La redazione di Artwave ha avuto il piacere di intervistare Andrea Crespi, artista italiano che si è formato a Milano, studiando design industriale per poi specializzarsi in direzione artistica. La particolarità delle opere di Andrea è la reinterpretazione di opere di grandi artisti del passato in chiave ironica. Le sue opere hanno un forte impatto visivo, con un forte seguito su internet e sui social network, soprattutto sulle nuove generazioni.

Virus in Rome – Courtesy of Andrea Crespi

Come nasce la tua passione per l’arte?

Fin da bambino ho sempre avuto un gran bisogno di trovare uno strumento che mi permettesse di esprimermi, di comunicare qualcosa a qualcuno e credo che l’arte sia un buon mezzo. Per capire da dove nasce questo bisogno forse andrebbe prima capito chi sono. Ma questa domanda non è affatto semplice ed è sicuramente la più sottovalutata della storia. Lo scopo della nostra vita forse è proprio quello di arrivare alla piena consapevolezza di se stessi, ma siccome siamo individui in continua evoluzione forse se va bene arriveremo a sapere chi siamo stati. Posso dire solo chi sono oggi. Sono un artista milanese e mi chiamo Andrea Crespi.

Cosa vuoi trasmettere tramite le tue rappresentazioni?

L’arte è testimonianza del nostro tempo.

Bullshit – Courtesy of Andrea Crespi

Da cosa scaturisce la tua voglia di “stravolgere” le opere di grandi artisti del passato?

In passato gli artisti utilizzavano principalmente pennelli e scalpelli per produrre la loro arte. Ora la tecnologia ha cambiato la nostra vita, abbiamo PC, smartphone, fotocamere digitali e per molti, incluso me, questi sono diventati gli strumenti di base per sperimentare ed esprimere la propria arte. Spesso utilizzo opere di grandi artisti del passato reinterpretandole in un tono ironico, più attuale e provocatorio. Alle volte anche irriverente. Oggi tutto è cambiato ed è in continua evoluzione, quindi perché non modificare le opere d’arte più celebri per offrirle a un nuovo pubblico? Se il contesto di un opera cambia, cambia anche il suo significato.

Stiamo vivendo una situazione molto difficile per il nostro Paese, tu lavori fra Lugano e Milano, come hai affrontato la problematica del Coronavirus?

Non sono una persona che ama le imposizioni, soprattutto se queste limitano la mia libertà. Per rispetto degli altri e della sanità del nostro paese mi sono adattato senza troppi problemi a questa nuova condizione, anche grazie alla tecnologia che rende semplici cose che solo qualche anno fa sarebbero state praticamente impossibili. È sicuramente una situazione difficile per l’Italia e per le altre nazioni, anche se non tutti sono disposti ad ammetterlo come è stato fatto qui.

Tramite il tuo account Instagram abbiamo visto molti post di sensibilizzazione legati al virus, da artista come vivi questo momento?

Come dicevo prima, l’arte è testimonianza del nostro tempo, quindi per me è normale affrontare questa tematica nelle mie opere. Vivo questo momento in maniera attiva sul problema, cercando per quello che posso di dare il mio contributo a sostegno del nostro paese e della nostra sanità. Al momento sono impegnato su due progetti importanti a scopo benefico. Il primo è un’iniziativa nata insieme a due aziende italiane di abbigliamento (MOACONCEPT e HAIKURE). Ho deciso di donare una mia opera per la realizzazione di una t-shirt la cui vendita si propone di raccogliere fondi per l’acquisto di strumentazione sanitaria tramite la Protezione Civile italiana. Questo mio gesto vuole, anche, essere un modo per attivare la filiera produttiva italiana, dai produttori ai commercianti, dai fornitori ai servizi, un popolo di professionisti e lavoratori che non possono permettersi di fermarsi e che rappresentano la forza vitale del nostro Paese. Un’altra mia opera è stata donata per il secondo progetto benefico, nel quale sono coinvolto insieme ad altri artisti italiani e internazionali. Sarà un asta di beneficenza online, promossa ed organizzata dalla galleria d’arte Plan X, insieme a Marco Rubino, collaboratore per l’arte contemporanea di Forbes Italia, con l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere gli ospedali italiani nella lotta contro il Coronavirus. Il 100% degli utili sarà devoluto all’Ospedale Luigi Sacco di Milano e all’Ospedale Cotugno di Napoli. L’arte è uno strumento molto potente, che può essere utilizzato per sensibilizzare e fare del bene e questa ne è la dimostrazione.

Andrea Crespi – Courtesy of Andrea Crespi

Quali sono i tuoi progetti futuri? Come pensi possa evolvere l’arte dopo quanto sta accadendo?

Attraverso l’arte e la creatività cerco di mostrare alle persone un modo diverso di vedere le cose da come siamo abituati, e questo è quello che vorrei continuare a fare. Credo che se cambiamo il modo di vedere il mondo, possiamo sicuramente cambiare la nostra vita. Bisogna avere il coraggio di non rinunciare a quello per cui siamo nati, di essere ciò che si desidera essere, anche se la strada non è semplice e in salita. Mi auguro che l’arte possa parlare sempre più da vicino alle persone per offrirgli degli strumenti di riflessione importanti per la propria esistenza.

Sick Europe – Courtesy of Andrea Crespi

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