Open Mic è l’abbreviazione di open microphone ovvero “microfono aperto”: abbiamo intervistato Nicole Fersko, la giovane fondatrice del collettivo Sidewalk Trento, che ha proposto questa particolare tipologia di evento nel luogo in cui vive, riscuotendo in brevissimo tempo un grande successo e generando un’onda di eventi collaterali e di collaborazioni in sinergia con altri giovani del territorio che si occupano di cultura e in particolare di poesia.

Come nasce l’iniziativa degli Open Mic?

Nel 2017, quando vivevo a Parigi, ho partecipato casualmente ad un Open Mic e ho conosciuto una giovane poetessa, Maysan Nasser, la fondatrice di Sidewalk Beirut. Quest’esperienza e questo incontro mi hanno entusiasmato così quando sono tornata a Trento, la mia città d’origine, ho condiviso l’idea con una mia cara amica, Deborah Ciccorelli, e insieme abbiamo cercato uno spazio a cui proporre questo tipo di evento: Marco Rosi di Bookique ci ha dato l’opportunità di sperimentare una serata Open Mic e così ad ottobre 2018 abbiamo iniziato quest’avventura. Non avevo idea di quanta gente sarebbe venuta né di come si sarebbe evoluta la serata: è andata molto bene perciò abbiamo deciso di fondare il collettivo Sidewalk Trento e da quel momento si sono sviluppate altre collaborazioni con alcune realtà locali che si occupano di cultura, letteratura, poesia. Abbiamo conosciuto i ragazzi di Trento Poetry Slam e insieme a loro l’appuntamento dell’Open Mic ha iniziato ad avere cadenza mensile anche grazie al sostegno e al supporto dei soci del Café de la Paix e di Elisa e Federico, i fondatori della libreria indipendente Due Punti. Ora siamo un collettivo associato a Sidewalk Beirut e il progetto sta crescendo soprattutto grazie alla collaborazione di tutte le persone del team di Sidewalk che si occupano degli aspetti fondamentali delle serate curando la comunicazione, la grafica, l’organizzazione.

Un circolo virtuoso formidabile, dunque, tra realtà del territorio che si occupano di cultura e di creatività. Ci spieghi concretamente come funziona una serata Open Mic?

Il format funziona così: si organizza una tipica serata che sembra un qualunque happy hour; durante la prima mezz’ora chi lo desidera può prenotare uno slot di 5/7 minuti e può proporre qualsiasi genere di performance, dal reading alla danza, dal monologo alla musica strumentale. Si possono presentare contenuti originali o altrui, non c’è differenza: quello che conta è il desiderio di condividere e di sperimentare, avendo il coraggio di salire sul palco. Ci sono poi delle figure di esperti che noi chiamiamo “features” che hanno la funzione di scaldare i motori dell’Open Mic: sono loro che aprono la serata e generalmente hanno un tempo di esibizione di 30 minuti, utili anche per far sì che ognuno si prepari al proprio momento e al tempo stesso dare avvio alla serata. Quindi c’è un primo giro di esibizioni a cui segue una pausa e un secondo giro. Grazie ad Open Mic sono nati dei gruppi come i Folk Trio che hanno cominciato a suonare insieme proprio in una delle nostre serate e che oggi collaborano come ospiti speciali. Questo è uno degli aspetti più importanti: la possibilità che gli artisti hanno di incontrarsi, conoscersi e creare nuove collaborazioni. In alcune particolari occasioni può esserci anche un tema o un genere privilegiato che viene introdotto proprio dai features. Ad esempio, uno dei prossimi eventi del neonato collettivo Sidewalk Bolzano avrà luogo all’interno di uno dei luoghi  più importanti della città e avrà una forte connotazione site specific.

Dunque è nato un Sidewalk anche a Bolzano? Raccontaci di più di questo evento.

Il primo Open Mic bolzanino ha avuto luogo qualche settimana fa e c’è stata grande partecipazione grazie al lavoro del Collettivo e dei collaboratori esterni. Circa un anno fa ho iniziato a lavorare come mediatrice al Museion, il Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano.  Collaborando con il team didattico è nata l’idea di portare questo format al interno del museo e in occasione dell’ICOM Day il prossimo 19 maggio si terrà un Open Mic. Tra le diverse esposizioni in corso attualmente c’è Doing Deculturalization, curata da Ilse Lafer, una mostra molto interessante che prende le mosse dagli scritti di Carla Lonzi sul concetto di “deculturalizzazione” ovvero quel processo di destrutturazione della vita, del lavoro e del linguaggio che permette di emanciparsi dalle strutture colonizzatrici del potere, soprattutto in relazione alle questioni di genere. La mostra si occupa di indagare la relazione fra arte e femminismo, a partire dagli anni Settanta fino ad oggi. Il concetto di Ilse Lafer è stato ispiratore: ci piace pensare che anche per l’Open Mic si tratti di una sorta di deculturalizzazione. Non ci sono imposizioni né divari fra pubblico e performer, non seguiamo alcuna struttura formale né tantomeno gerarchica. Le opere esposte suggeriscono un’urgenza di comunicare attraverso nuovi linguaggi e professano la libertà di espressione, gli stessi motivi generatori di un evento Open Mic. Abbiamo pensato fosse importante creare uno spazio in cui i visitatori possano esprimere ciò che pensano a riguardo attraverso la forma d’arte che più gli è congeniale e per questa special edition avremo degli interventi collegati proprio alle opere e alle artiste in mostra.

Qual è lo scopo principale di un evento Open Mic?

Il nostro obiettivo fondamentale è appunto quello di creare uno spazio libero di espressione e condivisione. Open Mic è una opportunità che chiunque può cogliere. Il nostro desiderio è quello di offrire un’occasione in cui le persone prendano l’iniziativa e possano manifestare il coraggio di esprimersi senza dover per forza passare attraverso selezioni, bandi e trafile di vario tipo. Tante persone hanno partecipato alle prime serate come uditori e con il tempo hanno trovato il coraggio di proporsi.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Il nostro sogno è che possano nascere collettivi Sidewalk in tutte le città d’Italia! Come Sidewalk Trento prossimamente parteciperemo al primo Poè Festival della Parola che avrà luogo venerdì 24 maggio alla Bookique grazie all’iniziativa e al coraggio degli operatori del Distretto Poetico di cui facciamo parte con orgoglio. Siamo davvero entusiasti di questa manifestazione che riunisce diverse realtà trentine operanti del campo della scrittura e della poesia e che permette ai cittadini di riappropriarsi degli spazi urbani rendendoli luoghi di condivisione. E in un contesto del genere non poteva non esserci un Open Mic aperto a tutti e a tutte!

Fonte immagine copertina: pagina FB Sidewalk Trento
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