di Gerardo Iannacci

Terje Isungset è un famoso jazzista norvegese che più di 20 anni fa ha avuto l’ispirazione di produrre musica dal ghiaccio: trombe, pianoforti, chitarre, flauti, tamburi, xilofoni. Nel tempo, tutti questi strumenti musicali sono stati modellati da lui, da puro ghiaccio norvegese. Terje ha iniziato a suonare le sue creazioni ghiacciate accompagnato da una voce femminile, dando persino vita a un nuovo genere musicale: la Ice Music.

Dopo qualche anno decide di organizzare un festival dove riunire molti musicisti disposti a suonare strumenti così particolari, oggetti unici che suonano ogni volta diversamente a seconda del processo di intaglio e del ghiaccio scelto per modellarli. Terje decise di chiamare questo evento Ice Music Festival Norway e di tenerlo anno dopo anno nel periodo invernale, di modo che gli strumenti potessero essere suonati senza il rischio di sciogliersi.

Per l’edizione del 2019, l’evento culturale è stato organizzato a 1222 metri di altezza a Finse, in Norvegia, anche se a causa delle anomale alte temperature il Festival non si è quasi tenuto in quel periodo: gli strumenti fatti con il ghiaccio hanno iniziato a sciogliersi e rompersi ma grazie all’esperienza maturata da Terje in Ice Music il gelido evento musicale ha comunque avuto luogo.

Terje, hai detto che il ghiaccio dell’edizione dello scorso anno di Ice Music Festival Norway suonava davvero bene, uno dei migliori suoni che tu abbia mai avuto.

Esatto, per l’edizione di Ice Music Festival Norway 2019 siamo stati estremamente fortunati con il suono degli strumenti, in passato quando ho fatto un concerto in Giappone il ghiaccio non produceva un suono ben definito, e qualche tempo fa in Canada il suono del ghiaccio era allo stesso modo molto diverso da qui. Mi piace sempre sorprendermi con suoni di ghiaccio che non avevo mai udito prima, piccoli dettagli che per me valgono tantissimo. L’anno scorso abbiamo usato del ghiaccio del lago di Finse e del ghiaccio del fiume che scorre in un altro lago, non ho considerato molto l’utilizzo del ghiaccio del ghiacciaio perché il suono non è buono come quello del ghiaccio proveniente dal lago.

Ice Music Festival Norway è stato spostato da Geilo a Finse per essere sicuri che avrebbe fatto abbastanza freddo per mantenere gli strumenti di ghiaccio, ma a febbraio 2019 le temperature sono salite vertiginosamente, stai valutando di spostare l’evento in un posto ancora più alto per l’edizione 2020?

Non credo, non possiamo semplicemente scappare dalla natura, nel 2018 nello stesso periodo qui a Finse c’erano -25 gradi, condizione ottimale per gli strumenti di ghiaccio, invece nel 2019 con temperature anche di qualche grado sopra lo zero tutti i musicisti si sono dovuti letteralmente sbrigare a suonare prima che i propri strumenti si sciogliessero.

L’anno scorso, appena 5 giorni prima dell’inizio del festival, eravamo riusciti a mettere in piedi un fantastico palco di ghiaccio, che poi si è sciolto ed è crollato a causa delle folate d’aria calda, ma siamo comunque riusciti a organizzare Ice Music Festival Norway ed è stata una vera sfida in tali circostanze. Non c’era molto che potessi fare, sinceramente non mi aspettavo una simile ondata di caldo a febbraio.

Pensi che ciò che hai vissuto sia strettamente collegato ai Cambiamenti Climatici?

Potrebbe essere così, anche se non sono in grado di rispondere correttamente a questa domanda dato che sono solo un musicista, comunque le persone che vivono qui a Finse mi hanno detto che in tempi passati faceva molto più freddo. Secondo la mia percezione posso affermare che di sicuro c’è un cambiamento climatico globale in atto, particolarmente evidente nel nord della Norvegia. L’arcipelago delle Svalbard si sta trovando a fronteggiare uno dei più drammatici sbalzi di temperatura del pianeta.

Terje, so che hai fatto anche molti concerti per portare la Ice Music a pubblici diversi, come sei stato accolto fuori dalla Norvegia?

Oh, va normalmente molto bene, ho suonato in Canada tempo fa e ho fatto il tutto esaurito, a Monaco e in Svizzera ho anche ricevuto un feedback molto incoraggiante, qui in Norvegia c’è invece meno interesse: per Ice Music Festival Norway 2019 più della maggior parte del pubblico proveniva da altri paesi, ma queste non sono lamentele, è semplicemente così.

A Monaco avevamo un congelatore dove conservare gli strumenti prima dei concerti, in Canada non ne avevamo bisogno, si mantenevano da soli per circa un’ora ed era molto meno stressante, se l’anno scorso avessimo avuto temperature inferiori allo zero a Finse sarebbe potuto essere un festival molto più rilassante, invece è diventato più impegnativo per noi dello staff.

In pratica stai diffondendo il verbo dell’Ice Music ma è un po’ complicato arrivare fino a Finse in Inverno, quindi ti chiedo: perché è difficile partecipare a un festival così bello?

Nella cittadina di Geilo per le passate edizioni il pubblico era molto più vasto, c’erano circa 400 persone presenti ad alcuni dei concerti, anche se d’altro canto quando hai un pubblico più grande diventa difficile gestire lo spettacolo, qui volevamo fare qualcosa su scala ridotta e sperimentare. Presumo che per il pubblico che arriva da molto lontano sia bello venire in un posto così speciale dove puoi vedere da vicino il ghiacciaio e gli artisti sono sempre intorno a te. Non c’è nessun altro posto dove andare nella piccola realtà di Finse, con un solo hotel, un ristorante e qualche casa, siamo come una grande famiglia quassù per i giorni di Ice Music Festival Norway.

Suonando Ice Music il risultato è imprevedibile alla fine?

Esatto, se vai a un normale Festival di musica tutti i musicisti porteranno i loro strumenti sapendo esattamente come suonano e quindi è diciamo possibile nascondersi dietro il setup del proprio strumento. Questo invece è un festival ad alto rischio con almeno dieci volte più lavoro, qui possiamo solo avere i migliori musicisti (ride), musicisti che sono in grado di gestire il rischio di suonare uno strumento sul palco che non hanno mai suonato in precedenza, fabbricandolo a partire da blocchi di puro ghiaccio prima dei concerti.

La CNN ti ha nominato il primo e unico musicista di Ice Music al mondo, ma tu rimani umile, com’è possibile?

A volte mi avventuro con una piccola barca tra due picchi di fronte a un fiordo profondo mille metri, allora di fronte a questa vista mi sento davvero piccolo, e penso che sia importante sentirsi piccoli a volte. Tutta la vita sulla Terra si basa sull’acqua che è la nostra risorsa più importante, credo che non stiamo trattando le nostre risorse molto bene, forse il ghiaccio vuole dirci qualcosa, va trattato molto delicatamente perché si rompe con estrema facilità, forse noi tutti dovremmo trattare la natura con una simile cura.

In generale, penso che gli esseri umani non siano molto importanti su questo pianeta, lo stiamo rovinando e non siamo sulla Terra da molto tempo: mentre lavoro con la Ice Music mi rendo conto che la natura decide tutto, a partire dal meteo, la qualità del ghiaccio…alla fine puoi semplicemente far parte del flusso. Ice Music è il lavoro a cui ho dedicato la mia vita, anche se io non sono così importante, sono solo un esecutore. La musica è molto più importante di me.


English version

Terje Isungset is a skilled Norwegian jazz Musician that more than 20 years ago was inspired to find a way of originating sound from Ice: Trumpets, pianos, guitars, flutes, drums, xylophones, all of these musical Instruments were shaped out of pure Norwegian Ice. He has started playing his ice creations accompanied by a female singer, giving birth to a new musical genre: Ice Music.

After some years he decided to organize a festival where to bring together many musicians whom would play such peculiar instruments, unique items that sound each time different because of the carving process and because of the ice chosen to shape them. Terje decided to name it Ice Music Festival Norway and hold it year after year in Winter Time, so that the instruments could be played without the risk for these to be melting out.

For the 2019 edition the cultural event has been held 1222 meters high in Finse, Norway, although because of abnormal warm temperatures the Festival almost didn’t happen that time around: the instruments made out of ice began to melt and crack but thanks to the experience gained by Terje the chilly Music Event still could take place.

© Gerardo Iannacci

Following, the Interview given by the Ice Musician Terje Isungset for Artwave.

Terje, you said that the ice of last year’s edition of Ice Music Festival Norway sounded really good, one of the best ice sounds you have ever had.

Exactly, for the edition of Ice Music Festival Norway 2019 we have been extremely lucky with the sound of the instruments, in the past when I did a concert in Japan the ice had almost no sound and some time ago in Canada the ice sound was also very different from here. I always like to surprise myself with icy sounds which I never heard before, small details that make it worth.

For last year’s edition we used some ice from Finse Lake and some ice from the river which streams to another lake, I didn’t consider much using ice from the glacier because the sound is not as good as the sound from the lake ice.

Ice Music Festival Norway was moved from Geilo to Finse to be sure that it would have been cold enough for the ice instruments but in February 2019 temperatures were sometimes even at plus degrees…would you consider moving the event to an even higher place?

I don’t think so, we cannot just escape from nature, in 2018 in the same period it was -25 degrees here in Finse, quite good for the ice instruments, instead in 2019 with the temperatures that high all the musicians had to play fast before the ice began to melt.

Last year just 5 days before the festival started we had the most fantastic venue and then it cracked and collapsed because of the warm wind, but still we managed to carry out the Ice Music Festival and it was quite amazing in such circumstances. There was nothing more I could do, frankly I wasn’t expecting such a heat wave in February, it was out of my hands.

Do you think that what you have experienced was connected to Climate Change?

It might be so, although I cannot properly answer this question, me just being a musician, people living here in Finse told me that it wasn’t like these back in the days but way colder. From my own experience I can tell that for sure there is a global climate change in act, expecially noticeable up north in Norway, if you go to the Svalbard archipelago you’ll get to experience one of the most dramatic temperature shifts in the whole World.

© Gerardo Iannacci

I know that you have been doing also lots of concerts delivering Ice Music to many different audiences, how were you welcomed out of Norway?

Oh it goes normally very well, I played in Canada some time ago and it was sold out, in Munich and in Switzerland also we received a very encouraging feedback, here in Norway there’s less interest instead: for Ice Music Festival 2019 most of the audience came from other countries, still I have no complaints, this is just how it is.

When in Munich we had a freezer where to store the ice instruments before the concerts, in Canada we didn’t need it, they kept in shape for one hour or so and it was very less stressful, if last year we had temperatures below zero in Finse it could have been a much more relaxing festival, instead it got more challenging.

© Gerardo Iannacci

It feels like as a musician you’re spreading the Ice Music word but it’s a little hard to get all the way up to Finse in Winter, why is it hard to participate in such a beautiful Festival?

Back in Geilo for past editions the audience was much bigger, there were around 400 hundreds people for some of the concerts although when you have a bigger audience is harder to handle the show, here we wanted to deliver it in a smaller scale and experiment again. I assume also for the audience that arrives from far away it’s nice to come to such a special place where you can see the glacier from up close and everyone is kept together with the artists always around you. There’s nowhere else to go in the small reality of Finse, with only one hotel, one restaurant and a bunch of houses we are like a big family up here.

So while playing Ice Music the result on stage is really unpredictable in the end?

Exactly, if you go to a normal Music Festival all the musicians would of course bring their own instruments knowing exactly how they work and sound, and then one could kind of hide behind instrument set up.

This is a high-risk festival where there’s at least ten times more work, therefore we can only have the best musicians here (laughs), musicians that are capable of handling the risk of playing an instrument on stage that they have never played before, crafting it from blocks of pure Ice just before the concerts take place.

CNN called you the World First and only Ice Musician yet you remain so modest, how is that so Terje?

You know, sometimes I go with a small boat between two peaks in front of a thousand-meter-deep fjord and confronted with this sight I feel really small, I think it’s utterly important to feel small sometimes. All life on Earth is based on water which is our most important resource, I believe we’re not treating our resources very good, maybe the ice wants to tell us something, you have to treat it very gently because it breaks with extreme ease, perhaps we should all treat nature with similar care.

Generally speaking I think human beings are not very important on this planet, we just spoil it, we haven’t been on Earth for a very long time: while working with Ice Music I realize nature decides it all, about the weather, about the quality of the ice…you can just be a part of the flow in the end. Ice Music is my life work although I’m not so important, I’m just an executor. Music is much more important than I.

Immagine di copertina: © Terje Isungset
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