La poesia ha incontrato la rivoluzione digitale grazie a una brillante idea di Giovanna Iorio, scrittrice romana residente a Londra inventrice della prima mappa sonora poetica mondiale.

Il progetto, già apprezzato con entusiasmo da archivi statunitensi e importanti poli universitari mondiali, consiste nella creazione di una mappa interattiva e facilmente utilizzabile grazie alla quale sarà possibile avere una prospettiva mondiale della poesia e usufruirne tramite l’ascolto. Presente sul web dal 4 novembre scorso all’indirizzo poetrysoundlibrary.weebly.com, la Poetry Sound Library si propone di fornire una versione audio dei versi poetici di ogni epoca nella loro lingua originaria. Sfruttando il carattere geografico del progetto, è possibile seguire la mappatura dei versi, a seconda del luogo in cui sono stati ideati, e ascoltarli comodamente e senza impegno.

I componimenti dei maggiori poeti di ogni tempo, da sempre racchiusi tra le pagine di antologie e raccolte per essere studiati sui libri di scuola o approfonditi unicamente tramite la lettura, rivivono così in una forma del tutto innovativa e coinvolgente. A supportare lo sviluppo del progetto sono numerosi “ambasciatori della voce” – secondo una simpatica espressione della Iorio – ovvero aiutanti che diffondono le poesie presenti nel censimento sul sito.

Ha dichiarato la Iorio: «Non abbiamo problemi a pubblicare gli audio delle poesie perché facciamo riferimento alla legge inglese che disciplina l’uso creativo dei testi. La nostra mappa è libera, è per tutti e diventerà uno strumento anche per diffondere la poesia nelle scuole. Puntiamo ad arrivare a 1000 poeti censiti nel 2019.»

La mappa interattiva della poesia è, inoltre, una importante occasione per i poeti in erba e gli esordienti, i quali, usufruendo di questa novità, potranno permettersi di farsi conoscere dal grande pubblico. Basterà inviare i componimenti all’indirizzo poetrysoundlibrary@gmail.com per ricevere il modulo di partecipazione ed essere, eventualmente, inseriti nella mappa.

Per mezzo di questa impresa interattiva, così, anche la poesia si avvicina alle frontiere del supporto digitale e ai suoi vantaggi, nell’ottica di una diffusione sempre maggiore dell’espressione poetica, soprattutto tra le giovani generazioni che usufruiscono quotidianamente del web e che meritano, oltre che distrazione e futilità, anche strumenti intelligenti e formativi.

Gentile Giovanna Iorio, la sua recente iniziativa, accolta con entusiasmo, sta riscuotendo molta notorietà. Quanto ha influito il suo ruolo di scrittrice sulla creazione di questo innovativo progetto?

Ho sempre amato la poesia, credo che curi e faccia bene. Se, come dice Lacan, siamo tutti forgiati dalle parole, immersi in un “mare di linguaggio”, allora scegliamo il mare più cristallino e trasparente: la poesia. Le mappe sono strumenti meravigliosi che esistono da secoli, oggi la tecnologia ci fa esplorare posti sconosciuti con un click. Credo che la Poetry Sound Library fosse inevitabile per me che ho sempre aspirato a unire e fondere quello che amo. Creare qualcosa di nuovo a cui non aveva mai pensato nessuno è stata una sorpresa anche per me… una piacevole sorpresa.

Poetry Sound Library è una mappa che censisce (quasi) tutto il mondo. Perché è così importante proporre le poesie nella loro lingua originale?

La Poetry Sound Library non è un archivio di voci. Esistono archivi che conservano migliaia di registrazioni e sono una miniera inesauribile. Entrare nei labirinti di un Archivio è affascinante ma si rischia di smarrirsi e perdere l’orientamento. A me capita spesso, riemergere da un Archivio (e anche perdersi) sono esperienze molto interessanti. Avere una mappa e (nella maggior parte dei poeti della mappa) una sola poesia da ascoltare in lingua originale è soprattutto esercizio di ascolto, ritorno all’oralità della poesia, alla sua natura sonora più che significante. Insomma: il suono, il ritmo, l’intonazione, le pause, il silenzio e tutto quello che viene separato dalla poesia quando si trasferisce su carta. Credo fermamente che ci sia una sete di poesia nel mondo, lo dimostrano i 25.000 ascolti in meno di 3 mesi delle poesie sulla mappa. Ascoltare poesia significa entrare nella parte più viva della parola, quella che cura, scuote, infiamma e resuscita.

In che modo reperisce gli “ambasciatori della voce”? Secondo quali criteri?

Credo nei progetti che uniscono, credo nella forza aggregante di questo progetto: mi guida questo. Chi vuole collaborare è il benvenuto. La mappa può ospitare tutto il mondo, bisogna vedere se tutto il mondo vuole essere unito sulla mappa. Alcuni ambasciatori fanno il tam tam, parlano di questo progetto e ne spiegano le modalità. Altri fanno anche recupero di voci o registrazioni dal vivo. Poi ci sono gli Archivi di importanti università, soprattutto americane e gruppi di poesia, riviste. Gli Ambasciatori credono soprattutto nella voce, sanno che questo ritorno alla voce fa bene alla poesia e può renderla più viva soprattutto tra coloro che si allontanano da essa, spaventati o annoiati: i giovani, i non lettori di poesia, i pigri. O forse solo quelli che hanno dimenticato quanto sia meraviglioso immergersi in un mare di voci. La mappa è soprattutto un mare di voci da navigare, senza rotta: quando si ascolta una nuova voce si ha lo stesso brivido che forse hanno avuto gli esploratori di un tempo. La mappa è una utopia in un mondo senza utopia. Ho bisogno di tanti ambasciatori per comunicare questo…