Intervista a cura di Daniele Mulas

 

Il nostro collaboratore esterno Daniele Mulas ha incontrato  Guendalina Urbani, giovane artista romana di 24 anni, fresca finalista per il Premio Celeste 2016 nella categoria Super Young.

Nata e cresciuta a Roma, Guendalina, nel 2013, dopo il conseguimento del diploma, frequenta diversi corsi di pittura, scultura e disegno e, giovanissima, inizia ad esporre le sue opere nel 2015. Fra le sue esposizioni più importanti ricordiamola la sua prima personale dal titolo “PERCEZIONE” il 3 giugno del 2015 presso lo spazio Menexa di Roma. Pochi mesi dopo, il 20 settembre 2015, inaugura la personale “ED È SUBITO SERA” presso il Castello di Rivara (Rivara,TO). Il 22 ottobre, esattamente un mese dopo, la giovane artista prende parte alla collettiva “30 PER RICOMINCIARE” presso la galleria La Nuova Pesa di Roma. Con la sua ultima opera, dal titolo “Indolora Innamora“, selezionata da Ellen Blumenstein, direttrice del KW Institute for Contemporary Art (Berlino), si posiziona come finalista al Premio Celeste 2016 nella categoria Super-Young (Under 26).

Guendalina Urbani al lavoro. (Fonte: profilo ufficiale Facebook)

Guendalina Urbani al lavoro.
(Fonte: profilo ufficiale Facebook)

Guendalina ha gentilmente accettato di rispondere  alle nostre dieci domande (+ 1), che cercano il più possibile di spaziare all’interno della sua personalità fra opere, musica, idee e arte.

1) Ci vuoi dire qualcosa sul tuo lavoro “Indolora Innamora” presentato al Premio Celeste 2016?

L’opera in questione è frutto dell’immaginazione, che spesso, mi aiuta ad avere spunti interessanti da concretizzare. Il lavoro è stato realizzato rimuovendo il manico a due coltelli; ciò che ne restava, ovvero due lame identiche tra loro, sono state saldate insieme. In questo modo il coltello non ha possibilità alcuna d’esser tenuto “dalla parte del manico”. Se lo si vuole impugnare per infliggere dolore, lo si può fare, ma con la consapevolezza che si finirebbe per auto-infliggersi lo stesso dolore che si intende causare.

Indolora Innamora (Fonte: www.romeartweek.com)

Indolora Innamora
(Fonte: www.romeartweek.com)

2) Rome Art Week, cosa ne pensi di questa prima edizione? Quando aprirai il tuo studio?

Guardo a questa iniziativa con fiducia. Ritengo sia una fresca boccata d’aria per questa città che troppo spesso lascia miseri spazi alla speranza e ai sogni. Come tantissimi altri artisti ed istituzioni, prenderò parte anche io all’iniziativa aprendo lo studio sabato 29 ottobre.

(Per maggiori informazioni sull’evento del 29 ottobre: https://www.facebook.com/events/145923515869120/?ti=icl

3) Com’è cominciato questo viaggio nel mondo dell’arte? O meglio, quando è scattata la scintilla che ti ha fatto dire “Questo è il mio cammino”?

Sin da piccola ho avuto un inclinazione verso questo, più che mondo, universo, lo definirei. La scintilla è scattata crescendo, in modo umano e spontaneo, dovendo pensare a cosa fare della mia vita. E accorgendomi che questa era, per me, l’unica dimensione possibile di vita, ho deciso di rifugiarmi in questo indefinito ma familiare universo.

4) Parlando di arte, qual è la sensazione che questa parola provoca dentro di te?

Credo che ognuno di noi attribuisca all’arte significati, scopi e speranze diverse. In virtù di questo, non sento di essere in grado di definire l’indefinibile. E forse, l’arte ci affascina e ci rapisce ancora oggi, dopo secoli, secoli e secoli, proprio perché l’uomo è sempre andato alla ricerca di una definizione nella quale racchiudere la sua natura, di fatto non riuscendo mai e continuando a cercare.

Immobile atto di attesa (Fonte: www.romeartweek.com)

Immobile atto di attesa
(Fonte: www.romeartweek.com)

5) Come nasce il tuo lavoro?

La poetica del lavoro nasce da un’idea di precarietà e tensione esistenziale. Questa idea si sviluppa alle volte, grazie all’aiuto dell’immaginazione, altre volte, da una visione\analisi sensibile ed emotiva della realtà che mi circonda. Nell’approccio pratico, tecnico, della realizzazione di un’idea cerco di aprire un varco empatico con lo spettatore che si trova dinnanzi ad un lavoro. Credo molto nel potere dell’empatia tra le persone, come credo molto nel potere dell’empatia nell’arte.

6) A soli ventiquattro anni puoi contare già molte opere realizzate, varie esposizioni e mostre a cui hai partecipato. C’è un lavoro che ti ha portato via più tempo ed energie mentali degli altri nella sua realizzazione?

Sicuramente si. Alcuni lavori appaiono nell’immaginazione ed anche la loro realizzazione può essere facilmente risoluta. Altri invece, li percepisci dentro, ma senza una forma. In questo caso si può impiegare più dispendio di energie mentali per scavare dentro se stessi, di pari passo a questo, anche il processo di realizzazione può risultare complesso, a volte non convincente, si rischia di buttare mesi di lavoro per cercare migliori soluzioni, più soddisfacenti. Ma la forza di un idea può incoraggiarti molto.

Ed è subito sera (Fonte: www.romeartweek.com)

Ed è subito sera
(Fonte: www.romeartweek.com)

7) Cosa fa Guendalina quando non è a studio?
Quando Guendalina non è a studio è come se ci fosse comunque. Mi spiego meglio. Una mente artistica è continuamente attiva, anche quando non si è nel luogo dove le idee si concretizzano e prendono forma, si mantiene sempre una connessione mentale con il proprio lavoro. Ed è forse la maggiore fonte di ispirazione, essere al di fuori dello studio, per conoscere, osservare, curiosare, ascoltare, nutrirsi in termini mentali.

8) Cosa ne pensi della cultura di oggi, trovi collegamenti tra te e la tua generazione?
Oggi giorno si procede ad una velocità tale, nella vita, che è difficile individuare e definire precisamente dei cambiamenti. Spesso e volentieri ci si accorge di essi solo quando si palesano in maniera irreversibile. Giusto o sbagliato? Non saprei dirlo. Per quello che mi riguarda, sono un amante della lentezza, che ti permette di soffermarti sulle cose. Amo concentrare le mie energie fisiche e mentali su singole e determinate cose. Ma questo approccio, lento e riflessivo alla vita, si sta perdendo, non a caso, sempre più velocemente.

Vestito di spine (Fonte: www.romeartweek.com)

Vestito di spine
(Fonte: www.romeartweek.com)

9) So quanto la musica può essere importante nella vita di una persona. Che ruolo ha nella tua vita e quali sono gli artisti di cui non puoi fare a meno?
Nella mia vita la musica ha un ruolo centrale. Sono molti, troppi, gli artisti dei quali non posso privarmi della loro musica, fare un elenco sarebbe impossibile.

10) Tecnologia e epoca dei social: cosa ne pensi di questa realtà che diventa sempre più virtuale?
Penso che la tecnologia possa avere molti risvolti utili, ma esclusivamente come supporto per apportare migliorie nella vita dell’essere umano. Purtroppo, troppo spesso, se ne fa un uso improprio e sconsiderato per delle cause futili e prive significato.

11) Siamo alla fine. È quindi giunto il tempo della domanda scomoda per eccellenza: progetti per il futuro? Puoi darci qualche anticipazione?
Eludo la domanda scomoda con molta semplicità. Progetti per il futuro? Continuare a fare ciò che faccio.

Vestita di spine (Fonte: profilo ufficiale Facebook)

Vestita di spine
(Fonte: profilo ufficiale Facebook)

 

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