return with a solo show to exhibit in Terni at the Canovaccio Gallery. I have already scheduled some exhibitions abroad and artist residences that I’m defining right now. I can say that I am thrilled because this 2020 looks very peomising.

GOOD JOB BABY!, 150×100, acrilico spray, acrilico e carboncino su tela, 2018, Credits: @Alessandro Calizza

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