Andrea Gennaro Borrelli, classe 91, è un giovane artista italiano di Piacenza, ora residente a Milano, che ha dato vita ad un progetto molto originale e innovativo chiamato “The Man Who Drew Too Much“.

Laureatosi da pochissimo in Economics and Management in Arts, Culture, media and Entertainment alla prestigiosa università Luigi Bocconi di Milano, al momento lavora per una start up, Movieday, che offre il servizio di theatrical on demand, cioè di cinema su richiesta. Nel suo tempo libero, grazie alla sua grande passione per il cinema e la grafica, ha dato vita a questo progetto, che si basa principalmente sulla creazione di locandine cinematografiche digitali.

Dopo esser rimasti stregati di fronte ai suoi poster (potete ammirarli sulla sua pagina Facebook o Instagram ufficiali) dei più celebri film della storia del cinema, abbiamo deciso di contattarlo per un’intervista. Questo è ciò che abbiamo scoperto:

 

Andrea, tu sei un ragazzo molto giovane ma con un grande talento. Da dove nasce la tua passione per il cinema e l’idea di unire questa alle potenzialità della grafica digitale?

 

Ho sempre sentito che tra le tanti arti il cinema sia quella più vicina a me. Mi fa stare benissimo…sinceramente non so bene il motivo, ma so che quando sono davanti ad un film io sono felice. Proprio per questo ho cercato di fare sempre cose inerenti alla settima arte. Sia in termini “professionali” che nel tempo libero. Già dal liceo mi dilettavo a scrivere recensioni, cercando di dare un mio piccolo contributo. Nello stesso tempo ho avuto sempre dentro di me una forte componente creativa difficilmente domabile. Non appena la reprimevo ne risentivo visibilmente. Per questo l’anno scorso mi sono chiesto se potevo tradurre questa mia passione per il cinema in qualcosa di creativo. Ho pensato che le mie recensioni, cioè il mio punta di vista su un film, potessero diventare disegni grafici. E così mi sono rimboccato le maniche per vedere se questo pensiero fosse solo un mio capriccio momentaneo, destinato a cadere presto nel dimenticatoio. Per fortuna così non è stato.

Locandina ispirata al film Kill Bill
Credit: Andrea G. Borrelli

Il tuo progetto The Man Who Drew Too Much sta riscuotendo un grande successo. Svelaci qual è l’intuizione che si nasconde dietro questo lavoro così originale.

 

I miei disegni sono molto essenziali, cerco di rappresentare quel qualcosa per cui si ricorda un film, la sua essenza.

Ho un amore viscerale per le locandine cinematografiche, spesso quando queste diventano “iconiche”. Mi chiedo sempre perché alcune immagini di film siano lì indelebili nella nostra testa e non c’è rischio e pericolo che si possano dimenticare. Se una persona si trova davanti ad un’immagine con una giovane Uma Thurman sdraiata su un letto con la sigaretta in mano, probabilmente non esiterà un secondo ad associare tale fotogramma a Pulp Fiction.

Il mio lavoro vuole cercare con poche elementi di richiamare l’essenza e la storia che c’è dietro un film, facendo in modo che questo sia fin da subito riconoscibile. Il titolo lo scrivo sempre in fondo in piccolo: voglio che chi guarda la locandina riconosca il film per l’immagine e non per altro.

Locandina del film The Lobster
Credit: Andrea G. Borrelli

I film che hai rappresentato nei tuoi “sketches” sono tanti e molto diversi fra loro. La tua scelta è casuale o si basa su una precisa selezione? Come si svolge il processo di elaborazione delle immagini? Quali sono le fonti e gli spunti per le tue creazioni?

 

Di solito rappresento film che ho visto recentemente al cinema, oppure quei film che mi accompagnano ogni giorno come degli amici fidati. In entrambi i casi cerco di mantenere sempre un rapporto oggettivo: guardo il film, provo a capire che cosa lo renda unico, inquadro quei fotogrammi che possano sintetizzare questa sua unicità per poi trasformarli e combinarli in immagini che trovano un loro spazio su una superficie bianca.

Locandina ispirata al film The Danish Girl
Credit: Andrea G. Borrelli

Credi che l’era digitale abbia in qualche modo danneggiato la creatività e l’originalità degli artisti o, al contrario, l’abbia stimolata e accresciuta? Quanto sono importanti i social media per te? Credi che siano degli strumenti utili per condividere i propri lavori e restare in contatto con i propri “fans”, oppure li consideri degli ostacoli?

 

Penso assolutamente che l’abbia stimolata. Io ad esempio ho potuto diffondere le mie locandine grazie ai social network. Senza di loro probabilmente le mie grafiche ora starebbero chiuse dentro una cartelletta sulla mia scrivania, o forse sarebbero rimaste solo nella mia testa. Come ogni cosa, coniugare l’arte e la creatività con le nuove tecnologie ha i suo pro e i suoi contro. La condivisione sul web può stimolarti come può anche farti smarrire. Sta ad ognuno di noi capire come rapportarsi con esse.

Locandina ispirata al film The Martian
Credit: Andrea G. Borrelli

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai intenzione di ampliare il tuo progetto o vuoi restare fedele all’idea che è alla base del tuo lavoro?

 

Spero di continuare a fare locandine e di arricchire il mio progetto “The Man Who Drew Too Much” con tanti vecchi e nuovi film. Ovviamente vorrò continuare a raffinare la tecnica e a provarne di nuove, altrimenti c’è il rischio di appiattirsi. Poi chissà…io poco più di anno fa non pensavo nemmeno che avrei iniziato a fare grafiche per film, né tantomeno che sarei stato in grado. Sarà bello scoprire strada facendo che forma prenderà questo mio progetto e quali nuove vesti potrà assumere.

Locandina ispirata al film La La Land
Credit: Andrea G. Borrelli

Un consiglio a tutti i giovani artisti o aspiranti tali, che hanno un sogno nel cassetto, ma hanno paura di realizzarlo.

 

Non mi sento minimamente in grado di poter ricoprire un ruolo da “mentore”. Sono ancora molto giovane e anche io ho ancora tanti sogni nel cassetto che scalpitano per essere liberati. L’unica cosa che mi sento di dire è che tutto parte sempre facendo delle prove. E quando si tenta non si fallisce mai.

Locandina ispirata al film American Beauty
Credit: Andrea G. Borrelli

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