Il nostro sguardo si posa oltre oceano, sopra le vaste distese d’acqua dell’Atlantico. Sbarchiamo in Argentina, dove colori e immagini catturano tempestivamente la nostra attenzione. Collage analogici, ricchi di dettagli e forme, rinascono di vita nuova sotto le esperte mani di Ignacio Rivas. L’artista argentino si racconta alla nostra redazione, parlandoci della sua carriera, della sua vita e della sua terra.

Ciao Ignacio, quando è iniziata la tua carriera artistica? Hai sempre avuto questa passione o è cresciuta con il tempo?

Mi sono sempre sentito attratto dall’arte, da quando ero bambino. Da adolescente ho iniziato a fare stencil. All’università ho studiato pubblicità, ma c’era una parte di me che aveva bisogno di qualcos’altro. Quindi, nello stesso periodo, ho iniziato con la fotografia analogica, creando skateboard dipinti personalizzati. Nel 2012 ho scoperto il collage analogico, è stato incredibile, da allora non ho potuto smettere di lavorare con questa tecnica. Ho fatto arte perché mi piaceva, era il modo in cui ho scoperto di potermi esprimere. Nel 2015 la mia arte mi ha permesso di vivere e mantenermi, è stato un grande successo. Da allora sto lavorando e vendendo le mie opere, realizzando workshop di collage e dipinti murali.

Ignacio Rivas, Serie “Herbario”, tecnica mista
Credits: @Ignacio Rivas on Behance

Cosa o chi ti ha ispirato nei tuoi lavori?

Sono ispirato dalle relazioni umane, dai viaggi, dalla natura, dalle vere esperienze della vita. Adoro lavorare con pezzi di carta vintage, che estraggo da vecchi libri e riviste, anche lavorare con questo tipo di documento è molto stimolante.

C’è un’opera d’arte a cui sei più legato?

Sì, è una serie di collage tridimensionali che ho iniziato nel 2014. Il nome della serie è “The Tell – Tale heart“, che è stato mostrato più volte in mostre d’arte collettive a Buenos Aires.

Tra le tante mostre che hai curato, quale ricordi con più piacere?

Una delle mostre più importanti per me è la prima mostra collettiva che ho curato all’Università di Palermo nel 2014. È stato molto importante per la scena del collage a Buenos Aires, in quanto più di trenta artisti sono stati esposti in quella mostra. Molti di questi non si conoscevano, quindi è stato un punto di rottura per le future mostre e attività di collage.

Ho visto che l’Argentina è spesso parte integrante del tuo lavoro, che rapporto hai con il tuo paese?

L’Argentina è un paese incredibile, è molto grande e diversificato, nello stesso paese puoi trovare tutti i tipi di paesaggi, come le cascate di Iguazú, la Patagonia con le sue grandi montagne, grandi laghi e ghiacciai, il Nord che è più arido, ma pittoresco, tra gli altri. Non sono solo i paesaggi a renderla così unica, è la sua gente. Io ho viaggiato in tutto il paese e cerco sempre di tenere il mio workshop nelle diverse province che visito, quindi potremmo dire in un certo modo, ogni luogo nuovo che conosco ed è la gente che lascia un segno su di me, e così nel mio lavoro.

Ignacio Rivas, Serie “Salvador Magno”, Digital Collage
Credits: @Ignacio Rivas on Behance

Cosa stai cercando di trasmettere attraverso il tuo lavoro?

La maggior parte dei miei lavori sono fatti per me, è un processo creativo in cui mi tuffo e l’arte inizia ad emergere. Quindi, in un certo senso, non è che pianifico il significato dell’opera prima di realizzarlo. Cerco di creare consapevolezza riguardo all’ambiente e l’importanza di riutilizzare e riciclicare diversi elementi.

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

È difficile pianificare un futuro nel contesto attuale, qui in Argentina siamo stati in quarantena per oltre 100 giorni e oltre. Certo, desidero continuare a creare e vivere della mia arte. Essere in grado di continuare a crescere e ad espandere la mia arte attraverso altri paesi. Ad esempio, mi piacerebbe tenere un workshop a Roma organizzato da Papel e visitare di nuovo l’Italia.

Ringraziamo Ignacio Rivas per la sua gentilezza e disponibilità e gli auguriamo il meglio per la sua carriera, già ricca di successi.

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English version

Our gaze rests across the ocean, over the vast expanses of water in the Atlantic. We land in Argentina, where colors and images catch our attention promptly. Analogic collages, rich in details and shapes, are reborn of new life under the expert hands of Ignacio Rivas. The argentine artist tells his editorial staff, talking about his career, his life and his land.

Ignacio, when did your artistic career begin? Have you ever had this passion or have you grown over time?

I’ve always feel attracted to art, since I was a kid. As a teenager I started doing stencil. In the University I studied Advertising but there was a part of me that needed something else. So, at the same time I started with analogue photography and making custom painted skateboards. In the 2012 I discover the analogue collage, it was incredible, so since then I couldn’t stop working with this tecnique. I made art because it pleased me, it was the way I found to express myself. In 2015 I’ve achieved living from the earnings of my art, which it was a great succes. Since then I’ve
been working and selling my artworks, giving workshops of collage and painting murals.

Ignacio Rivas, Serie “What are you thinking?”, collage
Credits: @Ignacio Rivas on Behance

What or who did you inspire to do your works?

I am inspired by human relationships, travelling, nature, the real experiencies of life. I love to work with vintage pieces of paper that I extract from old books and magazines, so working with this paper is very inspiring too.

Is there an artwork you are more attached to?

Yes, it’s a serie of tridimensional collage that I’ve started in the 2014. The name of the serie is “The Tell – Tale heart”, which was showned several times in colective art shows in Buenos Aires.

Among the many exhibitions that you have curated, which one do you remember with most pleasure?

One of the most important exhibitions for me it would be the first collective art show that I’ve curated in the University of Palermo in 2014. It was very important for the collage scene in Buenos Aires, as more than thirty artists were exhibited in that show. Many of these artists didn ́t know each other, so it was kind of a breakingpoint for future collage exhibitions and activities.

I have seen that Argentina is often an integral part of your work, what relationship do you have with your country?

Argentina is an incredible country, it is very big and diverse, in the same country you can find all kinds of landscapes, such as the Iguazú waterfalls, the Patagonia with it’s big mountains, great lakes and glaciers, the North wich is more arid but pitoresque, among others. But, it’s not only it’s landscapes which makes her so unique, it’s her people. I’ve
been travelling throughout the country, and I always try to give my workshop in the different provinces I visit, so we could say in a certain way, every place new I get to know and it’s people leave a mark on me, and so in my work.

Ignacio Rivas, Serie “Salvador Magno”, Digital Collage Credits: @Ignacio Rivas on Behance

What are you trying to transmit through your work?

The major part of my pieces are made for me, it’s a creative process where I dive in and art starts emerging. So, in a certain way it’s not that I preplan the meaning of the artpiece before I make it. I do try to create consciousness regarding the environment and the importance of reusing and reciclyng different elementes.

What are your plans for the future?

It’s difficult to plan a future within the actual context, here in Argentina we have been in quarantine for more than 100 days and counting. Of course it is my desire to continue creating, and living from my art. To be able to keep on growing, and expanding my art through other countries. For example, I would love to give a workshop in Rome organized by Papel and visit Italy again.

Ignacio Rivas, Serie “Our Galaxy”, collage
Credits: @Ignacio Rivas on Behance

We thank Ignacio Rivas for his kindness and availability and wish him the best for his career, already full of successes.

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