Classe 1988, residente a Torino da poco più di sei anni, ma nato e cresciuto in Venezuela, Fernando Cobelo è un giovane architetto con la passione per il disegno. Grazie alla sua matita appuntita ha dato vita ad un mondo stilizzato, rigorosamente in bianco e nero, che racconta e descrive i gesti e le emozioni che ognuno di noi prova nella sua vita di tutti i giorni.

Protagonista dei suoi racconti illustrati è The Ordinary Young Man, un uomo sulla trentina, con i capelli sempre in ordine ma la barba incolta, che piange, ride, sogna e si innamora, proprio come tutti quanti noi. La bellezza dei suoi disegni, caratterizzati da uno stile minimal ed essenziale, risiede proprio in questo: nell’universalità dei messaggi trasmessi e nella semplicità delle emozioni e dei sentimenti rappresentati nero su bianco.

Conosciamo meglio il creatore del “giovane uomo ordinario”, Fernando Cobelo, che ha risposto con grande piacere alle nostre domande.

Fernando Cobelo – Veins

1) “The Ordinary Young Man” è un progetto illustrato che sta riscuotendo grande successo, ma noi vogliamo conoscere meglio chi si nasconde dietro l’uomo “ordinario” con la barba. Parlaci del tuo percorso di vita e professionale che ti ha portato fin qui.

 

Ecco, direi che la parte più difficile di un’intervista è sempre quella in cui devi parlare di sé. Non so parlare di me stesso, ma se dovessi descrivermi, sarebbe qualcosa tipo “sono un ragazzo che fa illustrazioni metaforiche, di quelli con la penna nera sul foglio bianco”. Professionalmente sono nato come architetto, ho studiato sia in Venezuela sia in Italia. La vita fa tanti giri. Ricordo che da piccolo mi piaceva tantissimo disegnare i personaggi dei cartoni che guardavo. Sono cresciuto in Venezuela, e non sempre riuscivo a trovare dei pupazzetti che mi piacessero, quindi li disegnavo e poi li ritagliavo per giocarci. Riiniziare a disegnare di nuovo ai 29 anni è stato un po’ come tornare alle basi della mia infanzia.

 

2) Il tuo progetto è oggi diventato anche un libro, ma non è l’unico. Sappiamo, infatti, che hai avuto l’opportunità di illustrare il libro “Mil Maneras De Perderte” di Vicky Grande. Com’è nata questa collaborazione? E in che modo le illustrazioni si accordano al testo della scrittrice emergente spagnola?

 

E’ stata un’esperienza meravigliosa, totalmente diversa a quella del mio primo libro, “Todo queda igual, pero igual cambia”, nel quale ho avuto carta bianca per creare sia la storia che le illustrazioni. Con “Mil Maneras de Perderte” invece c’era già una storia creata e il mio lavoro consisteva nell’illustrarla. Non appena ho letto la trama del libro non sono riuscito a resistere: narra la storia di un ragazzo giovane e ordinario (davvero!) che, sentendosi un po’ perso, decide di intraprendere un viaggio attraverso diverse città, ognuna rappresentata da un sentimento diverso. Vicky ha fatto un lavoro splendido, nel quale mi sono identificato per tanti motivi diversi. Direi che insieme al gruppo editoriale Penguin Random House abbiamo formato un’ottima squadra.

Il libro “Mil Maneras De Perderte” di Vicky Grande illustrato da Fernando Cobelo

3) In cosa consiste esattamente il tuo progetto? Quali sono i maestri e le tecniche a cui ti ispiri? Come definiresti il tuo stile?

 

L’idea è rappresentare dei sentimenti ordinari attraverso elementi straordinari, usando però un linguaggio semplice, essenziale, quasi infantile. E’ un processo strettamente legato alle emozioni. Se un’illustrazione trasmette tristezza è perché probabilmente è stata fatta mentre sentivo proprio quello. Lo stesso succede con il resto: gli impulsi, gli stati d’animo e le sensazioni sono la mia fonte d’ispirazione. I grandi illustratori che mi stimolano altrettanto sono Elisa Talentino, Moonassi o Helena Pérez Garcia.

 

4) Navigando sul tuo sito abbiamo scoperto, nella sezione “shop”, che è possibile anche stampare le tue creazioni su materiali e supporti diversi. Come è nata quest’idea?

 

Direi che è molto normale per un illustratore il voler riprodurre i propri disegni su diversi supporti e formati. Perché fermarsi soltanto alle stampe?

Fernando Cobelo – For a snake charmer danger is irresistible

5) Sul tuo sito c’è scritto che “The Ordinary Young Man” è un progetto “immaginato per descrivere le emozioni di ogni giorno, che avvengono dentro giovani persone normali.” In che modo cerchi di trasmettere queste emozioni attraverso i tuoi disegni? E perché hai scelto uno stile minimalista e rigorosamente in bianco e nero per esprimere questi sentimenti?

E’ un processo che coinvolge tutto te stesso e non solo la tua testa o la tua mano. Bisogna capire – ma capire sul serio – ciò che stai sentendo e la situazione per la quale stai passando. Aggiungi poi un po’ d’immaginazione e il resto è una semplice catarsi. Non sono mai stato bravo a parlare di me e di ciò che sento. L’illustrazione, invece, mette le parole laddove più ne ho bisogno, ed è questo il bello. Non sono necessari i colori, neppure le grandi sfumature o la presenza di tantissimi elementi; il messaggio è essenziale, e così è più che sufficiente.

Fernando Cobelo – Analysis

6) Progetti per il futuro e sogni nel cassetto: ti senti già un artista realizzato ed affermato, oppure pensi di dover ancora raggiungere la maturità artistica vera e propria?

 

Artista? Non lo so. Realizzato? Decisamente no. Di progetti futuri ne ho tanti. La cosa più bella è vedere come evolvo in modo naturale. I miei personaggi crescono, e con loro, anch’io. Ci sono ancora tante cose da esplorare nelle nostre vite, e non ho intenzioni di fermarmi.

Fernando Cobelo – It’s important to protect oneself with beautiful things

7) Secondo te quando un artista può essere definito tale? In quale momento della tua vita hai capito di possedere un talento o una vena artistica particolare e che consiglio daresti a chi sa di possedere un talento ma ha paura di metterlo in pratica?

 

Se l’arte è soggettiva, lo è altrettanto l’artista. Non potrei consigliare altro che rimanere fedeli a ciò che siamo, ma lasciandoci ispirare da tutte le cose belle che ci sono là fuori. C’è tanta gente brava nello svolgere il proprio mestiere. Bisogna leggere, osservare, chiedere, non vergognarsi. Bisogna fare tanta pratica, migliorare e avere tantissima pazienza. Bisogna trovare sé stessi.

Fernando Cobelo – Contact

 

Sito web: https://www.ordinaryyoungman.com/illustrations

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