Oggi, 1 agosto, al festival acieloaperto, si esibiranno i Calibro 35, storica band strumentale italiana. Per l’occasione, abbiamo intervistato Massimo Martellotta, chitarrista e tastierista del gruppo.

Qualcosa che vorresti sapere► Programma Calibro 35 / acieloapertoOre 19:00 – Apertura porte e cassa, con biglietti…

Pubblicato da acieloaperto su Mercoledì 29 luglio 2020

Com’è stata la prima data post lockdown a Bologna? Cosa avete provato tornando sul palco dopo il periodo che abbiamo attraversato?

È stato molto forte ed è stato, per certi versi, un desiderio vero e proprio. Sentivamo anche un po’ il dovere di riuscire a concludere un percorso, avendo interrotto il tour di Momentum circa quattro o cinque giorni prima del lockdown ufficiale di marzo. Quindi, ci sentivamo proprio incompleti, da un certo punto di vista, perché stava andando alla grande.

Al primo applauso ci siamo letteralmente sciolti perché quello che stiamo notando nel periodo di luglio, con la ripresa dei concerti, è stata una partecipazione particolare, attiva, ed ogni applauso è pieno di emozione. Come se fosse un “che figata, siamo di nuovo qui tutti insieme”.
È stato molto bello, molto emozionante, anche tornare a suonare per un pubblico.

Alcuni dicono che la pandemia ha solo evidenziato una situazione problematica riguardante il mondo dello spettacolo che, in realtà, c’era già prima. Cosa ne pensi a riguardo?

Io, sinceramente, non credo che la situazione fosse così catastrofica. Posso dirti che questa situazione d’emergenza sanitaria abbia, in realtà, fatto rendere conto a molti musicisti, come anche a noi, che quello del musicista è un mestiere. Dobbiamo renderci conto noi cosa vuol dire fare il musicista e informarci a riguardo.
La cosa positiva è che sembrerebbe essere nata una migliore consapevolezza di quello che uno sta facendo.
Posso dirti che ci sono molte città estere che tanti osannano perché non ci sono mai stati, ma posso assicurarti che la nostra situazione non è la peggiore. In Europa, a livello dei Calibro 35, ci sono pochissime band che fanno questo di lavoro proprio perché le condizioni per farlo sono molto diverse.

Sono anche nate molte cose che trovo assolutamente sane come La Musica Che Gira, per dirne una.

Parlando di altro: ci ha lasciato da poco il Maestro Morricone che per voi è stato importantissimo.

Quando abbiamo creato i Calibro 35, tutti e cinque abbiamo gusti diversi e provenienze diverse. Morricone, invece, è stato il collante, la figura che ha sempre messo d’accordo tutti e cinque per tanti motivi.
Credo che la sua importanza, la sua caratura, venga riconosciuta sempre di più andando avanti col tempo.

Noi, ormai, lo diamo per scontato ma lo stilema del fischio, della campana, della frusta o l’ululato del coyote, sono solamente la punta dell’iceberg di quello che era assolutamente un genio.
I Calibro 35 lo hanno adorato e amato anche per l’uomo che era. Ti consiglio di vederti il suo intervento al Centro Sperimentale: lì Morricone mostra anche un’altra sua grande qualità che è la semplicità.

Qualche giorno fa leggevo delle interviste nelle quali parlava delle sceneggiature. Molte volte le leggeva da solo ma capitava che non riusciva a capirne qualcuna e allora se le faceva spiegare da Maria, la moglie (ride, ndr). È stata veramente una grandissima personalità.

È stato anche un grandissimo sperimentatore, come accennavi anche tu all’inizio.

Sì, e poi è stato un grandissimo lavoratore che non ha mai avuto paura di accettare cose diverse tra loro, mantenendo sempre una coerenza.
Se ascolti gli arrangiamenti dei pezzi dei film di Vianello, The Mission, Nuovo Cinema Paradiso o quelli degli spaghetti western, per quanto siano cose molto diverse ti accorgi che sono temi che riconoscerai sempre.

C’è un brano al quale siete più affezionati? 

Per tornare al discorso di Morricone, posso dirti che sicuramente “Trafelato” è un brano che abbiamo proposto per tantissimi anni indossando un passamontagna perché era un pezzo molto semplice ma è stato il pezzo con il quale ci siamo conosciuti in studio e abbiamo provato a rifarlo.
Partendo da quel brano, abbiamo creato i Calibro 35.

Qual è stato il processo creativo che vi ha portato al vostro ultimo album “Momentum”?

Nell’ultimo disco c’è un patchwork di più suoni che vengono mescolati in un piglio più moderno. Ascoltando anche molti generi diversi, ci siamo ritrovati elementi (rap, hip hop, etc.), che avevano catturato la nostra attenzione, proprio nel disco.
Abbiamo preso tutti linguaggi musicali diversi dal nostro e li abbiamo mescolati a quello che è il DNA dei Calibro 35.

Calibro 35

Il 1 agosto suonerete a Cesena per il festival acieloaperto. Vuoi anticiparci qualcosa sulla scaletta? Avete qualche novità che porterete sul palco?

Sarà sicuramente una gioia e anche solo il fatto di suonare quest’estate in giro ti riporta proprio al concetto di concerto, quindi, paradossalmente, la novità sarà proprio questa.
Per questo, il sentimento principale è quello chiudere il cerchio che è stato interrotto a febbraio. Porteremo Momentum e ovviamente qualche pezzo di storia dei Calibro 35.
Probabilmente, visto l’evento Morriconiano potremmo fare anche qualcosa di Morricone ma sarà un concerto molto incentrato sul nostro ultimo disco.

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