La Rappresentante di Lista è, indubbiamente, uno dei gruppi più forti che abbiamo in Italia. La loro produzione musicale è di alta qualità ma a loro non basta ed è proprio per questo che i concerti diventano anche un momento teatrale.
La loro attitudine è molto rara di questi tempi: motivo per cui dobbiamo tenerceli stretti.
Il loro ultimo album Go Go Diva sta per arrivare alla fine della sua concretizzazione live: poche date intime che toccheranno le principali città, tra cui ovviamente Roma.
La data del 14 marzo, al Monk, si è chiusa in un sold-out veloce e dolorosissimo per molti fan ma da qualche giorno, per cercare di accontentare la richiesta romana, si è aperta la data del 15 marzo.

Abbiamo parlato con Veronica Lucchesi, la voce del gruppo che abbiamo visto dominare il palco dell’Ariston insieme a Rancore, nella serata delle cover.
Le abbiamo fatto qualche domanda sul passato, sul presente e sul futuro.

Festival di Sanremo 2020: era come te l’aspettavi?

In realtà, no. Non ho mai avuto preconcetti, al di là di quello che posso aver pensato, negli anni, guardando il Festival, di quanto potesse essere grande il palcoscenico o delle emozioni che avrei potuto provare, un giorno, salendo su quel palco.
Sono andata lì cercando di sgombrare un po’ la mente e lasciarmi stupire da quelle che poi sono state, effettivamente, le sensazioni che abbiamo provato. È stato tutto totalmente nuovo.

Allo stesso tempo, oltre all’energia che avevamo dentro, è stato anche come calcare tanti altri palcoscenici che abbiamo potuto incontrare nel corso del tempo.
La difficoltà, in realtà, appena ritrovi un attimo il centro di quello che poi è un mestiere che maneggi da tanti anni, viene scansata via. C’è chi ritrova la sua chitarra, chi il microfono e la sua voce: è tutto molto naturale, non troppo scioccante.

Pensavo potesse essere più coinvolgente, portandoci, però, verso un aspetto negativo: la paranoia (ride, ndr).
Può capitare che, magari, accadono situazioni tecnicamente non previste che ti portano fuori.
Fortunatamente non è successo ed è stato molto bello.

Com’è nata la collaborazione con Rancore e la scelta del brano “Luce” di Elisa? Che, tra l’altro, è rimasta molto contenta della vostra interpretazione.

Rancore ha scelto il brano e ci ha incluso in questa decisione. Fondamentalmente, “Luce” è una canzone che ha vinto Sanremo in un’epoca che, essendo coetanei con Elisa, fa proprio parte della nostra adolescenza. È una canzone che conosciamo bene, in qualche modo: l’abbiamo cantata e l’abbiamo vissuta.
Credo che sia stata una scelta giustissima.

La collaborazione è nata perché Tarek conosceva, e conosce, il nostro progetto. Gli serviva una voce femminile e, da quanto so, è rimasto particolarmente colpito dalla nostra attitudine live e dalla nostra scrittura.
Abbiamo un modo di calcare il palcoscenico e di sprigionare energia, molto simile e proprio per questo ci troviamo molto in sintonia. Abbiamo un percorso, per certi punti, anche affine.

Ci ha fatto questa bellissima telefonata e noi, dopo un po’ di riflessioni, abbiamo deciso di accettare.
È stato bellissimo ed importante conoscerlo: abbiamo avuto modo di stare insieme e di raccontarci quelle che sono le nostre esperienze. Poter ritrovare altri artisti, e avere queste possibilità di confronto, è fondamentale.

Questa bellissima collaborazione, poi, è andata anche oltre in quanto avete deciso anche di registrarla. “Luce” è l’unica, tra le cover, ad essere sulle piattaforme di streaming.

Sì! Ci è piaciuto moltissimo poter interpretare questo brano e ci siamo divertiti tantissimo.
Effettivamente è proprio una riscrittura del pezzo, a differenza di altri che hanno riproposto i brani mantenendoli integri. Rancore ha riscritto la canzone facendola veramente sua e noi avevamo la necessità di incidere questa collaborazione.

Lasciamo Sanremo per spostarci al presente: il brano “Questo corpo” è stato scelto da Paolo Sorrentino per la colonna sonora della serie tv “The New Pope”. Qual è stata la vostra sensazione di vedere/sentire una vostra canzone in un contesto cinematografico?

Noi non l’avevamo detto a nessuno ma lo sapevamo già da un mese e mezzo. Ovviamente, quando ce l’hanno detto eravamo increduli e sconvolti che potesse succedere una cosa del genere.
Non ci abbiamo creduto fino a che non l’abbiamo visto con i nostri occhi (ride, ndr).

Se pensi alla selezione musicale che fa Sorrentino e anche alla sua ricerca musicale per trovare le colonne sonore che calzano a pennello per i suoi film, fa strano.
Pensare che si sia messo a cercare musica, che abbia trovato noi e che abbia ascoltato quella che è la nostra produzione, scegliendo quella canzone per metterla in quella scena, è qualcosa che ti fa cadere dalla sedia.
Quando abbiamo visto che era stata scelta la scena in cui due personaggi non si dicevano nulla, le parole della canzone si incastravano così bene da far sembrare che fossero loro a parlare: è stato incredibile. Poi si vede John Malkovich che ascolta il brano: lì sono morta, letteralmente (ride, ndr).

Rimanendo in ambito cinematografico: reciti nella nuova stagione de “Il Cacciatore”. Interpreti Maria, una cantante punk di Palermo del 1996. Per l’occasione, avete riarrangiato alcuni vostri brani in chiave anni ’90. Immagino sia stato stimolante come esperienza.

Moltissimo. Più che altro perché ti da la possibilità di rimettere mano a qualcosa che hai già fatto, di stravolgerlo totalmente. Avere un personaggio, che in questo caso devi interpretare, e che ha un’altra voce rispetto alla tua, è divertente perché ti permette di poter creare una voce alternativa che assomiglia di più a quel personaggio piuttosto che alla tua. È un rimescolare le carte e trovare anche una vocazione diversa che alcuni brani possono avere, di cui, inizialmente, non te ne rendi conto.

Qual è il vostro rapporto con la città di Roma? Ogni volta che annunciate una data c’è sempre un’ottima risposta da parte del pubblico. Infatti, oltre alla serata del 14 marzo, avete dovuto aprire una nuova data al Monk di Roma, il 15. Vi siete mai chiesti il perché di tutto questo?

In realtà, non ne ho idea. La cosa che mi viene da pensare è perché, molto probabilmente, abbiamo suonato a Roma, fin dal primo disco, in tutti i piccoli club come Le Mura, Sparwasser, etc.
Eravamo veramente dei ragazzini con le prime canzoni, anche molto semplici.

È un po’ come se fosse la città che abbiamo toccato fin da subito e che, in qualche modo, ci ha visto crescere.
Roma, comunque, ha una cultura abituata ad ascoltare musica dal vivo e la gente, quindi, recepisce: ha curiosità, ha voglia di ascoltare qualcosa di diverso e si muove per questo.
C’è una partecipazione onesta e sincera di chi vuole toccare con mano quelle realtà diverse, sconosciute, e non soltanto la band rinomata.

Il Monk, ad esempio, ha una programmazione molto interessante proponendo sia quello che già si conosce sia quello che non si conosce.
Quindi, credo che sia proprio per questo. L’abbiamo vissuta molto intensamente e molto probabilmente le persone che ci hanno ascoltato, si sono sentite di seguirci in questo percorso.
La risposta, in effetti, è incredibile: la seconda data, per esempio, sta andando molto bene e siamo quasi agli sgoccioli.

State lavorando a nuovo materiale, immagino. Vuoi darci qualche anticipazione? Anche per questo disco vi baserete su delle parole-chiavi?

Credo che, rispetto a quelli che erano i “punti” che stavamo mettendo da parte per poi iniziare a lavorarci, una volta finito il tour, stanno subendo dei forti cambiamenti (ride, ndr).

Sta succedendo di tutto e basta guardarci intorno.
Quello che era giusto per me, una settimana fa, non credo lo sarà anche domani. Si sta trasformando anche il mio punto di vista sulle cose o quantomeno quello che mi sta intorno e che si sta muovendo. Io non posso incasellarlo dentro una cornice che andava bene, magari, qualche giorno fa.
Voglio stargli dietro un passo alla volta: se prima avevo pensato che mi interessavano sonorità mediterranee o che partivo dalla parola chiave “meraviglia”, adesso voglio stare a guardare.

Qui l’evento della data del 15 marzo al Monk di Roma.

Le prossime date:

07/03 Livorno – TheCage
14/03 Roma – Monk* SOLDOUT
15/03Roma – Monk – NUOVADATA
19/03 Milano – Alcatraz
20/03 Padova – Hall
26/03 Bologna – Locomotiv – NUOVADATA
27/03 Bologna – Locomotiv* SOLDOUT
28/03 Bari – New Demodé
02/04 Parigi – La Boule Noire
05/04 Londra – The Garage
10/04 Brescia – Latteria Molloy
17/04 Torino – Hiroshima Mon Amour
24/04 Senigallia (AN) – Mamamia
25/04 Firenze – Flog

Le foto contenute nell’articolo sono autorizzate all’uso libero da diritti per la stampa.
© riproduzione riservata